Nessun naufragio in un brodo di chiacchiere e distintivi, ma era semplicemente la sottolineatura di una mancata – anzi tardiva e comunque non pubblica – solidarietà.
Il presidente dell’Acib di Brolo opportunamente “interrogato”, parla di tutto, sapendo però bene che è solo un arrampicarsi sugli specchi quando affronta il nodo della questione … la mancata solidarietà pubblica e tempestiva per l’estorsione subita da un’azienda Brolese, l’Elettrosud, della famiglia Messina, di Salvo Messina, il sindaco, denunciata anche dal nostro giornale.
La colpa, anzi il tentativo di cercare la polemica – dice il presidente – è naufragato miseramente, non sono mai esistiti gli elementi necessari per poterla configurare.
Quale colpa? Quale polemica?
Quella di aver sottolineato dopo sette giorni dai fatti in “un articolo” che non era arrivata una pubblica nota di solidarietà, di denuncia, di star al fianco, da parte dell’Acib, ad un impresa attenzionata dal racket.
Sarebbe bastato anche farlo genericamente, senza far nomi, “in attesa di poter giustamente inquadrare il fenomeno” come poi dice il presidente.
Un “segreto” quello del nome dell’azienda durato – alla fine – solo tre giorni.
La nostra era una semplice constatazione, e solo il presidente l’ha configurata come qualche cosa che “sarebbe addirittura paradossale ipotizzare una diatriba all’interno di un nucleo familiare!!”.
Era un guardare il fatto, soppesarlo, valutarlo.
Darne un’interpretazione, senza per questo diventare nè ”strumenti di potere” né giornalisti che, riottosi,“sbagliano” o peggio pseudo giornalisti.
Per noi, ma anche per tanti, quell’enunciazione era un atto dovuto, necessario, pubblico, importante come ha sottolineato anche – in un nostro secondo articolo – un altro passato presidente dell’Acib, super partes – senza voler, neanch’esso, far polemiche – che in un commento su facebook – spinto a dire la sua da un consigliere comunale dell’attuale amministrazione- ripreso dal nostro giornale scriveva: “la solidarietà in questi casi se viene negata deve essere motivata…perchè non è consentito per il ruolo che si ricopre darsi alla latitanza – aggiungendo – Sono certa che il presidente dell’Acib,chiarirà al più presto. E’ un dovere non una scelta”.
Gli arresti. L’estorsione consumata nell’atto di posare una bottiglia incendiaria, una richiesta di pizzo, l’azione dei militari.
Questi sono fatti, sono quelle situazione che Lei doveva valutare “in attesa di poter giustamente inquadrare il fenomeno”.
Aggiungiamo, azioni non fatte certamente “da ragazzi”, ma rientranti in logiche diverse, più ampie, maturate lontano da Brolo, ma forse non troppo.
Questo – anche nel silenzio chiesto dai carabinieri mentre erano in corso le indagini – non escludeva che un comunicato di solidarietà da parte di un’associazione antiracket, andava, sia pur in maniera generalizzata, fatto.
Questo abbiamo, allora, ed ora, sottolineato!
Non è il messaggio privato, personale, per sms o mail, che fa la cronaca.
Può essere, anzi lo è sicuramente, fatto di sostanza e di concretezza , ma poi ci vogliono le manifestazioni pubbliche fatte da chi è “Pubblico”.
Importante, in questo caso è l’abbraccio delle Istituzioni. Altrimenti perché fare trecento chilometri ed andare a Sortino?
Paese piccolo, nomi, circostanze, post su facebook, commenti e “mi piace”, gruppi … tutto si ricollega, anche l’ampio dibattito sul peso della “tentata” estorsione, e dopo otto giorni dai fatti costatare l’assenza di una solidarietà pubblica, a parte quella del consiglio comunale e della Sak Be, era reato?
Quel silenzio urlava e urla tutt’ora.
Per la cronaca Tano Grasso ha saputo proprio tramite quegli articoli, a più di otto giorni dai fatti, quanto accaduto a Brolo.
Ma noi siamo sempre convinti che la solidarietà – per un fatto così grave – andasse esternata subito, immediatamente e sa, caro presidente, sappiamo anche la differenza che passa sulla solidarietà e sulle congratulazione per un merito ricevuto.
