Sotto il cielo di Tindari, dove le pietre millenarie della classicità dialogano da sempre con la spiritualità del Santuario, l’arte ha incontrato la sua consacrazione più pura.
Domenica 12 luglio, la suggestiva e gremita Piazza Quasimodo è stata la cornice d’eccezione per la consegna del Premio Tyndaris 2026, prestigioso appuntamento inserito nel cartellone del 70° Tindari Festival, firmato dalla direzione artistica di Mario Incudine e organizzato dall’Amministrazione Comunale di Patti guidata dal sindaco Gianluca Bonsignore.
Un’edizione storica, quella di quest’anno, nata per celebrare «l’eccellenza umana» di donne e uomini che con il proprio lavoro e il proprio spessore etico rappresentano un faro per l’intera società. E tra i giganti della cultura, del giornalismo e dell’impegno civile premiati in questa memorabile serata di gala, spicca il nome del maestro Giuseppe Indaimo, figura di riferimento dell’arte pittorica contemporanea, omaggiato per una straordinaria carriera segnata dalla costante ricerca stilistica e dalla capacità unica di trasferire sulla tela la complessità profonda dell’esperienza umana.
La pittura come riscatto dell’Uomo: le parole del Maestro
Accolto sul palco dal calore del pubblico e dalla conduzione affettuosa ed elegante di Salvo La Rosa, il maestro Indaimo ha espresso parole di profonda gratitudine e commozione per un riconoscimento che definisce «uno stimolo incredibile a continuare a fare dell’arte uno strumento di dialogo, riflessione e condivisione».
Nel ricevere il premio, Indaimo ha voluto racchiudere l’essenza stessa del suo percorso artistico citando una delle massime più alte della letteratura universale, tratta dall’epistola di Dante Alighieri a Cangrande della Scala:
“Removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis” (Allontanare i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli a uno stato di felicità).
Un manifesto programmatico per il suo espressionismo simbolico e metaforico. La pittura di Indaimo, infatti, non si ferma alla superficie delle cose, ma scava alla costante ricerca dell’Uomo, traducendo in colore e materia le esperienze emotive, la coscienza e l’anima.
Una giuria unanime per un’eccellenza del territorio
Le motivazioni che hanno spinto la commissione — composta dal Sindaco Gianluca Bonsignore, dall’Assessore alla Cultura Salvatore Sidoti e dal Direttore Artistico Mario Incudine — a deliberare all’unanimità il premio al maestro Indaimo risiedono nella sua straordinaria aderenza ai principi fondanti del Premio Tyndaris. Il suo percorso incarna perfettamente la capacità di far dialogare tradizione e innovazione all’interno del patrimonio culturale mediterraneo, traducendo l’identità del territorio in un linguaggio universale, accessibile ed estremamente coerente sul piano etico e intellettuale.
La serata, scandita dalle straordinarie e vibranti note della Women Orchestra diretta dal maestro Alessandra Pipitone (con la splendida voce di Federica Neg), ha visto sfilare sul palco grandissime personalità del panorama nazionale.
Insieme al maestro Indaimo, sono stati insigniti del Premio Tyndaris 2026:
Ferruccio De Bortoli, colonna del giornalismo italiano, premiato per l’autorevolezza e l’impegno sociale con Vidas;
Lunetta Savino, straordinaria attrice di cinema e teatro, premiata per la sua sensibilità nel tratteggiare la complessità dell’animo femminile;
Grazia Di Michele, cantautrice e direttrice artistica, premiata per l’impegno civile e la forza della parola;
Monsignor Edgard Peña Parra, Nunzio Apostolico (rappresentato dal Vescovo di Patti, Mons. Guglielmo Giombanco), per la sua instancabile attività di cooperazione e diplomazia internazionale;
I luminari della medicina e della ricerca scientifica Giuseppe Ettore, Salvatore Cannavò e l’oncologa pattese d’origine Claudia Proto;
La pianista e compositrice Sade Mangiaracina, premiata per il progetto antimafia “A nome loro”;
Un commosso premio alla memoria dello scrittore Beniamino Joppolo (a cui è dedicata l’intera edizione del Festival), ritirato dal figlio Giovanni, arricchito dagli interventi del regista Giuseppe Pizzardi e del produttore Angelo Faraci sul cortometraggio “Il giovane Beniamino”.
da leggere – altri articoli nell’archivio on line di scomunicando.it
scomunicando.it/notizie/naso-un-successo-da-record-la-personale-di-giuseppe-indaimo/
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