Una storia in movimento
Il sangue dei Nominati. Volume I: Il culto del nome è stato pubblicato durante il mese di marzo 2026, con l’ausilio della piattaforma YouCanPrint. L’esordio di Cristian Ferroni (classe 1993) rappresenta un romanzo che sceglie di non accompagnare il lettore passo dopo passo. Fin dalle prime pagine, l’autore evita quella modalità molto tipica del fantasy contemporaneo in cui il mondo viene spiegato subito, i personaggi vengono introdotti con precisione quasi enciclopedica e ogni dinamica è chiarita immediatamente. Nell’esordio di Ferroni, invece, succede l’esatto contrario: Il lettore entra nella storia mentre la storia è già in movimento. I rapporti esistono già, le tensioni pure, e nessuno si ferma davvero a spiegare tutto: una scelta tecnica e strutturale che rende il romanzo più immersivo – anche se inizialmente può creare spaesamento, il risultato è perfettamente funzionale alle intenzioni autoriali.
La vicenda su cui si fonda la saga di Ferroni, ruota soprattutto attorno a Margherita, una ragazza cresciuta in un villaggio governato dal Culto dell’Oracolo. In questa singolare comunità ogni individuo riceve un Nome, uno spirito totem e un percorso già stabilito da altri. Nonostante ciò, il sistema su cui si fonda il mondo interno alla storia non viene raccontato come una dittatura evidente o apertamente crudele. Anzi, la sua forza sta proprio nel fatto che quasi tutti lo considerano normale, lo accettano, arrivando a pensarlo come necessario e perfino rassicurante.
La protagonista del primo volume, Margherita, cresce dentro questa realtà ferroniana senza metterla davvero in discussione. Non è la classica protagonista ribelle, l’eroina costruita per opporsi subito al mondo che la circonda. Ferroni la tratteggia come una ragazza che, almeno all’inizio, appartiene completamente a quel sistema: è il lettore a comprendere che qualcosa andrà storto e che il suo ruolo sarà fondamentale per la risoluzione del primo episodio.
Qui che entrano in scena anche Rosa e Albert, i suoi genitori: personaggi fondamentali e aiutanti della protagonista. Ma Ferroni non li presenta con formule dirette o descrizioni schematiche: invero li si conosce vivendo le scene insieme a loro, osservando il modo in cui parlano, ciò che evitano di dire, le tensioni che attraversano la famiglia.
Rosa rappresenta la parte più legata all’ordine del villaggio: non necessariamente perché creda ciecamente in tutto, ma perché vede nelle regole una forma di protezione. Lei ha l’atteggiamento di chi pensa che mantenere l’equilibrio sia l’unico modo possibile per sopravvivere. Albert, invece, porta addosso una frattura più evidente: fin dalle prime apparizioni nella storia, si percepisce che il suo rapporto con il sistema è diverso, non è lo stesso di Rosa e di Margherita. C’è qualcosa che conosce, qualcosa che ha visto o intuito oltre i confini della comunità – e questa consapevolezza lo rende più inquieto, più distante dall’apparente serenità del villaggio. Però Ferroni evita di trasformarlo nel classico personaggio “contro il sistema”. Albert non è un rivoluzionario carismatico. È una figura stanca, spesso silenziosa, che sembra convivere con il peso di cose che non riesce più a ignorare. Molto più umana e tangibile di un semplice personaggio raccontato sulla carta.
Il rapporto tra Rosa e Albert funziona proprio perché non viene mai trasformato in uno scontro ideologico esplicito. Le tensioni emergono nei dettagli quotidiani. Nei silenzi. Nei dialoghi interrotti. Nel modo diverso in cui guardano Margherita e il suo futuro. Rosa tende a proteggere attraverso il controllo e il mantenimento delle regole. Albert, invece, sembra tormentato dall’idea che continuare a tacere significhi condannare la figlia a vivere dentro una menzogna.
E forse è questo uno degli aspetti più interessanti del romanzo: Ferroni non costruisce personaggi completamente giusti o completamente sbagliati: nessuno appare davvero libero. Nessuno appare davvero sereno. Persino chi difende il sistema sembra farlo più per paura del caos che per convinzione assoluta.
Anche gli altri ragazzi che circondano Margherita contribuiscono a creare quella sensazione di crescita inquieta che attraversa tutta la storia. Le amicizie, le rivalità, il rapporto con il corpo, il senso di appartenenza al gruppo: tutto viene raccontato senza mai perdere quella tensione costante che accompagna il villaggio. C’è sempre l’impressione che qualcosa stia per incrinarsi.
L’arrivo della ragazza senza nome è probabilmente il momento in cui questa fragilità emerge con più forza. In una società che definisce le persone attraverso classificazioni rigidissime, qualcuno privo di Nome diventa quasi un’anomalia impossibile da accettare. E Ferroni è bravo a non trasformarla subito in simbolo evidente o soluzione narrativa semplice. La sua presenza destabilizza gli altri personaggi prima ancora del sistema stesso.
Anche la scrittura segue questa logica. Non cerca mai di essere pulita o eccessivamente ordinata. Insiste sugli odori, sulla materia, sulla fisicità degli ambienti. Il legno, il sangue, il pane, il fumo, il sudore tornano continuamente. In certi passaggi il romanzo indugia forse troppo nelle descrizioni, rallenta, si sofferma. Però è proprio questa densità a rendere il villaggio qualcosa di concreto, quasi soffocante, che ha poco a che fare con un’ambientazione costruita a tavolino. Il mondo narrato da Ferroni si presenta come un posto che esiste davvero, con le sue abitudini, la sua sporcizia, le sue paure tramandate di generazione in generazione.
Più che sulla ribellione, però, Il culto del nome lavora sul momento che viene prima. Quel punto preciso in cui una persona inizia a guardare il mondo in cui è cresciuta e, per la prima volta, smette di considerarlo inevitabile. Ferroni sembra interessato soprattutto a questo passaggio. Non all’eroismo, non alla rivoluzione spettacolare, ma a quella crepa minuscola che nasce quando il dubbio diventa impossibile da ignorare.
Scheda del libro
Il sangue dei Nominati. Volume I: Il culto del nome
di Cristian Ferroni
Youcanprint, marzo 2026
ISBN: 979-12-24041-39-9
Genere: Distopia fantasy / fantascienza
Link per l’acquisto: https://www.amazon.it/culto-Nome-sangue-Nominati-Vol/dp/B0GR1XCH3X
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
ITALIA NOSTRA NEBRODI – Bene la campagna di ricerche archeologiche di Gioiosa Guardia
PATTI - Un mare di opportunità, evento per la valorizzazione del pesce dimenticato
CAPO D’ORLANDO - Tersicore Arte Danza sede ufficiale degli esami IDA: circa 70 ballerine in…
Il 16 settembre, alla Camera dei Deputati, la Fondazione Giuseppe Saragat, presieduta da Umberto Costi,…
Al Convento dei Frati Minori di Ficarra il gran finale della rassegna con “La Sciamana”,…