La Stazione di Posta di Gliaca, la Torre Saracena e la Guardiola al centro del progetto candidato dal Comune all’avviso “Cultura nei piccoli Comuni”. Teatro, fotografia, inclusione e riscoperta dell’identità locale per trenta giovani di Piraino e Gioiosa Marea. Investimento complessivo di 162.500 euro.
Trasformare tre luoghi simbolo di Piraino da custodi della memoria a spazi nei quali produrre nuova cultura.
È questa l’idea che sta alla base di “Piraino Terra d’Arte”, il progetto con cui l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Cipriano partecipa all’avviso del Ministero della Cultura “Cultura nei piccoli Comuni”. La proposta ha un valore complessivo di 162.500 euro: 130 mila euro rappresentano il finanziamento richiesto al Ministero, mentre 32.500 euro, pari al 20 per cento, costituiscono il cofinanziamento comunale.
Ma dietro le cifre c’è un progetto più articolato di quanto possa apparire. L’obiettivo è mettere insieme patrimonio storico, creatività contemporanea, giovani e inclusione sociale, trasformando la cultura in uno strumento di rigenerazione del territorio.
Tre luoghi, tre pezzi della storia di Piraino
La geografia del progetto è già una narrazione. Ci sono la Torre Saracena, nel punto più alto del centro storico, la Guardiola, grande terrazza affacciata sul Tirreno e sulle Eolie, e la Vecchia Stazione di Posta dei Duchi Denti a Gliaca, oggi in parte Museo del Viaggio. Tre luoghi profondamente diversi che il progetto vuole sottrarre alla sola dimensione contemplativa del bene storico per restituirli alla comunità attraverso l’arte. La Torre e la Guardiola saranno legate soprattutto alla sperimentazione fotografica; la Stazione di Posta, con i suoi ampi ambienti e i cortili, diventerà invece sede della residenza teatrale. È forse questo l’aspetto culturalmente più interessante di “Piraino Terra d’Arte”: non creare nuovi contenitori, ma dare nuove funzioni a quelli che già raccontano la storia del paese.
Trenta giovani diventano protagonisti
Le residenze come spiegano Maria Miragliotta – assessore comunale – e il consigliere comunale Mariateresa Maddalena, direttamente coinvolte nel progetto esecutivo, saranno rivolte a 30 giovani di Piraino e Gioiosa Marea, divisi equamente tra teatro e fotografia. Una particolare attenzione sarà riservata anche a ragazzi con disabilità, fragilità sociali o familiari, a rischio di isolamento o dispersione scolastica. Quidni i Giovani non saranno semplici spettatori. Nel laboratorio teatrale, guidato dal regista Stefano Molica, i partecipanti lavoreranno sull’espressione corporea, sull’improvvisazione e sulla costruzione collettiva di una drammaturgia che nascerà dalla storia e dai vissuti identitari di Piraino. Anche scenografie e costumi saranno realizzati attraverso un processo condiviso, privilegiando il riuso di materiali locali. Il secondo percorso sarà affidato al fotografo e videomaker Antonino Capizzi. Fotocamere e smartphone diventeranno strumenti per tornare a osservare il territorio: camminate fotografiche, luce, paesaggio, ritratti, dettagli storici e visual mapping porteranno alla costruzione di un vero racconto per immagini e, infine, all’allestimento di una mostra. Teatro e fotografia avranno quindi un punto di partenza comune: Piraino stesso. Le sue storie, le leggende, i personaggi, il paesaggio e la memoria degli abitanti diventeranno materia artistica.
C’è poi un ribaltamento particolarmente interessante. Gli artisti provenienti da altre realtà saranno ospitati sul territorio per favorire contaminazione e scambio culturale, ma saranno gli stessi ragazzi coinvolti nel progetto ad accompagnarli alla scoperta dei luoghi, diventando una sorta di “ciceroni” della propria terra. La Pro Loco contribuirà al percorso di conoscenza delle tradizioni, dei luoghi, delle leggende e dei personaggi della storia locale. In questo modo la residenza artistica non viene pensata come qualcosa che arriva dall’esterno e si sovrappone al paese. Al contrario, dovrebbe nascere dall’incontro tra chi Piraino lo abita e chi arriva per interpretarlo con occhi diversi.
È il principio della co-progettazione che attraversa l’intera proposta: l’artista non occupa semplicemente uno spazio, ma entra in relazione con la comunità. Accanto alla dimensione artistica c’è quella sociale. La Cooperativa Servizi Sociali affiancherà i partecipanti attraverso psicologo, assistente sociale e mediatore culturale, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Il progetto punta così anche a contrastare povertà educativa e isolamento, favorendo autostima, capacità relazionali e competenze. Il Comune di Piraino è capofila dell’iniziativa insieme al Comune di Gioiosa Marea, mentre tra i partner figurano la Pro Loco di Piraino APS e la Cooperativa Servizi Sociali. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di ANFFAS nell’individuazione e nell’inclusione dei soggetti più fragili.
L’ambizione dichiarata, è esplicito il sindaco Cipriano, è andare oltre il singolo evento. “Piraino Terra d’Arte” vuole infatti porre le basi per una programmazione culturale continuativa, rafforzare il senso di appartenenza delle nuove generazioni e sperimentare un modello replicabile anche in altri piccoli comuni.
Persino gli effetti del progetto saranno misurati: partecipazione dei giovani, utilizzo successivo dei beni, coinvolgimento della comunità, presenze agli eventi, ricadute sulle attività ricettive e commerciali e sostenibilità ambientale. È prevista anche la realizzazione di un Toolkit metodologico open source, destinato a raccogliere strumenti e criteri dell’esperienza affinché possano essere utilizzati da altre amministrazioni. Il percorso dovrebbe svilupparsi nell’arco di quattro mesi, con i laboratori teatrali alla Stazione di Posta e quelli fotografici tra Torre Saracena e Guardiola, per concludersi con una restituzione pubblica: uno spettacolo teatrale e una mostra fotografica. Ed è probabilmente qui che “Piraino Terra d’Arte” trova il suo significato più convincente.
Un monumento restaurato conserva il passato. Un monumento abitato da giovani, artisti, immagini, racconti e nuove idee può invece produrre futuro. Per Piraino la scommessa, adesso, è ottenere il finanziamento e trasformare questa intuizione in un’esperienza capace di lasciare qualcosa anche quando le residenze artistiche saranno terminate.












