Cronaca

SANITA’ IN COLLASSO – Miraglia (Federbiologi) scrive a Giorgia Meloni

TARIFFE DELLA PATOLOGIA CLINICA E SCADENZA DEL 21 SETTEMBRE: FEDERBIOLOGI SICILIA APPREZZA IL DIALOGO APERTO DALLA POLITICA REGIONALE, MA SERVE UN’ULTERIORE SCELTA POLITICA CORAGGIOSA

Il Presidente del sindaco regionale, il Dr. Pietro Miraglia, riconosce l’attenzione e le aperture dimostrate dalle istituzioni siciliane, ma avverte: gli attuali stanziamenti e il tariffario non coprono i costi vivi. Le aperture vanno tradotte in atti concreti per evitare il collasso della sanità territoriale.

Con una nota inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni al Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), On. Gaetano Galvagno agli Assessori Regionali della Regione Siciliana, a tutti gli Onorevoli Deputati e Senatori della Deputazione Siciliana, agli Onorevoli Deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e al Presidente e Componenti della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) avente come oggetto: Sanità accreditata e laboratori di analisi cliniche in Sicilia e nel Centro-Sud. Tariffe della Patologia Clinica, insostenibilità dei rimborsi e rischio di collasso del Servizio Sanitario Nazionale in vista della scadenza del 21 settembre 2026 il Dr. Pietro Miraglia nella qualità di Presidente di Federbiologi Sicilia, si fa portavoce di una realtà complessa e delicata che interessa la sanità convenzionata e accreditata privata, con particolare riferimento alla Sicilia.

In questo contesto, Federbiologi Sicilia intende cogliere e valorizzare lo spirito di confronto e le prime aperture costruttive manifestate in sede regionale sul delicato tema della sanità accreditata e delle tariffe di Patologia Clinica. “Riteniamo fondamentale riconoscere alla politica regionale – scrive Miraglia – l’ascolto istituzionale dimostrato verso le istanze della categoria. Tuttavia, in vista della cruciale scadenza del 21 settembre 2026 per l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore, è nostro dovere istituzionale e civico rimarcare con chiarezza che le aperture fin qui registrate non sono ancora sufficienti a scongiurare il pericolo che minaccia la tenuta dei laboratori di analisi cliniche, veri pilastri di prossimità del Servizio Sanitario Nazionale”.

Miraglia aggiunge: “Apprezziamo il dialogo e la sensibilità istituzionale mostrata dalla Regione Siciliana, ma il nodo centrale rimane irrisolto: i rimborsi previsti per numerosissimi analiti continuano a essere al di sotto dei costi vivi di produzione. Senza un intervento correttivo mirato e reale, le strutture non potranno reggere l’urto.

Per i Presidente Federbiologi Sicilia: Il nostro è un settore allo stremo: il nodo delle risorse e dei costi vivi. Siamo di fronte a un settore che costituisce un pilastro irrinunciabile del Servizio Sanitario Nazionale, erogando ogni anno milioni di prestazioni sul territorio a costi largamente contenuti rispetto al settore pubblico. Parliamo di centinaia di laboratori di analisi cliniche, vere e proprie strutture sanitarie che tengono letteralmente in piedi la rete di assistenza territoriale, garantendo oltre ai servizi all’utenza anche occupazione e dignità professionale a migliaia di biologi, medici, infermieri, tecnici di laboratorio e personale di segreteria.
Nonostante questo ruolo fondamentale, spiega il Presidente Siciliano di Federbiologi – la situazione operativa permane critica. Le strutture versano in una condizione di forte tensione a causa di un aggregato di spesa del tutto insufficiente e, soprattutto, di un tariffario di Patologia Clinica inadeguato, che rischia di calpestare la dignità del lavoro medico e sanitario. I rimborsi previsti per numerosissimi esami e analiti risultano drammaticamente al di sotto dei costi vivi di produzione, impedendo nei fatti ai laboratori di erogare le prestazioni richieste dai medici di base e condannando le aziende alla chiusura.

Poi Miragia si sofferma sil quadro normativo e le sentenze del TAR “A seguito dei ricorsi presentati al TAR del Lazio contro il decreto tariffe dei LEA (Decreto del Ministero della Salute del 25 novembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27/12/2024 ed entrato in vigore il 30/12/2024), i giudici amministrativi hanno emesso sentenze inequivocabili che hanno dato ragione ai ricorrenti, censurando i calcoli ministeriali e imponendo la revisione e la corretta valorizzazione delle tariffe”.

Sebbene la data del 21 settembre 2026 sia stata fissata per l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore e delle relative tariffe massime per la specialistica ambulatoriale e la protesica, si registra tra gli addetti ai lavori una grande preoccupazione in quanto le tariffe della Patologia Clinica continuano a non essere adeguatamente valorizzate negli stanziamenti ministeriali. Lo stanziamento di 210 milioni di euro per l’aggiornamento tariffario non riguarda gli analiti della patologia clinica. Il nuovo impianto tariffario rischia di tradursi nell’ennesima beffa: con rimborsi medi stimati al lumicino e tariffe per i singoli esami di laboratorio inferiori ai costi di produzione, il sistema privato accreditato non potrà reggere l’urto.

Miraglia conclude evidenziando il rischio per i cittadini e l’appello a un’azione sinergica.

“Come già denunciato con forza dagli operatori del settore, importi insostenibili si tradurranno inevitabilmente in una drastica riduzione delle prestazioni, in un ulteriore, inaccettabile allungamento delle liste d’attesa e nel definitivo indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale. Ciò significa una sola cosa: se il dispositivo del TAR non verrà rigorosamente osservato anche e soprattutto per gli esami di laboratorio, i cittadini saranno costretti a pagare di tasca propria gli esami fondamentali prescritti dai medici di medicina generale. È un’offesa al diritto costituzionale alla salute e un colpo mortale alle fasce più deboli della popolazione, specie nei territori siciliani dove la sanità territoriale privata rappresenta spesso l’unico argine all’abbandono sanitario”.

Quindi l’appello: “Ci rivolgiamo a tutti Voi. Non c’è più spazio per i rinvii, per i silenzi istituzionali o per soluzioni di facciata che ignorano i costi reali della medicina di laboratorio. Chiediamo che il Governo e la Regione intervengano con atti concreti per correggere le storture del tariffario di Patologia Clinica prima del 21 settembre, scongiurando il collasso economico delle strutture e garantendo la gratuità e l’accessibilità delle cure per tutti i cittadini”.

Miraglia è certo che la Politica possa dare un tempestivo riscontro e di un impegno tangibile a tutela della salute pubblica e del lavoro di migliaia di professionisti.

Redazione Scomunicando.it

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