Nella splendida cornice dell’atrio della biblioteca comunale di Castell’Umberto si è svolta ieri la presentazione del saggio “Il Paese dorme male – Il caso Sicilia”, scritto da Francesco Calanna e pubblicato da Armenio Editore nel 2025.
Un pomeriggio intenso, partecipato, denso di riflessioni sul presente e sul futuro della Sicilia, e non solo.
Un libro per capire l’Italia partendo dalla Sicilia
Francesco Calanna, già presidente del GAL Nebrodi Plus e figura centrale nel mondo dello sviluppo locale, ha proposto con il suo ultimo libro una lettura profonda e articolata della condizione siciliana, che diventa metafora di un’Italia bloccata, incapace di reagire. Non è un grido sterile, né un esercizio retorico: “La Sicilia non è solo un’isola, ma un laboratorio simbolico dell’intero Paese” – ha affermato l’autore – “e i problemi che qui si manifestano con maggiore urgenza sono gli stessi che attraversano molte aree italiane: squilibri infrastrutturali, sprechi di capitale umano, stalli istituzionali, crisi amministrative”.
Dialogo aperto tra istituzioni, studiosi e comunità
Al dibattito, introdotto e moderato dal giornalista Massimo Scaffidi, hanno partecipato il sindaco di Castell’Umberto, avv. Veronica Armeli, perfetta padrona di casa, il prof. Antonio Matasso, studioso di sviluppo regionale, e il prof. Andrea Piraino, docente e ricercatore. Il confronto ha toccato i principali temi del volume: dalla transizione energetica dal basso, alla necessità di un turismo integrato e identitario, fino al rilancio dell’agricoltura sostenibile.
“Non possiamo più affidarci solo a grandi opere o slogan” – ha sottolineato Calanna – “ma dobbiamo investire su ciò che davvero cambia la vita delle persone: comunità energetiche, filiere locali, borghi vissuti, scuole ben funzionanti, amministrazioni competenti”.
Una visione per il Mediterraneo
Tra le provocazioni più audaci contenute nel libro, anche la proposta di affrontare con serietà e senza pregiudizi la questione del ponte sullo Stretto, non come totem ideologico, ma come possibile strumento di coesione e sviluppo euromediterraneo. In questo contesto si inserisce l’idea – discussa con interesse anche durante l’incontro sia dal professore Piraino che da Matasso – di una governance condivisa tra Messina e Reggio Calabria, “non per fare folklore istituzionale, ma per sperimentare modelli nuovi di amministrazione dei territori”, ha aggiunto l’autore.
Dal PNRR alle responsabilità locali
Un intero capitolo è dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, definito da Calanna “una chance storica che rischia di trasformarsi in una clamorosa occasione mancata”, a causa di lentezze burocratiche, carenze strutturali e assenza di visione sistemica. Il libro lancia un appello chiaro: “non servono solo fondi, serve una classe dirigente all’altezza, capace di guardare lontano e agire con coerenza”.
Un invito a svegliarsi
“Il Paese dorme male” non è solo un titolo evocativo. È una chiamata alla responsabilità collettiva, un invito ad abbandonare l’indifferenza e a credere che il cambiamento può e deve partire proprio dai territori considerati marginali. “Non è un libro pessimista” – ha concluso Calanna – “è un libro che chiede coraggio, visione e partecipazione. Solo così la Sicilia, e l’Italia con lei, potranno davvero svegliarsi”.
L’evento si è chiuso tra gli applausi del pubblico e con l’auspicio condiviso che questa riflessione non resti sulla carta, ma possa tradursi in azioni, confronti, progetti concreti.
Perché, come sottolineato dal sindaco Armeli, “solo chi ha il coraggio di guardare in faccia la realtà può provare davvero a cambiarla”.
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