L’intervista a Francesca Pietropaolo
Il 15 luglio a Sant’Agata di Militello, con Francesco Borgonovo, il 18 luglio, a Ficarra, sarà la volta di Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera, ed il 19 luglio, la Marina di Capo d’Orlando ospiterà Giovanni Grasso, già consigliere e portavoce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il Festival delle grandi firme del giornalismo, della politica e della cultura per un’estate di confronti tra Capo d’Orlando, Ficarra e Sant’Agata di Militello
Dopo il successo dei primi incontri, Notturno d’Autore entra nella fase centrale della sua undicesima edizione con un calendario che promette di trasformare l’estate dei Nebrodi in un grande laboratorio di idee. La rassegna ideata e diretta da Lucia Franchina, dedicata quest’anno al tema “Potere e Poteri”, continua a proporre un percorso culturale capace di intrecciare letteratura, giornalismo, politica, storia e attualità, confermandosi tra gli appuntamenti più prestigiosi del panorama culturale siciliano.
Archiviato il partecipato confronto con la senatrice Barbara Floridia, protagonista di una serata dedicata al delicato rapporto tra informazione, democrazia e servizio pubblico, il festival si prepara ad accogliere una lunga serie di ospiti che rappresentano alcune delle firme più autorevoli del giornalismo e della cultura italiana.
Il prossimo appuntamento è fissato per 15 luglio a Sant’Agata di Militello, dove arriverà Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità, autore noto per le sue posizioni controcorrente e per le analisi dedicate ai grandi cambiamenti culturali e politici della società contemporanea. Un incontro destinato a suscitare dibattito e confronto, nel pieno spirito della manifestazione.
Il 18 luglio, a Ficarra, sarà la volta di Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera, che presenterà Le dieci parole tradite, un saggio dedicato al significato profondo di termini come libertà, verità, democrazia e responsabilità, oggi spesso svuotati o deformati dal linguaggio della politica e della comunicazione.
Il giorno successivo, 19 luglio, la Marina di Capo d’Orlando ospiterà Giovanni Grasso, già consigliere e portavoce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, autore del romanzo Finché durerà la terra, in una serata che unirà narrativa e memoria storica.
Il cartellone proseguirà il 23 luglio con Francesco Giubilei, editore e presidente della Fondazione Tatarella, che offrirà una riflessione sul pensiero conservatore italiano, mentre il 24 luglio, a Sant’Agata di Militello, l’analista geopolitico Enrico Della Gatta guiderà il pubblico tra i nuovi scenari internazionali, affrontando temi di sicurezza, difesa e Mediterraneo.
Tra gli appuntamenti più attesi figura quello del 25 luglio, quando sul palco della Marina di Capo d’Orlando saliranno insieme Chicco Testa e Claudio Velardi. Due protagonisti della vita pubblica italiana, provenienti da esperienze diverse ma accomunati dalla capacità di leggere le trasformazioni economiche, energetiche e politiche del Paese, daranno vita a un confronto che si preannuncia tra i momenti più interessanti dell’intera rassegna.
Il calendario proseguirà poi con il giornalista del Sole 24 Ore Nino Amadore (29 luglio), lo scrittore e giornalista Giuseppe Di Piazza (3 agosto), la scrittrice Anna Segre (4 agosto), fino ad arrivare a due appuntamenti di particolare rilievo istituzionale: il 9 agosto con l’ex Procuratore nazionale antimafia ed ex Presidente del Senato Pietro Grasso, simbolo della lotta alla criminalità organizzata, e il 10 agosto con l’ex ministro Salvo Andò, protagonista della storia politica italiana degli ultimi decenni.
L’ultima parte del festival vedrà poi protagonisti il collettivo culturale Le Donne di Controparola (22 agosto), l’avvocato e scrittore Salvo Battaglia (29 agosto), prima del gran finale in programma l’11 settembre a Ficarra, quando il Premio Notturno d’Autore 2026 sarà conferito al giornalista Massimo Giannini, già direttore de La Stampa, che presenterà il suo ultimo saggio dedicato alla comunicazione politica contemporanea.
