QUO VADIS BROLO – Giovani e Decreto Sicurezza
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QUO VADIS BROLO – Giovani e Decreto Sicurezza

Sulle nuove disposizioni in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, fortemente perorare dal Ministero dell’interno un gruppo di giovani aprono un dibattito coinvolgendo anche il sindaco, Irene Ricciardello.

Quanto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 2018, n. 281, cioè il testo del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, coordinato con la legge di conversione 1º dicembre 2018, n. 132, recante «Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata» diventa, anche a Brolo, oggetto di confronto.

 

Così un gruppo di giovani, raccolti sotto una mail: “Quo Vadis Brolo” ,- che non è assolutamente un gruppo costituito nè un’associazione – considerato l’attuale dibattito pubblico sul decreto in questione e la sospensione della sua applicazione in numerosi comuni italiani da parte dei primi cittadini; le delibere votate da differenti Regioni Italiane grazie alle quali verranno presentati i rispettivi ricorsi alla Consulta per accertarne la sua costituzionalità; l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte degli organi istituzionali comunali brolesi, fatta esclusione per le posizioni espresse dagli stessi attraverso i propri profili privati sui social network, ora si sono rivolti direttamente al sindaco brolese per aver chiaro la posizione  che intende avere il Comune.

Irene Ricciardello ha così evidenziato il suo pensiero, sottolineando prima che la lettera dei giovani, per un problema di trasmissione, indipendente dalla sua volontà l’ha potuto solo vedere ora, ne prende atto, ed esprime il suo plauso verso quella “bella gioventù” – che pur  in alcuni casi – lontana da Brolo, per motivi di studio o di lavoro – rimane attenta, curiosa, ha voglia di comprendere e sapere anche come nel paese si pensa e si voglia agire sui grandi tempi che poi coinvolgono tutti.

Sul decreto sicurezza, che ha generato l’onda della “disobbedienza civile”, lanciata dai sindaci di Palermo e Napoli, auspica un tavolo di confronto al governo con l’Associazione nazionale dei Comuni, perchè dice – Irene Ricciardello – i sindaci, che sono la frontiere estrema dell’apparato statale sul territorio non possono essere lasciati soli, o peggio in un limbo.

Poi aggiunge: «Condivido personalmente ed umanamente le dichiarazioni di diversi colleghi, che hanno evidenziato gli elementi di criticità.

Ma sottolineo, perché prima di giudicare bisogna capire.

Sono convinta che l’eliminazione degli Sprar, che ha già costretto centinaia di stranieri presenti regolarmente sul territorio, tra cui numerosi bambini, ad abbandonare alloggi e percorsi di integrazione e a vivere per strada, scardinando il sistema dell’accoglienza.

E sono consapevole che questo genererà futuri e grossi problemi..  Questo mi preoccupa».

E prosegue: «Il decreto stabilisce poi il divieto di iscrizione all’anagrafe per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta d’asilo, concesso agli stranieri in attesa di sapere se la richiesta di protezione internazionale sarà accolta: si colpiscono anche qui i regolari, che rimangono privi di carta d’identità e di residenza, senza alcun vantaggio”.

E qui c’è un grande problema.

Questa è una responsabilità diretta del funzionario dello stato civile. Il sindaco non può imporre un agire contro-legge ad un funzionario.

Siamo sempre funzionari di Governo.

Ed andando avanti nel suo dire, il sindaco di Brolo aggiunge: «Auspico una revisione della legge. Ma come sindaco devo obbedire a una legge dello Stato, ma c’è l’impegno, anche con gli altri sindaci del comprensorio, tramite l’Anci di richiedere tavoli tecnici e  di lavorare per la coesione sociale evitando che le persone marginali diventino oggetto di percorsi di illegalità ancora più grossi, e come istituzione devo garantire il rispetto e la sicurezza dei diritti per tutti”.

E conclude “Ho bisogno di approfondire, quindi, al momento non vi è nessuna mia presa di posizione ufficiale sul tema.

Un sindaco si attiene alla legge, il principio – va detto – contiene delle criticità che credo vadano quindi analizzate anche col contributo di Anci.

Attendo di conoscere gli approfondimenti e almeno per ora, non intendo aderire all’obiezione lanciata da Leoluca Orlando.

Se ogni amministratore valutasse in modo autonomo come comportarsi diventerebbe complicato: chi non concorda con un provvedimento può percorrere altre strade.

Può, ad esempio, avviare una azione per chiedere la sua abrogazione o la modifica”.

A sottoscrivere la nota inviata al primo cittadino brolese sono stati: Aglio Francesco, Aricò Francesco, Cafarella Cristian, Calderaro Francesco i Fioravanti: Carmelo Gabriele è Francesco, le sorelle Gagliardo: Angela e Rachele, Gammeri Roberto, Indaimo Antonino, Raffaele Addamo Clara e i fratelli Rifici Lorenza e Salvatore

 

25 Gennaio 2019

Autore:

redazione


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