Rimbalza anche su Rai 3 la delicata vicenda legata alla Cargill Pectine Italy srl, l’azienda di Giammoro che ha annunciato 49 licenziamenti, scatenando preoccupazione e indignazione nel territorio.
Oggi le telecamere di Rai 3 hanno dato spazio alle voci di protesta, mentre a esprimere con forza la propria contrarietà è il sindaco di Pace del Mela, Mario La Malfa, che ieri ha partecipato all’audizione organizzata dalla Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, convocata per affrontare la crisi occupazionale.
All’incontro, tuttavia, la Cargill non si è presentata, una scelta che ha destato ulteriore sconcerto. Presenti invece numerosi deputati regionali e l’assessore alle Attività Produttive, Edmondo Tamajo, che si è impegnato a chiedere l’apertura di un tavolo di crisi nazionale entro 24 ore, coinvolgendo anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Sulla stessa linea l’onorevole Nino Sciotto, che ha assicurato di seguire «con la massima attenzione» la vicenda, ribadendo come «la difesa dei posti di lavoro e del tessuto produttivo siciliano debba restare una priorità assoluta per le istituzioni».
Il sindaco La Malfa ha definito la decisione della multinazionale «inaccettabile e ingiustificata», sottolineando come sia arrivata «proprio mentre era stato già convocato un tavolo tecnico regionale per cercare soluzioni condivise».
«L’azienda – ha denunciato il primo cittadino – ha scelto la via unilaterale, ignorando istituzioni e territorio. È un atto che viola il principio di leale collaborazione e mette a rischio il futuro di decine di famiglie».
La Malfa ha poi ribadito che Pace del Mela non resterà spettatrice:
«Saremo accanto ai lavoratori in ogni sede, istituzionale e giudiziaria, per difendere il diritto al lavoro e al futuro. Questa non è solo una vertenza aziendale, ma una battaglia di dignità. Il dialogo merita rispetto. Il lavoro merita difesa».
Una posizione netta, quella del sindaco, che si fa portavoce della preoccupazione di un intero territorio, deciso a non arrendersi di fronte alla prospettiva di un’altra chiusura industriale in provincia di Messina.