Con diciassette appuntamenti distribuiti tra Capo d’Orlando Marina, Ficarra e Sant’Agata di Militello, tutti a ingresso gratuito, Notturno d’Autore continua a distinguersi come uno degli eventi culturali più autorevoli della Sicilia. La forza della rassegna risiede nella capacità di mettere a confronto idee, esperienze e visioni differenti, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento sui grandi temi del nostro tempo.
In un’epoca in cui il dibattito pubblico è spesso dominato dalla velocità dei social network, il festival sceglie il valore del dialogo dal vivo, della lettura e dell’ascolto. Una formula che, anno dopo anno, continua a richiamare un pubblico sempre più numeroso e qualificato, facendo dei Nebrodi uno dei punti di riferimento dell’estate culturale siciliana
Più che una classica intervista, è un dialogo di spessore, che gioca sul pensiero di Francesca Pietropaolo e che ci illustra la filosofia che ha portato alla nascita di Notturno d’Autore. Un pensiero articolafro, di chi ha visto crescere ul Festival anno diopo anno e che deve accompagfnare il lettore dentro un progetto che ormai è diventato un modello culturale per il territorio.
“Dobbiamo creare un movimento culturale che coinvolga il territorio dei Nebrodi e che duri nel tempo”. È da questa frase, pronunciata anni fa da Lucia Franchina davanti a un caffè a Capo d’Orlando, che nasce il racconto di Francesca Pietropaolo sulla storia di Notturno d’Autore. Oggi quel sogno è diventato una delle rassegne letterarie più importanti della Sicilia.
Con lei ripercorriamo quella intuizione e guardiamo al futuro.
Francesca, torniamo a quel caffè. Ti ricordi il momento in cui Lucia Franchina ti parlò per la prima volta dell’idea di creare un movimento culturale?
«Lo ricordo perfettamente. All’inizio sorrisi perché mi sembrava un progetto quasi impossibile. Le dissi perfino che nel nostro territorio era più facile creare un partito politico che un movimento culturale. Ma Lucia ha una caratteristica rara: quando crede in un’idea non la lascia più andare. Alla fine mi convinse e iniziammo a porci le domande più difficili: da dove cominciamo, con chi, con quali risorse? Oggi posso dire che quella conversazione ha cambiato una parte della nostra vita.»
All’inizio sembrava quasi una scommessa. Qual è stata la difficoltà più grande?
«Far capire che la cultura non è un lusso ma una necessità. Nei piccoli territori si pensa spesso che certi eventi possano esistere solo nelle grandi città. Noi volevamo dimostrare il contrario: che anche nei Nebrodi era possibile costruire una rassegna di qualità nazionale, capace di richiamare grandi autori e un pubblico curioso.»
Dopo undici edizioni possiamo dire che quella scommessa è stata vinta?
«Più che vinta, direi condivisa. Il successo di Notturno d’Autore non appartiene agli organizzatori ma al pubblico. Sono le persone che ogni sera riempiono le piazze, fanno domande, discutono con gli autori, ritornano agli incontri. È nato un pubblico consapevole che ha fame di cultura. È questo il risultato più bello.»
Nei tuoi interventi parli spesso di “movimento culturale” e non semplicemente di festival. Perché?
«Perché un festival dura qualche settimana. Un movimento culturale deve vivere tutto l’anno. Deve creare relazioni, far nascere idee, mettere insieme persone diverse, coinvolgere amministrazioni, scuole, associazioni, imprese. Deve lasciare qualcosa anche quando il palco viene smontato.»
In questi anni avete ospitato alcune delle personalità più autorevoli del giornalismo, della magistratura, della politica e della letteratura italiana. Quanto è stato importante questo patrimonio di relazioni?
«Fondamentale. Ogni autore che è arrivato qui non ha soltanto presentato un libro. Ha conosciuto il territorio, ha parlato con la gente, ha scoperto una Sicilia diversa dagli stereotipi. Molti sono tornati, altri continuano a seguirci. Significa che abbiamo costruito credibilità e come dice Mauro Cappotto, oggi indispensabile compagno di viaggio in quest’avventura, abbiamo imoparato a fare rete.»
