CambiAmo Capo diffida l’Amministrazione Ingrillì. “Dov’è finita? Basta ambiguità”
A Capo d’Orlando esplode il caso legato alla vendita dell’ex ITCG FP “Merendino”.
Il gruppo consiliare di opposizione CambiAmo Capo – composto da Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta e Giuseppe Truglio – passa dalle denunce politiche alle azioni formali e presenta una diffida legale contro l’Amministrazione Ingrillì. Nel mirino: la gestione della procedura di aggiudicazione dell’immobile e il mancato incameramento della cauzione dovuta dalla società vincitrice.
“Il Sindaco ha fornito un’inesattezza grave”
La scintilla nasce durante l’ultimo Consiglio Comunale, quando – secondo l’opposizione – il Sindaco Ingrillì ha lasciato intendere che la cauzione sarebbe stata già incassata. Un’affermazione che i quattro consiglieri definiscono “gravemente inesatta” e che li ha spinti a chiedere chiarezza con una diffida indirizzata al Segretario Generale e alla Responsabile dell’Area Economico-Finanziaria. La vicenda riguarda la società Immobiliare Agatirno Srl, aggiudicataria dell’immobile, che avrebbe saltato più appuntamenti fissati per la firma del rogito. Il bando pubblico, all’articolo 13, è chiaro: in caso di mancata stipula, scattano immediata decadenza e incameramento della cauzione.
CambiAmo Capo parla apertamente di possibile danno erariale e di “inerzia amministrativa ingiustificabile”:
“Da mesi l’aggiudicatario è inadempiente, ma nessuno ha incassato la cauzione che spetta ai cittadini di Capo d’Orlando. Perché?”
“Perché proteggere un’aggiudicazione ormai fallita invece di tutelare le casse pubbliche? L’Amministrazione chiarisca subito o ammetta che siamo davanti a un favoritismo clamoroso”, dichiarano i consiglieri.
La diffida non lascia margini: l’opposizione chiede entro cinque giorni lavorativi:
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copia della Determinazione Dirigenziale con cui viene dichiarata la decadenza dell’aggiudicazione;
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copia delle reversali di cassa che attestino l’effettivo incasso della cauzione e la sua registrazione nel bilancio comunale.
In caso di mancato riscontro, i consiglieri annunciano l’invio di un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, ipotizzando danno erariale e inerzia amministrativa.
Il gruppo ricorda inoltre che la diffida si affianca a un’interrogazione urgente già protocollata il 2 dicembre 2025, in attesa di risposta durante il prossimo Consiglio Comunale, presumibilmente fissato per il 22 dicembre.
La battaglia politica si concentra ora sulla trasparenza:
“Capo d’Orlando deve sapere la verità. Non faremo sconti sul rispetto della legalità e sulla tutela delle finanze pubbliche”,
E’ quanto ribadiscono Mangano, Gazia, Liotta e Truglio. La vicenda dell’ex Merendino si trasforma sempre più in un caso politico.
Gli atti






