Il consigliere comunale d’opposizione Giuseppe Miraglia interviene sulla rimozione delle jacarande durante i lavori di rigenerazione urbana a Brolo 2.
Miraglia non contesta la necessità dell’intervento, ma chiede scelte tecniche coerenti, nuovi alberi adatti al territorio e maggiore trasparenza da parte dell’Amministrazione. Al centro della sua riflessione anche il rischio di realizzare un viale disomogeneo e di dover intervenire nuovamente in futuro, con altri costi a carico dei cittadini.
Il post integrale
Sugli alberi di Brolo 2 la penso cosi:
In questi giorni a Brolo si è discusso molto degli alberi di jacaranda rimossi durante i lavori di rigenerazione urbana di un tratto di marciapiede in via Tomasi di Lampedusa (Brolo 2)
Ricordo in premessa che io e le consigliere Ceraolo e Cipriano, avevamo presentato in Consiglio comunale un regolamento che disciplinava il verde pubblico e quindi queste situazioni. Ma è stato bocciato dagli esponenti della maggioranza, in cui siedono anche consiglieri comunali che si professano vicini alle tematiche “green” ma come al solito in questi casi restano tranquillamente imboscati, infischiandosene della questione. Ma questa è un’altra storia, andiamo ai fatti.
Voglio dirlo con chiarezza: io non sono contrario a questo intervento. PERÒ: Se un marciapiede e il manto stradale sono stati danneggiati dalle radici superficiali degli alberi e il progetto prevede di sostituire quegli alberi con altri più adatti, capaci di sviluppare le proprie radici in profondità, non vedo lo scandalo nell’abbattimento di questi.
Anzi, sono favorevole, a condizione che, al posto degli alberi rimossi (ammesso che non fosse possibile salvarli e ripiantarli), vengano piantati nuovi alberi, scelti in maniera intelligente e coerente con il nostro territorio, e non le solite palme tanto care al nostro sindaco.Non siamo a Miami!
Quello che invece mi preoccupa è ciò che sta accadendo adesso. Dopo le proteste dei cittadini e le polemiche politiche, il taglio degli alberi è stato fermato e, per la parte restante del viale, si starebbe andando verso una soluzione diversa: mantenere le jacarande e modificare il marciapiede per cercare di convivere con le loro radici. Ed è qui che mi pongo una domanda molto semplice: se quella era la soluzione progettuale ritenuta necessaria, perché cambiare strada a lavori iniziati?
E soprattutto: chi ha spiegato ai cittadini questa scelta?
Perché il problema di questa amministrazione, ancora una volta, non è soltanto cosa decide.È come decide e come comunica le proprie decisioni.
Un’amministrazione può anche prendere una decisione impopolare. Se è una decisione tecnicamente corretta, deve avere il coraggio di spiegarla ai cittadini.
Quello che non può fare è procedere in un modo, suscitare proteste, fare una parziale retromarcia e lasciare che siano i cittadini a cercare di capire cosa stia succedendo.
E qui c’è anche un rischio concreto: realizzare uno stesso intervento con due soluzioni completamente diverse.
Da una parte alberi rimossi e sostituiti,dall’altra alberi mantenuti e marciapiede adattato alle loro radici. Il risultato potrebbe essere UN PASTICCIO! O comunque un viale disomogeneo, diverso da quello originariamente progettato e, soprattutto, potrebbe lasciare irrisolto proprio il problema che aveva reso necessario l’intervento.
E se tra qualche anno quelle stesse radici dovessero tornare a creare problemi al nuovo marciapiede?Chi pagherà nuovamente? I cittadini.È questo che dovrebbe preoccupare tutti noi.
A Brolo abbiamo già visto interventi che fanno discutere, in alcuni casi ,secondo me ,uno spreco di fondi pubblici. Quelli ripetuti ad esempio sulla Villa Comunale, o il peggior risultato di tutti: la Piazzetta Roma che non piace a nessuno e non serve a nulla, e su alcuni marciapiedi che sono stati oggetto di lavori e rifacimenti successivi.Non possiamo permetterci che anche questa rigenerazione urbana diventi l’ennesimo intervento da correggere, modificare o rifare nel tempo.
Io non chiedo di bloccare i lavori. Anzi, voglio sottolineare che su Brolo 2 si è intervenuto pochissimo e colgo l’occasione per segnalare un certo stato di abbandono di questo quartiere, che troppo spesso viene trascurato.
Ci sono tanti spazi che potrebbero essere rigenerati e riqualificati. Più avanti dedicherò a questa zona una segnalazione dettagliata, raccogliendo anche le proposte di chi ci abita.
Finora siete l’amministrazione CEMENTO&TAGLIALEGNA
Chiedo una cosa molto più semplice:fateli bene! E soprattutto, spiegate ai cittadini cosa state facendo! Perché un sindaco e un’amministrazione non dovrebbero aspettare che siano le proteste a costringerli a cambiare decisione.
E se una scelta è giusta, abbiano il coraggio di spiegarla e difenderla pubblicamente. Se invece si decide di cambiarla, si abbia almeno il rispetto di spiegare perché.
Perché governare non significa fare e poi sperare che nessuno faccia domande.Governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Anche davanti ai cittadini.







