Sabato 7 febbraio, nella Tenuta Pupillo – Castello del Solacium, a Siracusa, si terrà l’Assemblea generale programmatica 2026 dell’associazione Articolo 9 – Siciliani per Cultura, dal titolo “Luci e Ombre Siciliane. 50 anni di Autonomia regionale sui Beni Culturali”.
per costruire una nuova visione di sviluppo fondata sulla cultura, sulla rigenerazione urbana e ambientale…
Un’intera giornata di confronto, dalle 10:00 alle 16:00, dedicata alle politiche attive per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Isola.
L’incontro si svolgerà in quello che gli organizzatori definiscono “un luogo dell’anima”, simbolicamente scelto per ospitare un dibattito che intende andare oltre la denuncia, per costruire una nuova visione di sviluppo fondata sulla cultura, sulla rigenerazione urbana e ambientale e sulla piena attuazione dei principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione.
Ad aprire i lavori sarà Fulvia Toscano, seguita dagli interventi di un ampio e qualificato parterre di relatori: Antonio Arena, Carlo Castello, Vicky Di Quattro, Pierangelo Grimaudo, Lorenzo Guzzardi, Vincenzo Latina, Marco Mastriani, Andrea Passanisi, Stefania Pennacchio, Francesco Rovella, Marco Salerno, Alberto Samonà, Paolo Scalora e Daniele Tranchida. A concludere l’assemblea sarà Fabio Granata, tra i promotori dell’iniziativa e figura storica dell’impegno per la tutela del patrimonio culturale siciliano.
L’assemblea “Luci e Ombre Siciliane” nasce con un obiettivo chiaro: costruire un modello alternativo di gestione del territorio, capace di superare pratiche e mentalità ormai inadeguate. Articolo 9 – Siciliani per Cultura promuove infatti una tutela attiva del paesaggio e dei beni culturali, affiancata dalla ricerca, dall’innovazione e dalla partecipazione civica, nella convinzione che la cultura rappresenti un bene comune e una leva strategica per lo sviluppo sociale ed economico della Sicilia.
Il confronto avverrà in un momento particolarmente delicato. Nel cinquantesimo anniversario della piena attuazione dell’Autonomia speciale della Regione Siciliana sui Beni Culturali, l’associazione esprime forte preoccupazione per le recenti decisioni della Giunta regionale che, di fatto, riducono drasticamente la dirigenza del Dipartimento dei Beni Culturali, passando da 76 a 20 unità operative. Una scelta che, secondo Articolo 9, rischia di paralizzare Soprintendenze, Parchi archeologici e Musei, compromettendo sia la tutela sia la valorizzazione di uno dei patrimoni culturali più ricchi d’Europa.
Da qui l’appello politico e istituzionale rivolto al presidente Renato Schifani e all’assessore Francesco Paolo Scarpinato: tornare immediatamente indietro su un provvedimento definito “gravissimo”, che rende di fatto ingovernabile un Dipartimento centrale per il futuro turistico, culturale e sociale dell’Isola e che rischia di fornire argomenti a chi lavora per ridimensionare l’Autonomia siciliana e le sue peculiarità.
L’assemblea del 7 febbraio si propone quindi come uno spazio aperto di dialogo e costruzione collettiva, volto a creare una comunità di intenti capace di imprimere una svolta profonda alle politiche culturali regionali. Un appuntamento che unisce riflessione, proposta e mobilitazione, nella convinzione che senza una reale tutela e valorizzazione dei beni culturali non possa esistere un futuro sostenibile per la Sicilia.