Nel tuo racconto del Festival c’è un passaggio molto interessante. Dici che la cultura crea economia senza consumare il territorio. È questa la vera sfida?
«Assolutamente sì. Oggi si parla tanto di sviluppo sostenibile. Ebbene, la cultura è forse la forma più sostenibile di sviluppo che esista. Porta persone, genera presenze, valorizza ristoranti, alberghi, attività commerciali, ma allo stesso tempo accresce il patrimonio umano di una comunità. È un’economia che produce valore senza impoverire il territorio.»
Notturno d’Autore oggi non è più soltanto un festival dei Nebrodi. Fa parte del progetto “Lungomare Letterario”. Cosa rappresenta questa rete?
«È il passo successivo. Abbiamo capito che i festival non devono essere concorrenti ma alleati. Per questo abbiamo costruito rapporti con realtà importanti come La Via dei Librai di Palermo, Etnabook di Catania e Termini Book. Fare rete – e prendo in prestito una frase di Carlo Sapone, che non a caso è responsabile della bibliotaca di Capo d’OPrlando – significa condividere idee, autori, esperienze e far crescere insieme tutta la Sicilia culturale.»
Quanto è stato importante il lavoro di squadra?
«Determinante. Lucia Franchina è stata la visionaria che ha acceso la scintilla. Insieme a lei, ho cittao già Carlo Sapone e Mauro Cappotto hanno contribuito a trasformare un’idea in una macchina organizzativa efficiente. Nessun progetto di questa portata nasce da una sola persona, ma voglio ricordare il lavoro di Edo Lipari chde contribuisce con le strategie di comunicazione a far crescere l’immagine del Festival, e quello – linfa nuova ed energetica – dell’assessore alla cultura di Sant’Agata Militello Valeria Fazione, una new entry di tutto rispetto»
Guardando al futuro, come immagini Notturno d’Autore tra dieci anni?
«Spero che continui ad appartenere ai giovani. Mi piacerebbe che un giorno fossero ragazze e ragazzi del territorio a raccogliere il testimone e a portare il festival ancora più lontano. Se riusciremo a lasciare loro non solo una rassegna ma una comunità culturale, allora avremo davvero raggiunto il nostro obiettivo.»
Se dovessi riassumere in una frase il senso di questi undici anni di lavoro, quale sceglieresti?
«Che i sogni diventano realtà quando trovano persone abbastanza ostinate da non smettere di crederci. Notturno d’Autore è nato così. E continua a crescere con la stessa convinzione del primo giorno: che la cultura possa cambiare un territorio, una comunità e, in fondo, anche ciascuno di noi.»
I prossimi appuntamenti
15 Luglio — Francesco Borgonovo · Ficarra · Sant’Agata di Militello
18 Luglio — Venanzio Postiglione · Le dieci parole tradite · Ficarra
19 Luglio — Giovanni Grasso · Finché durerà la terra · Capo d’Orlando Marina
23 Luglio — Francesco Giubilei · L’Italia dei conservatori · Ficarra
24 Luglio — Enrico Della Gatta · Difendere il futuro · Sant’Agata di Militello
25 Luglio — Chicco Testa & Claudio Velardi · Capo d’Orlando Marina
29 Luglio — Nino Amadore · Il caso Ada Fleres · Capo d’Orlando Marina
3 Agosto — Giuseppe Di Piazza · Giuseppe di Piazza · Capo d’Orlando Marina
4 Agosto — Anna Segre · Sant’Agata di Militello
9 Agosto — On. Pietro Grasso · Capo d’Orlando Marina
10 Agosto — On. Salvo Andò · Capo d’Orlando Marina
22 Agosto — Le Donne di Controparola · Ficarra
29 Agosto — Salvo Battaglia · Sant’Agata di Militello
11 Settembre — Premio Notturno d’Autore 2026: Massimo Giannini · La Sciamana · Ficarra
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
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