LE GEMELLE KESSLER – Addio alle dive che accesero l’immaginario italiano: dall’austerità del bianco e nero al mito del desiderio proibito
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LE GEMELLE KESSLER – Addio alle dive che accesero l’immaginario italiano: dall’austerità del bianco e nero al mito del desiderio proibito

L’Italia degli anni Sessanta era un Paese che cambiava in fretta. Da una parte avanzava la modernità: il boom economico, la televisione, la cultura popolare che iniziava ad aprirsi a un nuovo linguaggio del corpo, della musica, dell’intrattenimento. Dall’altra resisteva una società ancora profondamente bigotta, spaccata sul divorzio, frenata da un moralismo sociale che arrivava fino ai tribunali, dove i pretori “rampanti” si scagliavano contro i primi nudi sulle copertine dei rotocalchi.

In questo scenario contraddittorio arrivarono loro: Alice ed Ellen Kessler, due gemelle tedesche, alte, biondissime, perfette, eleganti, sensuali senza mai essere volgari. E proprio per questo, spesso percepite come inquietanti simboli di modernità, come se la loro sola presenza scardinasse un sistema culturale ancora intriso di pudori ottocenteschi. Le Kessler non furono solo due ballerine talentuose: furono, per milioni di italiani, l’oscuro oggetto del desiderio di un Paese che stava imparando – tra mille resistenze – la libertà di guardare.

La notizia della morte: insieme, come sempre

Le gemelle sono morte a 89 anni nella loro villetta di Grünwald, alle porte di Monaco di Baviera. Secondo quanto riportato, avrebbero scelto il suicidio assistito, restando unite anche nell’ultimo passo. Vivevano da sempre insieme, in due appartamenti separati da una semplice parete scorrevole. E insieme desideravano riposare, chiedendo che le loro ceneri venissero mescolate a quelle della madre e persino al loro cagnolino Yello: un gesto che racconta una vita condivisa fino all’ultimo respiro.

Il talento aveva bussato presto alla loro porta: a undici anni danzavano già nel Teatro dell’Opera di Lipsia. Ma fu a diciott’anni che decisero di cambiare la loro storia: fuggirono dalla Germania Est per raggiungere Parigi, dove lavorarono dal 1955 al 1960. Poi l’arrivo in Italia, all’inizio del 1961: una data che cambierà per sempre il volto del varietà televisivo.

Il trionfo televisivo: le dive del sabato sera

La loro prima apparizione per la Rai fu nel varietà Giardino d’inverno, diretto da Antonello Falqui. Accanto al maestro Gorni Kramer, Don Lurio e il Quartetto Cetra, Alice e Ellen conquistarono subito il pubblico. Poi arrivò Studio Uno, il programma che segnerà un’epoca: e qui le Kessler lanciarono la micidiale sigla Da-da-un-pa, ancora oggi riconoscibilissima. La loro immagine era perfetta per la tv di quegli anni: armonia, sincronia, fascino nordico e una sensualità elegante che ammaliò milioni di telespettatori.

Gli anni Sessanta e il “desiderio proibito”

In un’Italia che dibatteva sul divorzio, che vedeva i preti tuonare dai pulpiti contro la modernità, e che arrivò perfino a censurare i primi topless sulle riviste, le Kessler incarnavano un nuovo tipo di femminilità, libera, internazionale, sicura di sé. Non erano provocatorie: erano moderne. E proprio questa modernità fece tremare più di una colonna del moralismo televisivo. Il caso più famoso fu quello dei caroselli dei collant: le loro gambe – semplicemente scoperte – fecero scandalo. La Rai le obbligò a indossare pesanti calze scure, nella convinzione che gli italiani non fossero ancora pronti per un paio di gambe nude, per quanto impeccabili e perfettamente coreografate.

Cinema, teatro, Playboy: l’evoluzione di un mito

Il loro talento non si limitò alla tv: – recitarono in film come Il giovedì di Dino Risi e I complessi, – affrontarono Brecht a teatro, – divennero icone internazionali: Life dedicò loro una copertina. Poi, negli anni Settanta, una nuova svolta: posare per Playboy, edizione del 1974, con un clamoroso record di vendite.
Un gesto che confermò la loro capacità di stare nel tempo, accettando la sfida della modernità senza perderne la misura.

Le gemelle Kessler non furono solo spettacolo: furono un simbolo di emancipazione estetica, due donne che con grazia, disciplina e rigore professionale portarono nella tv italiana un linguaggio del corpo e dell’intrattenimento che, fino a quel momento, era confinato oltre le Alpi.

Hanno incarnato una femminilità rivoluzionaria per un’Italia ancora sospesa tra pregiudizi e modernità, desideri repressi e nuove libertà. Non è esagerato dire che, nel loro sorriso perfetto e nel loro passo di danza sincronizzato, molti italiani scorsero il futuro.

Oggi, nel ricordarle, l’Italia saluta due star che hanno attraversato un’epoca, contribuendo a cambiarla.

Non solo artiste.

Non solo icone.

Ma specchio di un Paese che, anche grazie a loro, imparò lentamente a uscire dalla sua rigidità, ad accettare il desiderio, la bellezza, la leggerezza.

Le gemelle Kessler hanno rappresentato il sogno proibito di un’Italia in trasformazione. E resteranno nella memoria come le due figure bionde che, in un mondo ancora in bianco e nero, portarono un lampo di luminoso, irriverente e affettuoso modernismo.

17 Novembre 2025

Autore:

redazione


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