E crediamo che, anche in quel caso, stare vicini, manifestando apprezzamento, congratulandosi pubblicamente, è una funzione, un atto, un dovere, per esempio, che un Sindaco deve fare al momento della nomina di un incarico importante in prefettura, alla questura, ai vertici delle associazione antiracket.
Sappiamo quali sono i doveri e gli obblighi di chi fa informazione e sappiamo che c’è un diritto di replica per chi si sente leso, da un articolo, da una notizia.
Diritto che sarebbe stato opportuno espletare – a nostro avviso – su quei due o tre giornali che hanno pubblicato la notizia per dare una risposta, in una logica di corretta informazione all’utenza, altrimenti si aggredisce un fascia di lettori che sconoscevano i precedenti fatti esposti, se ne da una versione personale… si crea quella che lei definisce una cattiva informazione.
Crediamo che avrebbe fatto meglio a pubblicare, il suo dire anche sulle testata che hanno detto ”il non vero”.
Come vede noi pubblichiamo di seguito, i nostri articoli, la sua intervista, con la risposta, anzi la precisazione sui fatti….
Sulle fonti, stiano i nostri lettori tranquilli, sono sempre accertate e accertabili.
Ed ancora.
Il ruolo dell’Acib, anche per noi, è ineccepibile sotto il profilo del lavoro svolto quale associazione antiracket che – insieme alle altre – sono un presidio fondamentale per la cultura della legalità nell’isola. Tranne che in quest’occasione.
Ma crediamo – ce lo lasci dire – riprendendo una sua frase “che purtroppo come in ogni buona famiglia non tutti fanno il loro mestiere seriamente, ed i fatti degli ultimi giorni lo dimostrano” sarebbe il caso, e siamo documentati, visti i risultati sul campo del commercio, che a Brolo si guardasse avanti, e sarebbe opportuno avviare un dibattito sulla necessità di turnover all’interno della stessa Associazione che rappresenta non i singoli ma il Paese tutto (senza citare ora il numero degli iscritti, ma semplicemente guardando alla loro partecipazione).
La Redazione & il Direttore
P.S. – Esternare la solidarietà pubblica, nel caso dell’Elettrosud, comunque valeva per tutti, nessuno escluso.
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Per la cronaca ecco tutti gli articoli citati e richiamati nella nota di risposta, partendo dall’intervista di Salvatore Calà.
L”intervista: una tentata estorsione ed una inesistente polemica! … (pubblicata su Quadrifoglionews)
Troppi furti…nella cittadina di Brolo, un tentativo di estorsione e il furto in una discoteca, dove dalle prime indagini dei carabinieri, i ladri sembrano che abbiano asportato materiale ed attrezzature dall’interno della discoteca di proprietà della famiglia Bonina, per un importo di circa 20.000 euro. Su queste problematiche abbiamo incontrato il presidente dell’Acib (Associazione Commercianti ed Imprenditori Brolesi), Carmelo Ioppolo a cui abbiamo chiesto un suo pensiero e dei chiarimenti….sulla difficile situazione che sta vivendo la cittadina del castello.
D. Nei giorni scorsi alcuni siti online hanno pubblicato lo stesso articolo…in cui si auspicava una presa di posizione dell’ Acib e del suo Presidente?
R. Temi diversi che inconsapevolmente o scientificamente sono stati mischiati ad hoc ,che sicuramente e giustamente hanno creato allarme sociale in una cittadina non più abituata ad episodi del genere ,e che avendo maturato una coscienza civica forte nel rifiutare a priori qualsiasi forma di compromesso,sottomissione o rassegnazione, ha giustamente reagito reclamando a gran voce una rapida risoluzione del problema !!!
D. La presenza sul territorio di un’associazione o di più associazioni antiracket..dopo l’esperienza di alcuni anni fà…serve a tranquillizzare i cittadini di un paese?
