La cenere vulcanica continua a condizionare l’operatività dell’aeroporto di Catania. Le correnti in quota resteranno sfavorevoli anche nelle prossime ore, mentre un primo cambiamento potrebbe arrivare nella seconda parte di giovedì. Venerdì lo scenario dovrebbe diventare più favorevole.
L’Etna torna a pesare sul traffico aereo di Catania.
Dopo i pesanti disagi registrati ad agosto, la nuova emissione di cenere e soprattutto la direzione dei venti hanno riportato l’aeroporto Vincenzo Bellini al centro di una situazione difficile, con ripercussioni su arrivi e partenze. Il problema, nelle prossime ore, sarà soprattutto meteorologico. Secondo le indicazioni del meteorologo Edoardo Ferrara, le correnti alle quote medio-alte continueranno a provenire prevalentemente da Nord e Nord-Ovest almeno per tutta la giornata di mercoledì.
Una configurazione sfavorevole per Fontanarossa, perché può continuare a spingere la cenere emessa dall’Etna verso la Piana di Catania e quindi nell’area interessata dalle rotte di avvicinamento e partenza dello scalo. Per un cambiamento più significativo bisognerà probabilmente attendere la seconda parte di giovedì. L’avvicinamento di una perturbazione al Centro-Nord dovrebbe infatti determinare una progressiva rotazione delle correnti: da Sud-Ovest negli strati più bassi e soprattutto da Ovest in quota.
Se questa evoluzione sarà confermata, la cenere potrebbe essere trasportata maggiormente verso il settore nord-orientale dell’Etna e l’area di Taormina, alleggerendo la pressione sul Catanese e sull’aeroporto. Giovedì resta però la giornata più incerta. Il cambiamento non dovrebbe essere immediato e molto dipenderà dall’orario in cui avverrà effettivamente la rotazione dei venti. Venerdì, invece, le previsioni indicano correnti occidentali più nette e quindi uno scenario potenzialmente più favorevole per Fontanarossa.
La situazione ripropone un problema già emerso con forza durante l’estate: quando l’Etna produce quantità significative di cenere, basta una particolare combinazione delle correnti per mettere sotto pressione uno degli aeroporti più importanti del Mezzogiorno. Per passeggeri e compagnie aeree saranno dunque decisive le prossime 48 ore.
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