TI MANGIO CON GLI OCCHI – Il progetto di Vilardo e Salamone in concorso per un’installazione alla Milano Design Week 2026
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TI MANGIO CON GLI OCCHI – Il progetto di Vilardo e Salamone in concorso per un’installazione alla Milano Design Week 2026

“The Rooom”, contest promosso da DesignFever, vede insieme tre brand con sede presso lo showroom Le Stanze, nel cuore di Milano.

Il progetto di Matteo Vilardo, Mia Vilardo e Pietro Salamone, è risultato tra i dieci selezionati da una giuria di esperti.

Il vincente verrà deciso attraverso il voto on line disponibile fino al prossimo 29 gennaio al link https://www.lestanzemilano.it/therooom/vilardo-salamone.html e diverrà un’installazione alla Milano Design Week 2026. Ti mangio con gli occhi, affermano i tre designer è “un invito a lasciarsi attraversare: uno spazio che nutre prima lo sguardo e poi l’anima”.

   

 

Nobilitare il gesto, o meglio, il rito del mangiare, a pranzo o cena, arricchendo l’accezione del termine che diviene nutrimento in senso totale, compiuto. Amarsi a tavola, volere e volersi bene. A ciò, aggiungere elementi emozionali, come luci, forme, colori, superfici tattili, sedute avvolgenti che incontrano i sensi. C’è questo e tanto altro nel progetto Ti mangio con gli occhi, del team composto da Matteo Vilardo, Mia Vilardo e l’architetto Pietro Salamone. L’idea dei tre professionisti (Matteo e Mia Vilardo sono originari di Brolo, ndr) è stata selezionata da una giuria di esperti per il contest The Rooom, indetto da DesignFever, presso Le Stanze di Milano. Il loro lavoro, scelto su trenta studi partecipanti, è adesso tra i dieci finalisti del concorso. Spetterà al pubblico del web votare il progetto preferito. Protagonisti, tre brand: Ferroluce, SpaghettiWall e Innova. Rispettivamente, produttrici di corpi illuminanti, rivestimenti e carte da parati, arredi e sedute. Il concorso prevedeva un progetto che desse visioni di una sala da pranzo attraverso creazioni e modulazioni di elementi d’arredo, tra design e materiali dal taglio unico e originale, immersivi e innovativi. Tanto da costruire un luogo speciale, intimo, dove tutto abbia un senso, tra estetica e funzionalità. Dove ogni sguardo e ogni assaggio siano destinati a lasciare il segno. Invero, si è trattato di allestire meno di 10 mq da destinare a un ristorante, un hotel o altro, ma con la consapevolezza e l’obiettivo di trasformare l’angolo di una stanza in un luogo dell’anima, dove un pranzo si traduce in un’emozione da raccontare.

Dentro Ti mangio con gli occhi di Vilardo e Salamone il comfort è servito e ha il sapore delle migliori pietanze. Così come il progetto, è “servito” sulla traccia di un menù che sposa le portate e la cultura della buona tavola: antipasto, primo, secondi e dessert. Non a caso, tutto nasce proprio a tavola, dove Mia, Matteo e Pietro, team creativo che intreccia moda, design e architettura, imbandiscono una cena ricca di prospettive e contaminazioni, dove esperienze internazionali e radici mediterranee si fondono in un tutt’uno: “Un tavolo apparecchiato di idee, dove visioni diverse si incrociano e diventano progetto. Il rito della tavola diventa laboratorio: tra forchette e opinioni, tra estetica e ironia”.

Nel concept Ti mangio con gli occhi, la dining room dei tre creativi si arricchisce della presenza ispiratrice di tre ospiti speciali: Virginia Woolf, secondo il concetto che “il cibo è il centro del vivere”; Seneca, in quanto “nella solitudine troviamo nutrimento per lo spirito”, da cui i tavoli-isole: “cenare con sé stessi non come mancanza, ma come ritorno, rito contemplativo che riporta presenza”; e, in ultimo, Ferdinando Scianna, per cui il cibo, facendo viaggiare verso le proprie radici, è “il filo conduttore dell’identità”.

La terza “portata”, contiene “i sapori che ci abitano”, tra passato, presente e futuro, su un percorso che si articola come le quattro stagioni della vita: “esplorazione, pienezza, riflessione, ritorno, raccontate attraverso oggetti, cibi e arredi”.

A seguire, otto postazioni realizzano un paesaggio scenico, ciascuno composto da una micro architettura che sposa essenzialità e rigore, con specchi sospesi che moltiplicano lo spazio. Protagoniste: carta da parati, sedute avvolgenti, luci da parete. Ogni postazione ha una lampada differente. L’atmosfera è raccolta, tale da richiamare un rito. Le sedute introducono “un gioco di forme e volumi, un dialogo tra pieni e vuoti, tra geometrie rigorose e linee morbide, che arricchisce la percezione spaziale e rende ogni postazione un piccolo universo immersivo”, si spiega nel progetto. Questo il compito della carta da parati: “annullare la percezione dell’esterno e concentrare l’attenzione sulla relazione. Questo involucro visivo e materico diventa un dispositivo scenico che amplifica la dimensione esperienziale della cena, trasformando lo spazio in un luogo di sospensione e di incontro”.

Relazioni e introspezioni, interiorità e socialità: la solitudine lascia il campo al ritrovo. A tavola non si è mai soli con sé stessi quando il contesto accompagna e accudisce. In fondo, il nutrimento fisico non può isolarsi da quello spirituale. Ti mangio con gli occhisi legge nelle prerogative – “nasce dall’idea che mangiare sia un gesto primordiale, una lingua antica che nutre corpo, memoria e identità”. In un contesto leggero, dentro un tempo a tratti sospeso, neutralizzando la frenesia e le routine dei giorni nostri, si alterneranno momenti di conciliazione con sé stessi e di relazione con gli altri commensali.

Sicché, vestire di stupore un simile angolo di mondo, in cui la cena si fa scena e sapere e sapore ricordano avere la stessa etimologia, apre a mille prospettive di speranza e di benessere.

Ti mangio con gli occhi è risultato tra i dieci progetti selezionati da una giuria di esperti. Il vincente verrà deciso attraverso il voto on line disponibile fino al prossimo 29 gennaio al link https://www.lestanzemilano.it/therooom/vilardo-salamone.html e diverrà un’installazione alla Milano Design Week 2026.

Corrado Speziale

#milanodesignweek

26 Gennaio 2026

Autore:

redazione


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