Un pavone bianco, essenziale, quasi disarmato. Intorno, una ruota che esplode in una successione di colori. Sono semplicemente condom
È immediata, allegra, apparentemente semplice l’illustrazione con cui Antonio Morello interpreta il 4 settembre, Giornata mondiale del benessere sessuale. Eppure, dietro quella leggerezza, si apre un discorso molto più complesso sui rapporti umani e sul modo in cui oggi ci si incontra, ci si desidera e ci si corteggia.
È anche qui che si riconosce la cifra stilistica di Morello.
Il designer lavora per sottrazione, riduce il soggetto ai suoi elementi essenziali e affida al colore il compito di catturare lo sguardo. Poi, quando l’immagine ha già raggiunto il suo obiettivo, lascia emergere un secondo livello di lettura. Il suo pavone non cerca il realismo. Il corpo è bianco, costruito con pochi segni netti; il fondo nero amplifica il contrasto, mentre le piume diventano campiture autonome di azzurro, verde, giallo, arancio, rosa, lilla e turchese. All’interno compaiono linee sottili, quasi venature di foglie, che contaminano il mondo animale con quello vegetale.
È un linguaggio grafico riconoscibile: forme pulite, colori pieni, elementi naturali reinventati e un simbolismo che non appesantisce mai l’illustrazione.
Morello non racconta tutto. Suggerisce. Ed è proprio questa economia del segno a dare forza al messaggio. Il pavone, del resto, è una scelta tutt’altro che casuale. In natura apre la ruota, mostra la propria bellezza, cerca attenzione. È corteggiamento allo stato puro. Ma nell’illustrazione c’è qualcosa di interessante: l’animale si mostra senza avanzare, attrae senza aggredire. Offre i suoi colori, ma lascia a chi guarda la libertà della risposta. Da qui l’immagine entra pienamente nel tema sociale della giornata.
Il benessere sessuale non può essere ridotto alla sola dimensione fisica. Riguarda la qualità delle relazioni, il rispetto, la capacità di comunicare, la consapevolezza dei propri desideri e di quelli dell’altro. E soprattutto riguarda il consenso. Il corteggiamento responsabile diventa allora una questione di comportamento. Corteggiare non significa insistere fino a ottenere una risposta diversa. Un interesse non genera automaticamente reciprocità. Un complimento non autorizza l’invadenza. E un “no” non è l’inizio di una trattativa. Principi che acquistano un peso ancora maggiore nel mondo dei social.
Instagram, Facebook, TikTok, le app di incontri e soprattutto la messaggistica hanno cambiato profondamente i tempi e i modi dell’approccio. Il corteggiamento può iniziare con una reazione a una storia, un messaggio privato, una fotografia, poche parole. La distanza dello schermo, però, può rendere più difficile percepire quei confini che nella relazione diretta vengono comunicati anche da uno sguardo, da un silenzio o dalla distanza fisica. È qui che il corteggiamento digitale può trasformarsi. Il messaggio ignorato seguito da altri dieci messaggi, la richiesta insistente di fotografie, il controllo delle attività online, la gelosia alimentata da un “like”, l’interpretazione di una visualizzazione come obbligo di risposta: piccoli comportamenti che possono progressivamente superare il confine tra attenzione e pressione.
La tecnologia ha moltiplicato le possibilità di incontrarsi, ma non ha modificato una regola fondamentale: dall’altra parte dello schermo continua a esserci una persona. E forse proprio per questo il pavone di Morello funziona così bene.
Non servono slogan aggressivi né immagini provocatorie. Un animale apre semplicemente la propria ruota. Mostra quello che è, prova ad affascinare e aspetta. La forza dell’illustrazione sta in questa apparente innocenza. Morello utilizza un codice visivo quasi fiabesco per affrontare un argomento adulto e profondamente contemporaneo. I tanti colori possono diventare anche metafora della pluralità delle relazioni, delle sensibilità e dei modi di vivere affettività e desiderio. Nella giornata dedicata al benessere sessuale, il messaggio finisce così per essere soprattutto umano.
Possiamo cambiare strumenti, linguaggi e luoghi del corteggiamento. Possiamo passare dalla piazza a uno smartphone, da uno sguardo a una chat. Ma resta immutata la necessità di riconoscere nell’altro una libertà uguale alla nostra. Il pavone apre tutte le sue piume. Seduce, ma non pretende. Si mostra, ma non possiede.
E in quella ruota colorata Antonio Morello riesce a condensare una piccola lezione contemporanea sulle relazioni: il corteggiamento conserva la sua bellezza soltanto quando desiderio e rispetto camminano insieme anche con la sicurezza che diventa un rispetto reciproco.