Ventinue provvedimenti di prevenzione in un solo mese, adottati nei confronti di persone ritenute socialmente pericolose o coinvolte in episodi che hanno inciso sull’ordine e sulla sicurezza pubblica.
È il bilancio dell’attività svolta nel mese di agosto dalla Questura di Messina, sulla base delle valutazioni effettuate dalla Divisione Anticrimine. Una fotografia che comprende situazioni differenti, dalla violenza nei luoghi della movida agli episodi di aggressione, fino ai casi più delicati di violenza domestica e atti persecutori.
Tra i provvedimenti adottati figura anche un DACUR della durata di due anni relativo a un episodio avvenuto a Brolo. La misura riguarda un soggetto che, secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, si sarebbe reso responsabile di un’aggressione ai danni del di un giovane bagnino di un lido balneare. Per l’accaduto l’uomo era stato deferito all’Autorità giudiziaria dai carabinieri intervenuti immediatamente.
Complessivamente sono sette i DACUR, i divieti di accesso a determinate aree urbane, disposti nel corso del mese.
Tre riguardano i protagonisti di una violenta rissa avvenuta sull’isola di Vulcano, nelle vicinanze di due esercizi commerciali. Alcuni dei soggetti coinvolti erano dipendenti dei locali. La loro identificazione è stata possibile anche attraverso l’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Dopo gli accertamenti dei Carabinieri è scattato il deferimento all’Autorità giudiziaria e, successivamente, il provvedimento amministrativo di prevenzione. Per un anno i destinatari non potranno accedere ai locali compresi nell’area interessata dalla rissa né sostare nelle immediate vicinanze. Gli altri DACUR hanno riguardato episodi verificatisi a Spadafora, Scaletta Zanclea e Messina.
Particolarmente significativo il caso registrato sulla riviera messinese. Un uomo, dopo avere molestato alcuni clienti di un locale, avrebbe minacciato i titolari che lo avevano invitato ad allontanarsi. Individuato dai Carabinieri, sarebbe stato trovato in possesso di una pistola e di due caricatori con munizioni. Le armi risultavano legalmente detenute, ma non potevano essere portate fuori dall’abitazione. I successivi controlli nell’abitazione hanno portato al rinvenimento di altre armi, poi sottoposte a sequestro. L’uomo era stato arrestato e nei suoi confronti è stato successivamente disposto il divieto, per un anno, di accedere e sostare nelle vicinanze di diversi locali della riviera.
L’attività della Questura non si è limitata ai divieti di accesso. Tre persone sono state raggiunte dal foglio di via obbligatorio dai comuni di Messina e Milazzo. Per loro il divieto di ritorno avrà una durata compresa tra tre e quattro anni, salvo specifica autorizzazione del Questore. Sono invece dieci gli avvisi orali emessi nel mese di agosto, con l’intimazione ai destinatari a mantenere una condotta conforme alla legge. Uno dei provvedimenti riguarda un minorenne che era già stato destinatario in passato di un DACUR e che, secondo quanto riferito dalla Questura, era stato più volte segnalato per violazioni delle prescrizioni imposte e per il porto di oggetti atti ad offendere.
Un capitolo particolarmente delicato riguarda la violenza consumata all’interno delle relazioni familiari e affettive. Nove gli ammonimenti complessivamente adottati: sette nei confronti di soggetti indicati come autori di episodi di violenza domestica e due per atti persecutori. A completare il quadro ci sono tre decreti emessi dal Tribunale di Messina, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Questore. In uno dei casi è stata applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno.
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
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