R. Le associazioni antiracket sono un presidio fondamentale per la serenità di una comunità e di un comparto che sà di poter trovare un interlocutore serio per poter affrontare eventuali problematiche,sapendo di affidarsi a gente che parla lo stesso linguaggio e condivide le stesse paure, con la certezza che la riservatezza ed il rispetto della privacy sono prerogative fondamentali !!! L’associazione in questi anni ha creato attività di formazione non solo per i suoi aderenti, ha promosso incontri sociali e culturali, sviluppato mostre e fiere per la promozione del comparto imprenditoriale e commerciale del luogo, favorito incontri con i giovani su temi legati alla mafia, all’impegno sociale, effettuato presidi contro il racket; fatto rete con le istituzioni per favorire l’accesso al credito.
D. Analizzando tutto questo, ci si chiede quali possano essere le iniziative vostre, parlando dell’Acib, della Fai, delle Forze dell’Ordine e anche dell’Amministrazione Comunale, per far tornare a dormire sonni tranquilli ai cittadini di Brolo?
R. Le associazioni fanno da tramite fra i commercianti/imprenditori e le forze dell’ordine,trasmettendo loro la fiducia verso chi lavora x garantire la nostra sicurezza. Le associazioni,la FAI e le istituzioni locali devono convincere ed assicurare i cittadini,che una semplice collaborazione con le forze dell’ordine, produce risultati concreti ed immediati. Lo dimostrano i fatti e l’esperienza di questi 21 anni in cui il modello associativo, nelle realtà come la nostra, ha di fatto debellato il fenomeno criminale ,relegandolo a episodio sporadico e disorganizzato,con risposta immediati dell’eventuale vittima ,che si traduce in Denuncia!!! Le attività inerenti ad incontro / dibattiti ed attività formativa nelle scuole hanno invece un obiettivo a lungo termine !!!.
D. Non tutti sono d’accordo con il lavoro che facciamo noi giornalisti, qualcuno ha anche detto, dopo i tantissimi furti dei giorni scorsi..che “molti pseudo giornalisti, hanno ingigantito il problema e hanno anche creato panico nella popolazione”. Qual’ è il suo pensiero in merito e quale secondo lei dovrebbe essere il corretto e giusto risalto dato a delle problematiche del genere.
R. Ha ragione Direttore, purtroppo come in ogni buona famiglia non tutti fanno il loro mestiere seriamente, ed i fatti degli ultimi giorni lo dimostrano. Il dovere di ogni giornalista serio è di dare la notizia ,dal mio punto di vista sempre e comunque, ma senza stravolgerne il senso o ingigantirla ad arte. Se poi accade che si cerchi pure di creare il mostro,o ancor peggio di utilizzare un argomento per raggiungere altri obiettivi, allora mi lasci dire che quì non si tratta più di giornalismo ma di strumenti di potere !!!
“Lei è la prova che si può fare anche il proprio mestiere, magari rinunciando a qualche lettura dell’articolo dato in modalità o tempistica diversa, pur di salvaguardare la correttezza e la deontologia professionale, che le impone prima di verificare le fonti,e ,come in questo caso lei ha fatto, di avere ascoltato l’ignaro destinatario di una presunta polemica”.
D. Per chiudere l’intervista e per chiarire con i nostri lettori, c’è o non c’è polemica, tra l’Associazione che presiede con chi ha subito il tentativo di estorsione, nei giorni scorsi?
Il tentativo di cercare la polemica, come ha ben capito è naufragato miseramente, non sono mai esistiti gli elementi necessari per poterla configurare, in una situazione, tra l’altro, che vede la stessa azienda degnamente rappresentata nel direttivo della nostra ass0ciazione con un proprio congiunto che ne ha ricoperto inoltre la carica di presidenza per 8 anni circa, ed attualmente componente dello stesso, Quindi sarebbe addirittura paradossale ipotizzare ua diatriba all’interno di un nucleo familiare !!
“Qui caro Direttore stiamo parlando solo di “un articolo”, che, tra l’altro è stato pubblicato solo da poche testate giornalistiche !!! Oltre che ricordarle che l’argomento all’ordine del giorno del consiglio comunale era l’emergenza microcriminalità e non già un tentativo di estorsione prontamente denunciato e represso dagli uomini dell’arma dei carabinieri !!! Aggiungerei che la Fai e l’Acib sono stati i primi a portare solidarietà personale al sig. Sindaco, nella duplice veste di imprenditore e primo cittadino, per un fatto gravissimo che ha turbato la serenità familiare di chi si vede recapitare messaggi violenti. Avevamo concordato con la dirigenza fai e le istituzioni,di non fare momentaneamente comunicati stampa per opportunità operative, in attesa di poter giustamente inquadrare il fenomeno.
