Si è concluso con l’assoluzione il processo a carico del sindaco di Piraino, Salvatore Cipriano, nato dalla querela per diffamazione presentata dal consigliere comunale Diego Cusmano.
Assolto il sindaco Salvatore Cipriano: «Il fatto non costituisce reato»
Il Tribunale di Patti, all’udienza del 18 settembre 2026, ha assolto Cipriano con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
La vicenda era stata preceduta, nel 2024, dall’emissione di un decreto penale di condanna che non era mai divenuto efficace, essendo stato tempestivamente oggetto di formale opposizione da parte di Cipriano.
Particolarmente rilevante è il fatto che la notizia dell’esistenza del decreto penale fosse stata resa pubblica anche sui social a distanza di mesi dalla sua emissione e quando era già stata presentata l’opposizione, proprio nel giorno dei festeggiamenti del SS Ecce Homo quando a Piraino erano presenti decina di Sindaci provenienti da tutti i Comuni della Provincia di Messina dando così ampia risonanza a un provvedimento che, proprio a seguito dell’opposizione, non costituiva l’esito definitivo del procedimento.
Cipriano aveva infatti scelto di non accettare il decreto e di sottoporre la vicenda al giudizio del Tribunale, contestando l’impostazione accusatoria e chiedendo che i fatti fossero esaminati nell’ambito del processo. A distanza di quasi due anni, il procedimento si è quindi concluso con l’assoluzione del sindaco, con formula piena.
Resta distinta la valutazione politica sui contenuti e sui toni del confronto tra maggioranza e opposizione. Sul piano giudiziario, invece, il dato è preciso: il Tribunale di Patti ha assolto Salvatore Cipriano dall’accusa contestata, ma questa sentenza potrebbe non mettere fine alla vicenda giudiziaria per atri risvolti.
Cipriano è stato difeso dai colleghi Alvaro Riolo e Sandro Pruiti, mentre Diego Cusmano, anche lui avvocato, dal collega Alberto Gullino







