Vincenzo Crisà, gioavne sindaco, disponibile al dialogo ed al confronto, ha evidenziato come ad Ucria, mentre è in corso la “festa della nocciola” si parla già del suo futuro, nel 2019, con Settebrando, che declinerà il tema della nocciola dei Nebrodi su più fronti e centrerà l’obiettivo anche sull’arte, i tesori del paese, le sue tradizioni. “L’idea di base – ha detto – è quella di unirsi per creare continuità, senso di appartenenza ad un territorio, che non può più presentarsi frastagliato”.
“Le nostre sagre non saranno più isole del gusto, ma inizieremo a creare continuità”, ha affermato Crisà. Stop – come ha anche evidenziato Calanna – dunque alle sagre mordi e fuggi, alle piccole energie che si dissipano e che non consentono di offrire pacchetti enoturistici in grado di attrarre visitatori e appassionati gourmet.
“C’è l’urgenza di fare rete, di aggregare le aziende più rappresentative nella produzione dei prodotti di qualità dei Nebrodi, dalla provola alle nocciole, dai funghi al suino nero – ha affermato il presidente del Gal Nebrodi Plus, Francesco Calanna ripetendo in sostanza quando detto venerdì a Palermo – Metterci insieme e condividere progetti di marketing territoriale – ha continuato – è ciò che dobbiamo fare per offrire a chi viene la possibilità di vivere un’ esperienziale inimitabile: è questo il nostro obiettivo”.
Per Antonino Cappadona, – parlando di quest’edizione di Ottobrando – sarà l’occasione ideale per immergersi nel territorio e scoprirne l’essenza. Nel centro storico cittadino sarà allestito un percorso espositivo con prodotti tipici, artigianato, manufatti artistici, un mercato per collezionisti, ma non mancheranno i momenti di intrattenimento per bambini e per adulti.
Domenica 7 si parte con la sagra dei “fasola a crucchittu”, sabato 14 e domenica 15, la sagra del suino nero dei Nebrodi, domenica 21 la sagra dei funghi ed infine sabato 27 e domenica 28 la sagra della provola.
Ogni anno la manifestazione porta oltre 100 mila presenze nell’arco di un mese. Non poco per l’economia locale.
I circa 100 posti letto di Floresta si riempiono e la stessa cosa accade per i comuni limitrofi.
Un volume economico importante per gli oltre cento produttori del territorio che hanno così l’occasione di promuovere e vendere i loro prodotti tipici, frutto di una tradizione agricola antichissima, sia per le tecniche adoperate sia per il valore storico e territoriale di appartenenza.
“Il cibo – ha affermato il sindaco Cappadona – può essere considerato vero e proprio ambasciatore della cultura materiale di un luogo e, grazie al contenuto simbolico, artistico-manuale a alla ritualità, può svolgere un ruolo significativo nella trasmissione della cultura del territorio e nella sua valorizzazione” che ha anche un altro obiettivo fermare la decrescita demografica del suo comune, oggi arrivato a 500 abitanti, contro i più di mille di un decennio fa. Questo lo si può fare ha detto “creando occupazione, sviluppo e lavoro…e noi ci stiamo provando”
Inizia dunque il conto alla rovescia per Ottobrando a Floresta, il più alto comune siciliano a 1275 metri sul livello del mare, che si appresta a divenire un grande expo del mondo rurale dell’entroterra nebroideo, baricentro di aggregazione agricola, economica e turistica.
A fine della presentazione, dove hanno partecipato anche diversi amministratori locali e consiglieri comunali di entrambi i paesi, i giornalista hanno degustao prima in un aperitivo rurale, a Floresta, i prodotti tipici accompagnati dal vino locale, poi scendendo a Ucria, opsiti dell’amministrazione locale, si è svolto il pranzo con le pennette al pesto di nocciola e speck.




