“La solidarietà resa pubblica con due semplici parole, è troppo semplice e allo stesso tempo poco utile se non è seguita dai fatti. E i fatti sono che l’azienda minacciata ha immediatamente denunciato, e le forze dell’ordine,in tempi brevissimi hanno assicurato alla giustizia quattro persone, dimostrando grandi capacità professionali . Di questo mi sento rinnovare il mio elogio ai militari dell’arma dei carabinieri della compagnia di Patti ed in particolar modo gli uomini del NORM ,diretti dal capitano Lorenzo Buschittari !!!”
Salvatore Calà
Gli articoli contestati, che hanno detrminato il “fare” dell’intervista.
RACKET A BROLO – Il Gip di Patti ha convalidato gli arresti nei confronti di tre dei quattro giovani arrestati la settimana scorsa.
Giovedì 14 Febbraio 2013 21:38
“Urla” il silenzio dell’Acib, mentre in Prefettura si è discusso di Ordine Pubblico attenzionando i casi di Montalbano Elicona e proprio di Brolo.
Ancora nessuna attestazione di solidarietà né ufficiale nè pubblica da parte dell’associazione dei commercianti brolesi né al sindaco né all’Elettrosud, l’azienda colpita dalle attenzioni del racket.
Dal punto di vista procedurale intanto con l’accusa di tentata estorsione in concorso ai danni di una impresa – in un primo tempo si era omesso il nome dell’azienda oggi è notorio a tutti che si tratta dell’Elettrosud della famiglia Messina – il Gip di Patti, dopo aver sentito tre dei quattro fermati dai carabinieri della compagnia di Patti, ha concesso gli arresti domiciliari a Giosuè Pino, 18 anni, di Brolo, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, mentre ha confermato la detenzione per gli altri tre Placido Fava, 18 anni, originario di Polistena (Rc), residente a Mazzarrà Sant’Andrea e Antonino Salamone, 20 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto.
Il quarto ragazzo, minorenne, è sempre rinchiuso nel centro di prima accoglienza di Messina, è di Mazzarrà Sant’Andrea per il quale procede la Procura presso il Tribunale dei Minori di Messina
Il gruppo si è trovato imbrigliato nella rete tesa dai carabinieri della compagnia pattese, diretta dal tenente Lorenzo Buschittari, che è scattata attraverso un’importante operazione, condotta nell’ambito delle attività volte al contrasto del fenomeno estorsivo nel comprensorio.
I militari, dopo giorni di appostamento li hanno arrestati mentre si accingevano a lasciare una busta con richieste di denaro e minacce insieme ad un contenitore con materiale infiammabile di fronte all’azienda brolese.
Un’azione di controllo e di indagine complessa, dove ognuno ha fatto la sua parte, dalla denuncia ai controlli, dagli accertamenti all’operazione in contrada Sirò di Brolo che ha consentito di bloccare tempestivamente anche i due giovani che si erano dati alla fuga.
Sul punto, il Consiglio Comunale, consapevole dei fatti, dei nomi, delle persone, dell’azienda coinvolta, dopo ampio dibattito, aveva espresso, lunedì scorso, in maniera unanime, con i Capigruppo Consiliari solidarietà all’azienda oggetto di estorsioni.
Solidarietà e denuncia del gesto era stata sottoscritta anche dall’associazione Sak Be che con un secco “noi non ci stiamo” ha perfettamente sintetizzato la denuncia sociale sul fenomeno delinquenziale.
Questo il documento:
“Noi non ci stiamo e rifiutiamo fermamente che possa esistere la possibilità dell’idea che ciò che è successo sia normale o da sottovalutare- scrivono quelli della Sak Be – In merito al tentativo di estorsione sventato un paio di giorni fa a Brolo, intendiamo quindi esprimere, oltre la solidarietà dovuta alle vittime di questo riprovevole avvenimento, il nostro fermo rifiuto alla turpe prospettiva di un territorio che si vuole debba convivere giocoforza con le logiche di prepotenza e sopraffazione, anticamera tipica dei fenomeni malavitosi.
