Cultura

FICARRA – “Notturno d’Autore” accende il dibattito culturale con Francesco Giubilei

Ieri sera presentato “L’Italia dei conservatori”

Un viaggio nella storia delle idee, ma soprattutto un invito al confronto culturale.

È stata la presentazione del volume “L’Italia dei conservatori. Storia del conservatorismo italiano dall’antica Roma al governo Meloni”, ultimo saggio di Francesco Giubilei, protagonista di una delle serate più significative di Notturno d’Autore, la rassegna culturale che continua a confermarsi luogo privilegiato di dialogo e approfondimento e che quest’anno si sviluppa sul tema “poteri e potere”.

Ad introdurre l’incontro è stato Massimo Scaffidi, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta del percorso umano, politico, e professionale dell’autore, sottolineandone la singolare traiettoria.

Nato a Cesena nel 1992, Giubilei è infatti una delle figure più giovani e influenti del panorama culturale italiano. Editore fin dall’età di sedici anni, fondatore della casa editrice Historica e successivamente di Giubilei Regnani Editore, presidente della Fondazione Tatarella, docente universitario e promotore del think tank Nazione Futura, ha costruito negli anni una fitta rete di iniziative dedicate allo studio delle culture politiche e del pensiero conservatore, affermandosi come uno dei principali interpreti del dibattito contemporaneo.

La conversazione, sviluppatasi in un clima di grande attenzione da parte del pubblico, ha preso le mosse proprio dal libro, che propone una rilettura della storia italiana attraverso il filo conduttore del conservatorismo, individuandone le radici ben prima della nascita dei moderni partiti politici.

Secondo Giubilei, infatti, il conservatorismo italiano non rappresenta un’importazione del modello anglosassone, ma affonda le proprie origini nell’antica Roma, nella tradizione cattolica, nell’esperienza dei Comuni e della Serenissima, fino ad arrivare ai grandi pensatori italiani come Giambattista Vico, Vincenzo Cuoco, Giacomo Leopardi, Giuseppe Prezzolini, Leo Longanesi e Indro Montanelli, ma durante l’incontro sono stati citati anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa (quasi un omaggio a Ficarra), Fraanco, anzi Giorgio, Freda, come editore, e poi Solinas, Alain de Benois, J. R. R. Tolkien, Boris Pasternak per finere a Nanni Moretti.

Più che una semplice ricostruzione storica, il volume si propone come un’analisi delle idee che hanno contribuito a plasmare l’identità nazionale, offrendo una chiave di lettura alternativa rispetto alle tradizionali interpretazioni della storia politica italiana.

Uno dei temi centrali affrontati durante la serata ha riguardato proprio il significato contemporaneo del termine “conservatore”, spesso associato, nel linguaggio comune, all’immobilismo o alla semplice opposizione al cambiamento.

Per Giubilei, invece, conservare significa custodire ciò che ha valore – identità, tradizioni, istituzioni, patrimonio culturale – accompagnando la società nelle trasformazioni senza rinunciare alle proprie radici. Una riflessione che conduce inevitabilmente all’attualità politica e al governo guidato da Giorgia Meloni, primo esecutivo italiano a definirsi apertamente conservatore.

Nel corso del dialogo non sono mancati spunti sul rapporto tra cultura e politica, sulla necessità di recuperare il valore delle grandi tradizioni culturali italiane e sul ruolo che le idee continuano a svolgere nella costruzione del futuro di una nazione. Al di là delle appartenenze politiche, si è divagato sul tema dell’ecologia,  dell’intelligenza artificiale, del mondo giovanile e di biotecnologie, l’incontro ha offerto al pubblico un’occasione di confronto su temi che attraversano la storia del Paese e che continuano ad alimentare il dibattito pubblico.

