A notte fonda, quando il piazzale dovrebbe essere ormai quasi deserto e il silenzio accompagna gli ultimi pellegrini, dal buio delle colline è arrivato un visitatore decisamente poco devoto.
Un cinghiale o nforse un maiale selvatico ha fatto la sua comparsa nel parcheggio, aggirandosi tranquillamente alla ricerca di qualcosa da mangiare. Una scena che, raccontata così, potrebbe strappare un sorriso. Ma che, osservata con un minimo di attenzione, racconta un problema tutt’altro che divertente. L’animale è stato avvistato da due ragazzi a bordo di uno scooter. Il cinghiale, per nulla intimorito dalla presenza dei due giovani, avrebbe addirittura grugnito nella loro direzione, quasi a voler rivendicare il possesso del parcheggio. Una sorta di controllo notturno del territorio, con tanto di “buonasera” in versione suina. L’episodio, però, non sarebbe isolato. Da tempo, infatti, residenti e frequentatori della zona segnalano la presenza di questi animali anche nelle aree vicine al santuario e lungo le strade che attraversano le colline.
Ed è proprio questo l’aspetto che dovrebbe preoccupare.
Il Tindari non è una zona qualsiasi. È un luogo frequentato quotidianamente da visitatori e fedeli e, soprattutto in questo periodo, si prepara ad accogliere migliaia di persone per le celebrazioni dedicate alla Madonna Nera, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti del territorio. Nelle notti della festa, inoltre, il movimento non si ferma con il tramonto. Sono numerosi i fedeli che raggiungono il santuario a piedi, spesso durante le ore più buie, per rendere omaggio alla Madonna del Tindari. Un’antica tradizione di devozione che porta lungo le strade e nei percorsi della collina persone di ogni età.
Ed è proprio in questo contesto che la presenza sempre più frequente di animali selvatici nei pressi delle aree frequentate dall’uomo diventa un tema di sicurezza.
Un cinghiale che attraversa una strada può rappresentare un pericolo per automobilisti e motociclisti. Un animale adulto, se sorpreso o se percepisce una minaccia, anche in presenza dei “suoi” piccoli, può reagire in maniera imprevedibile.
Il problema non è il cinghiale che decide di fare una passeggiata notturna al Tindari. Quello, a modo suo, è quasi folclore. Il problema è perché gli animali selvatici stiano arrivando sempre più vicino alle zone abitate e ai luoghi maggiormente frequentati, alla ricerca di cibo e probabilmente sempre meno intimoriti dalla presenza dell’uomo.
Le segnalazioni provenienti dalle colline nebroidee raccontano ormai di una presenza tutt’altro che occasionale. I cinghiali vengono avvistati nei pressi delle abitazioni, sulle strade, nelle campagne e sempre più spesso anche nelle aree urbanizzate.
Quello del Tindari è quindi l’ennesimo campanello d’allarme e non è detto che il prossimo incontro ravvicinato finisca sempre con un semplice grugnito.
Disegno fatto con lintelligenza artificiale
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