Quel che è successo a contrada Sirò supera enormemente la soglia di tolleranza per chi intende che sia fondamentale progredire pari passo nella sfera materiale ed in quella della dignità fatta di convivenza, rispetto e giustizia.
Il nostro pensiero e la nostra vicinanza va quindi alle vittime dell’estorsione, agli imprenditori come ai lavoratori dello stabilimento, che dall’ignobile gesto potevano vedere leso il diritto al sostentamento delle proprie famiglie, quindi alle Forze dell’Ordine che con l’esercizio rigoroso della loro missione hanno evitato con anticipo che si potessero porre sotto ricatto le esistenze di così tante persone.
Vicende come queste, in un periodo di recrudescenza del fenomeno mafioso e malavitoso, debbono convincerci a non abbassare la guardia in tema di legalità ed, anzi, a far mancare la terra sotto i piedi a questa vergogna.
Sappiamo come iniziano e come si sviluppano questi fenomeni, sappiamo che la coscienza civile è essenziale per contenerli, vogliamo fermamente che siano debellati”.
E lascia perplessi in tanti, e non solo a Brolo, – in queste giorni, e ne sono passati diversi – l’assenza di un documento pubblico e ufficiale dell’Acib, l’associazione dei commercianti e degli imprenditori brolesi, sull’argomento, sui fatti, sull’azione dei carabinieri.
Infatti l’Acib è vicina alle associazioni antiracket siciliane, ne fa parte, ed è sempre in prima linea, al pari di tanti altri sodalizi locali e non, nel denunciare, nell’essere vicina, nel solidarizzare con gli imprenditori coraggiosi che denunciano, con le imprese colpite dalle attenzioni malavitose, con le forze dell’ordine.
Il sindaco durante la seduta consiliare, denunciando il fenomeno inquietante che riemerge dopo anni ha ringraziato Carmelo Ioppolo – attuale presidente dell’Acib, per la vicinanza e la solidarietà, ma poi tornando sull’argomento ha anche, senza fare riferimenti specifici, evidenziato che sono cose distinte la solidarietà personale dagli atti pubblici che hanno un “peso” ed un “valore” leggibile a 360°- e questi ancora non ci sono -.
In quell’ambito Salvo Messina aveva anche espresso la sua opinione in merito ad alcuni post sulla più o meno gravità del fenomeno estortivo registrato a Brolo, con un amaro commento “se siamo arrivati che ci sembra eccessivo elogiare le forze dell’ordine…io credo che forse dovremmo fare tutti una riflessione“.
Intanto si è svolta in Prefettura a Messina, due giorni fa, una riunione, presenti i responsabili delle Forze di Polizia e presieduta dal Prefetto Stefano Trotta, alla quale hanno presenziato i Sindaci di Montalbano Elicona e di Brolo.
Incontri separati tesi a valutare la situazione inerente la sicurezza e l’ordine pubblico.
Nel primo comune riflettori puntati sull’ omicio del giovane Di Stefano Nicola.
Per quanto concerne Brolo, ovviamente, si è parlato dei furti, della microcriminalità e del tentativo di estorsione all’Elettrosud.
In entrambi i casi, alle istituzioni locali è stato manifestato pieno sostegno e massima attenzione, sia dal Prefetto che dalle Forze dell’Ordine che avevano testimoniato anche con la loro presenza durante i lavori del consiglio comunale brolese, lunedì scorso, le loro attenzioni e la loro presenza sul territorio .
Tornando alla mancata solidarietà pubblica è importante ricordare quanto scriveva in un comunicato stampa ufficiale, l’amministrazione comunale brolese, nell’occasione dei vent’anni della costituzione dell’associazione dei commercinati brolesi, allora voluta da Cono Speziale, Linda Marino, Paolo Bonina e dallo stesso Franco Messina, oggi ai vertici dell’Elettrosud.
“E’ un impegno concreto – diceva Salvo Messina – fatto di lavoro quotidiano, di piccoli passi per creare cultura democratica, e d’impresa e guardando a ritroso, quei tanti piccoli passi, ci si accorge della tanta strada fatta, spesso insieme con quest’amministrazione che è stata attenta e collaborativa con questa associazione divenuta baluardo contro la lotta al racket ed all’usura, al punto che si è anche costituita parte civile in tanti processi penali.. un esempio che certamente ha lasciato il segno”.
