In Sicilia potrebbero essere attivati subito cantieri per 131 milioni di euro che garantirebbero 1.500 posti di lavoro per 36 mesi. Si tratta di opere pubbliche sotto i 5 milioni di euro, gia’ finanziate e con progetto esecutivo, ma per varie ragioni bloccate.
Lo sostengono la Cgil e la Fillea siciliane che hanno fatto una prima mappa delle opere immediatamente cantierabili nell’isola e a sostegno della loro richiesta hanno organizzato per il 19 e 20 giugno manifestazioni provinciali. Le iniziative di protesta si inscrivono nella settimana di mobilitazione nazionale indetta dai sindacati per i “cantieri sottosogliaâ€Â, quelli cioe’ che per il piccolo importo non sottostanno a procedure complicate . Il 19 a Palermo gli edili della Fillea terranno un presidio alle 10 sul Ponte Corleone; sempre il 19 manifestazione al porto di Pozzallo e attivo a Caltanissetta; il 20 a Catania ci sara’ un sit- in davanti all’ispettorato del lavoro per sottolineare la protesta contro l’aumento nella provincia degli incidenti sul lavoro. “I nostri principali interlocutori- ha detto oggi in una conferenza stampa Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana- sono la Regione, i comuni, le province. Alla Regione- ha aggiunto- chiediamo un tavolo con tutti i soggetti interessati, che partendo da una ricognizione delle opere cominci, una per una, a sbloccarleâ€Â. Ricognizione che il sindacato dal canto suo ha gia’ avviato. “Ci sono le opere che riguardano la viabilita’ secondaria- ha specificato Salvo Giglio, segretario generale della Fillea Cgil siciliana- il decoro urbano, la messa in sicurezza, la prevenzione antisismica, il territorio in genereâ€Â.
Nel dettaglio la Fillea ha identificato il porto di Pozzallo, finanziato con un milione e trecento mila euro, gia’ col progetto definitivo ma bloccato perche’ la regione non ha conferito l’area alla provincia. Ancora: la rotatoria di Lentini, per la quale sono disponibili 2 milioni e 250 mila euro; il Ponte Corleone, a Palermo, con copertura finanziaria di 14 milioni e 500 euro, opera sospesa dal 2007 perche’ la ditta non era idonea; la scuola a emissioni 0 a Tremestieri, Messina, finanziata con 4 milioni e sempre a Messina il recupero della rada S.Ranieri (215 milioni dispobili e progetto definitivo); il parcheggio di piazza Pirandello ad Agrigento, gia’ con progetto esecutivo e nella stessa citta’ la riqualificazione del quartiere Fontanelle per la quale sono a disposizione 4 milioni; il liceo classico di Enna, finanziato con 883 milioni, ma bloccato perche’ il ministero non ha ancora autorizzato il mutuo con la cassa depositi e prestiti ; il porto di Catania, per il quale sono disponibili 21 milioni e 490 mila euro.
“Si tratta tutte di opere, qualcuna anche di importo maggiore, – hanno specificato Maggio e Giglio- che oltre a dare ristoro a una categoria che nell’ultimo anno ha perduto 15 mila posti di lavoro dopo i 20 mila dell’anno precedente, e sta subendo una caduta del salario, delle ore lavorate e dei livelli di sicurezza, servirebbero a riqualificare il territorio e le citta’ di una regione che conta un gap infrastrutturale del 50% rispetto al resto del paeseâ€Â. Cgil e Fillea hanno sottolineato che gli investimenti nelle infrastrutture sono diminuiti in media del 20% al sud e aumentati del 51% al nord, mentre “per quanto riguarda la legge obiettivo, dal 2001 il 77% delle risorse sono state spese al Nord, il 13% al centro, il 10% al sudâ€Â. E ancora, che nel 2007 “per inadempienze sono andati perduti 350 milioni di euro per le strade provincialiâ€Â. Le gare in genere sono state decurtate del 50%, per quantita’ e per importo, l’edilizia privata e’ ferma con ricadute anche sui settori cemento, ferro, laterizi. “Il trend va invertito- hanno sottolineato Maggio e Giglio- e questo e’ possibile cominciando dalle piccole opere, ma strategiche, per le quali chiediamo che siano garantire la qualita’, la sicurezza dell’opera e dei lavoratoriâ€Â.