L’appuntamento si inserisce perfettamente nello spirito di Notturno d’Autore, rassegna che negli anni ha saputo trasformare il territorio in un punto di riferimento per la riflessione culturale, ospitando personalità del mondo della letteratura, del giornalismo, della filosofia e della politica. La presenza di Francesco Giubilei ha confermato questa vocazione, offrendo una serata di approfondimento capace di andare oltre la semplice presentazione di un libro per trasformarsi in un dialogo sul rapporto tra memoria, identità e futuro. Perché, come emerso nel corso dell’incontro, sono spesso le idee – prima ancora dei governi e delle istituzioni – a tracciare il percorso della storia. Sono intervenuti anche Mauro Cappotto e Lucia Franchina.

Sul senso del suo lavoro

“Non ho mai fatto politica attiva, non sono mai stato candidato. La mia sfida è culturale: raccontare una cultura conservatrice che spesso non viene né raccontata né conosciuta”

“Si dice che non esista una cultura di destra. È una grande stupidaggine. Nel Novecento italiano ci sono stati autori enormi che appartengono a pieno titolo a una tradizione di pensiero conservatrice”

Su editoria e modelli culturali

“Il simbolo dell’editore conservatore è Leo Longanesi. Visionario, talent scout, ha scoperto Montanelli, Moravia, Hemingway in Italia. Eppure ha subito una damnatio memoriae perché etichettato come fascista”

“Feltrinelli, il principale editore progressista, ha avuto successo pubblicando due autori conservatori come Papini e Soffici. La storia editoriale italiana è più plurale di come ce la raccontano”

Su ecologia – dal libro Conservare la natura

“Preferisco parlare di ecologia e non di ambiente. Ambiente è solo natura, ecologia è uomo più natura. Come dice la Genesi, il creato è l’unione di uomo e natura”

“Dire che l’uomo è nemico della natura non è vero. Voi in Sicilia lo vedete con lo spopolamento: quando l’uomo va via, viene meno la cura del territorio e arriva il dissesto idrogeologico”

“Non essere d’accordo con Greta Thunberg o con chi imbratta i monumenti non significa non occuparsi di ambiente. Dobbiamo farlo con una prospettiva diversa, propositive, legata alle comunità locali”

Su egemonia culturale e pluralismo

“La cultura per definizione dovrebbe essere libertà e pluralismo. Sostituire un’egemonia culturale della sinistra con un’egemonia di segno opposto sarebbe sbagliato”

“Voi a Ficarra siete un esempio virtuoso. Ci sono festival con 100 ospiti dove 97 la pensano allo stesso modo e 3 fanno da foglia di fico. Quello non è pluralismo”

Sui giovani

“Sono contrario alla retorica del giovanilismo. Non dobbiamo dare spazio ai giovani in quanto giovani, come una quota. Dobbiamo darlo ai giovani in quanto persone di valore”

“Un giovane in Italia diventa associato a 40 anni, il suo collega in Francia o in Germania a 30. Non è solo questione di stipendi, è assenza di prospettive. Così formiamo eccellenze e poi le regaliamo all’estero”

Su conservatorismo e futuro

“Il conservatorismo prende gli aspetti migliori del sovranismo e del liberalismo e ne lascia da parte gli aspetti peggiori. Difende l’interesse nazionale e la libertà, senza cadere nel sovranismo urlato o nel neoliberismo senza limiti”

“La globalizzazione senza limiti ha fallito. Nel 2001 abbiamo fatto entrare la Cina nel WTO senza chiedere contropartite. Abbiamo delocalizzato per guadagnare di più, e i cinesi hanno imparato a fare lo stesso prodotto a meno. Ora dipendiamo da loro anche nei settori strategici”

su intelligenza artificiale

“Chiudersi a priori all’intelligenza artificiale è anacronistico. Ma la tecnica non deve essere slegata dall’etica. Come dice Papa Leone, va governata”

“Non puoi pensare che l’IA sostituisca l’uomo e che non importi se si perdono decine di migliaia di posti di lavoro. La sfida epocale è armonizzare innovazione e tutela del lavoro”

Le foto

da leggere

https://www.scomunicando.it/notizie/a-ficarra-notturno-dautore-accende-il-dibattito-culturale-con-francesco-giubilei-e-litalia-dei-conservatori/

Redazione Scomunicando.it

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