Ed in quell’occasione Carmelo Gentile, oggi vicesindaco ed allora assessore allo sviluppo economico del Comune rammentava “in un momento come questo è importante far sentire a quest’associazione diretta da Carmelo Ioppolo il calore di una comunità che crede nei valori democratici e vuole, unita, la crescita del paese”.
Importante sottolineare che l’associazione in questi anni ha creato attività di formazione non solo per i suoi aderenti, ha promosso incontri sociali e culturali, sviluppato mostre e fiere per la promozione del comparto impreditoriale e commerciale del luogo, favorito incontri con i giovani su temi legati alla mafia, all’impegno sociale, effettuato presidi contro il racket; fatto rete con le istituzioni per favori l’accesso al credito.. una strada vincente per sconfiggere la piovra dell’usura.
RACKET ED ESTORSIONI
OGGI A SORTINO CON PIPPO SCANDURRA E TANO GRASSO
Venerdì 15 Febbraio 2013 15:46
Ed a Brolo, Linda Marino, già presidente dell’Acib, dice la sua – senza voler far assolutamente polemiche ma semplicemente spiegando il ruolo delle parti – sulla “assenza” di solidarietà, proprio da parte di quell’Associazione, all’azienda brolese colpita dal racket.
Intanto oggi, venerdì 15 febbraio, dopo l’attentato subito da Mauro Magnano, coordinatore regionale FAI, in Sicilia, l’antiracket nazionale sarà a Sortino (Siracusa) per riflettere sull’accaduto e testimoniare la propria solidarietà.
Alla manifestazione, organizzata dalla FAI, saranno presenti il presidente nazionale Pippo Scandurra ed il presidente onorario Tano Grasso.
All’incontro parteciperanno tutte le associazioni antiracket della Sicilia, i rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine, dei sindacati, degli ordini di categoria e professionali che vorranno testimoniare con la presenza la propria solidarietà.
L’iniziativa nazionale dell’antiracket sarà preceduta da un corteo del mondo studentesco promosso dall’amministrazione comunale di Sortino insieme alla rete associativa locale.
Intanto a Brolo, dopo la convalida di tre arresti per i quattro giovani (uno è minorenne ed uno ha ottenuto i “domiciliari”) colti con le mani nel sacco dai Carabinieri mentre tentavano di estorcere denaro ad un’azienda locale – una settimana fa – continuando le indagini per definire tutti i contorni dell’inquietande vicenda, mentre lascia perplessi in tanti come mai nessuna attestazione di solidarietà né ufficiale nè pubblica sia giunta da parte dell’associazione dei commercianti brolesi né al sindaco né all’Elettrosud, l’azienda colpita dalle attenzioni del racket che comunque ha colto quella, all’unanimità, del Consiglio Comunale e dall’associazione Sak Be che con un secco “noi non ci stiamo” ha perfettamente sintetizzato la denuncia sociale sul fenomeno delinquenziale.
Una non presa di posizione ufficiale che a parte i “chiacchiericci” fa registrare anche un commento autorevole e costruttivo, quello di Linda Marino, commerciante, attenta osservatrice della realtà economica-sociale non solo di Brolo, e già presidente dell’Acib che a proposito, su facebook – spinta a dire la sua da un consigliere comunale – scrive:“la solidarietà in questi casi se viene negata deve essere motivata…perchè non è consentito per il ruolo che si ricopre darsi alla latitanza – aggiungendo – Sono certa che il presidente dell’Acib, chiarirà al piu’ presto. E’ un dovere non una scelta”.
La Marino, ben lungi dal voler fare o entrare in polemica, chiaramente non intende contrapporsi al presidente dell’Acib ma vuol definire, anche ai terzi, i ruoli che si devono rivestire in un classico gioco delle parti quando si diventa “istituzioni”.
E certamente, anche in casi come questi, il disquisire, il chiarire i ruoli e le posizioni, spiegare i perchè serve ad evitare il crearsi delle zone d’ombra, dove insorgono le polemiche, inutili e dannose.



