Non sarà soltanto una serata dedicata al gusto.
Dietro il titolo “Alla scoperta degli antichi sapori”, in programma domenica 30 agosto 2026, alle 19.30, in Piazza Cristoforo Colombo a Gioiosa Marea, c’è infatti un progetto che mette insieme più livelli: la memoria gastronomica, la pesca locale, la sostenibilità, il lavoro dei pescatori e, soprattutto, il rapporto antico che lega questo tratto di costa al suo mare. L’idea è semplice nella forma, ma più articolata nella sostanza: partire dal pesce che arriva sulle tavole per raccontare tutto ciò che viene prima.
Le barche, le tecniche di pesca, la stagionalità, la conoscenza delle specie, il lavoro quotidiano delle marinerie, le trasformazioni del mercato e la necessità, oggi sempre più urgente, di coniugare sfruttamento delle risorse e tutela dell’ecosistema.
Per questo l’appuntamento del 30 agosto non si esaurirà nella degustazione.
Il programma prevede uno show cooking con dimostrazione dal vivo, seguito dalla degustazione gratuita di piatti preparati con pesce locale. Ma accanto alla parte gastronomica ci sarà anche una tavola rotonda tematica dedicata alla pesca nel Golfo di Patti e al consumo sostenibile, nella quale il tema verrà affrontato da istituzioni, operatori del settore, organismi scientifici e realtà impegnate nella tutela del mare. Ed è proprio questa presenza corale a dare all’iniziativa una dimensione che va oltre quella della semplice sagra.
Il progetto vede infatti coinvolti il Comune di Gioiosa Marea, l’Unione Europea, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura – FEAMPA 2021-2027 e la Regione Siciliana – Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea.
Accanto alle istituzioni figurano la Cooperativa Pescatori San Giorgio, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Area Marina Protetta Capo Milazzo, Marevivo Sicilia, il GAC Golfo di Patti e l’Organizzazione dei Produttori della Pesca del Litorale Tirrenico e dell’Arcipelago Eoliano.
Alla tavola rotonda saranno inoltre presenti rappresentanti del Comune di Gioiosa Marea, del GAC Golfo di Patti, della CO.GE. COOPESCA Portorosa, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, della Stazione Zoologica Anton Dohrn Sicilia, dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo e di Confcooperative Sicilia – Settore Pesca.
Un parterre che rende evidente il senso dell’iniziativa: mettere allo stesso tavolo chi amministra, chi studia il mare, chi lo tutela e chi dal mare ricava quotidianamente il proprio lavoro.
Perché parlare oggi di “antichi sapori” non può significare limitarsi alla nostalgia. La tradizione gastronomica, se vuole continuare ad avere un futuro, deve necessariamente confrontarsi con i cambiamenti avvenuti nel Mediterraneo: l’aumento delle temperature, la pressione sulle risorse ittiche, la presenza di nuove specie, la trasformazione dei consumi e una progressiva perdita di conoscenza del cosiddetto pesce povero.
Ed è proprio quest’ultimo uno dei temi più interessanti dell’evento. Per decenni alcune specie sono state considerate meno pregiate semplicemente perché abbondanti, poco richieste dal mercato o lontane dai modelli di consumo imposti dalla grande distribuzione. Eppure proprio quel pesce ha costruito buona parte della cucina delle comunità costiere siciliane.
Recuperarlo significa quindi fare contemporaneamente tre cose: difendere una cultura alimentare, sostenere la pesca locale e ridurre la pressione sulle specie maggiormente richieste.
In questo senso la cucina diventa uno strumento di educazione. Mostrare come si prepara un pesce locale, raccontarne le caratteristiche e poi offrirlo in degustazione significa avvicinare il consumatore a una scelta più consapevole. Non attraverso una lezione teorica, ma passando dal gusto. È probabilmente questa una delle intuizioni più efficaci dell’iniziativa. La sostenibilità, quando resta soltanto una parola, rischia di apparire distante. Quando invece arriva nel piatto assume immediatamente un significato concreto.
C’è poi un altro elemento.
Gioiosa Marea e San Giorgio appartengono a un territorio nel quale la pesca non è semplicemente un settore produttivo. È paesaggio umano. Lo è nelle barche tirate a riva, nelle reti, nei racconti delle famiglie, nel lessico, nelle ricette e in quella parte della memoria collettiva costruita attorno al Tirreno. Per questo valorizzare il mare significa anche interrogarsi su come trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni. Un territorio costiero che perde il rapporto con la propria marineria perde inevitabilmente una parte della propria identità. Ma, allo stesso tempo, difendere quella tradizione non può significare immaginare che tutto possa rimanere immutato.
La sfida è esattamente opposta: conservare ciò che ha valore imparando a cambiare ciò che non è più sostenibile. E qui entrano in gioco la ricerca scientifica, le aree marine protette, le organizzazioni dei produttori e gli organismi di settore presenti all’appuntamento.
La presenza della Stazione Zoologica Anton Dohrn, dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, di Marevivo e delle organizzazioni della pesca permette infatti di mettere in relazione conoscenza scientifica ed esperienza dei pescatori.
Due mondi che non dovrebbero essere contrapposti. Chi vive il mare ogni giorno possiede una conoscenza empirica straordinaria dei suoi cambiamenti. La ricerca può leggere quei segnali, misurarli e trasformarli in strumenti di gestione. Quando queste due competenze dialogano, la tutela ambientale smette di essere percepita come un limite imposto dall’esterno e può diventare una forma di garanzia per il futuro stesso della pesca.
Anche per questo la manifestazione del 30 agosto assume un valore particolare. Come sottolinea l’assessore comunale Teodoro Lamonica – Non promette di risolvere i problemi del comparto, ma prova a creare un luogo nel quale parlarne partendo da qualcosa che appartiene a tutti: il cibo. E forse il modo migliore per raccontare il mare è proprio questo.
Partire da una ricetta e arrivare alle politiche europee della pesca. Partire da un piatto preparato con una specie locale e parlare di biodiversità. Partire dalla memoria dei pescatori e arrivare al futuro delle nuove generazioni.
Il progetto è finanziato dalla Regione Siciliana – Dipartimento della Pesca Mediterranea di Palermo, con D.D.G. n. 318 del 2 luglio 2026, e si inserisce in un quadro più ampio di valorizzazione delle produzioni locali e di promozione di un consumo maggiormente responsabile.
Il 30 agosto, dunque, Piazza Colombo diventerà per alcune ore una sorta di laboratorio aperto sul mare.
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
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