FLOTILLA – Elisabeth Di Luca ha firmato per il rientro immediato da Israele
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FLOTILLA – Elisabeth Di Luca ha firmato per il rientro immediato da Israele

L’ha reso noto la famiglia

Dopo 36 ore senza alcuna notizia, siamo stati finalmente contattati dalla Farnesina…”

L’operatrice umanitaria, originaria di Rocca di Capri Leone, era stata illegalmente catturata alle prime ore dell’8 ottobre a bordo della nave Conscience dai militari israeliani in acque internazionali, assieme agli altri componenti della missione. 145 attivisti della Freedom Flotilla Coalition e della Thousand Madleens che facevano rotta verso Gaza, erano stati dirottati e deportati al porto di Ashdod e la maggior parte di essi condotti nella prigione di Ktzi’ot, nota per le dure condizioni in cui versano i detenuti.

Oggi a Messina, alle ore 18, assemblea pubblica per la Freedom Flotilla e per la Palestina.

 Ieri era stata diffusa la notizia che Elisabeth Di Luca, operatrice umanitaria originaria di Rocca di Capri Leone, fosse in buone condizioni e che assieme agli altri attivisti, dopo le procedure di identificazione, sarebbe rientrata.

Ma la notizia era stata smentita dalla sorella Palma, poiché la famiglia non aveva ancora ricevuto alcuna notizia né dagli avvocati che avrebbero dovuto assistere Elisabeth sin dall’arrivo ad Ashdod, né dalla Farnesina, che attraverso il consolato di Tel Aviv doveva seguire passo dopo passo gli attivisti italiani della Freedom Flotilla Coalition, fermati in mare e condotti a terra.

Finalmente ieri, a tarda sera, l’attesa notizia:

“Elisabeth e molti altri attivisti della Freedom Flotilla, detenuti illegalmente in Israele, hanno firmato per il rientro immediato. Avremo più informazioni domani mattina (oggi, per chi legge) riguardo alle tempistiche e modalità”. Lo ha reso noto la famiglia, sulla pagina social della stessa operatrice. Dopo le interminabili ore vissute senza alcuna informazione sulle condizioni della congiunta, è d’obbligo mantenere le dovute cautele: “Speriamo avvenga tutto nel minor tempo possibile e di avere presto aggiornamenti più concreti. Questa notizia ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma non è ancora finita”. Elisabeth, poche ore prima della cattura in acque internazionali, aveva lanciato un ultimo video che così concludeva: “Tutto quello che adesso vivremo non sarà valso a niente, se non porta ad una crescita della lotta per la liberazione della Palestina”.

Ed in linea con le sue indicazioni, la nipote Cristina rilancia il concetto fondamentale della missione di Elisabeth: “Non parlate soltanto degli attivisti detenuti. Parlate di Gaza. Tenete lo sguardo sulla Palestina. Parlate dei 10.000 prigionieri che da anni subiscono violazioni e umiliazioni. Vi chiediamo di continuare a farlo”.

Ieri, gli avvocati di Adalah, gruppo di legali che operano nella Palestina occupata, avevano riferito che la maggior parte gli attivisti della nave Conscience e delle barche della Thousand Madleens bloccati dall’esercito israeliano, erano stati portati a terra e trasferiti nel carcere di Ktzi’ot, nel Naqab.

E nello specifico, tanto riportava il comunicato di Freedom Flotilla Coalition:

“Agli avvocati che rappresentavano i volontari non è stato permesso di portare i loro telefoni cellulari nel porto di Ashdod e non hanno potuto parlare con tutte le 145 persone. Alcune delle persone con cui hanno parlato hanno riferito di aver subito violente aggressioni da parte dei soldati israeliani durante i sequestri illegali della flotta.

È probabile che tutti i parlamentari vengano espulsi stasera o domani mattina, e che le udienze per gli altri si svolgano nei prossimi due giorni. I team legali continuano a chiedere l’accesso immediato e rimangono in attesa delle udienze. Gli avvocati di Adalah hanno già chiesto di essere presenti a tutte le udienze e forniranno ulteriori aggiornamenti a breve”.

Sempre ieri, con aggiornamento pomeridiano, tanto è stato riferito, tra l’altro, da Freedom Flotilla Italia:

“Questa mattina, 9 ottobre 2025, gli avvocati di Adalah hanno partecipato a oltre 50 udienze presso il tribunale interno alla prigione di Ktzi’ot, dove sono detenuti numerosi partecipanti alla missione della Freedom Flotilla.

Gli avvocati hanno potuto anche visitare diversi altri prigionieri, continuando a ricevere segnalazioni di comportamenti aggressivi e violenti da parte delle autorità israeliane, sia durante che dopo l’intercettazione illegale delle imbarcazioni.

Le condizioni di detenzione restano estremamente precarie: accesso limitato all’acqua potabile e, in alcuni casi, maltrattamenti fisici e verbali.

Le udienze sono iniziate senza la presenza degli avvocati difensori e, al momento, più di 20 persone tra i detenuti non hanno ancora potuto incontrare i propri legali, in palese violazione del diritto di difesa”.

Da adesso, dunque, si attendono notizie sull’evoluzione della vicenda di Elisabeth Di Luca e dei suoi compagni di missione. Con la firma del foglio per l’espulsione da Israele, si spera di conoscere entro poche ore i dettagli del suo rientro in Italia.

Manifestare a Messina oggi

Ed in segno di vicinanza e solidarietà agli attivisti della Freedom Flotilla e al popolo palestinese, oggi, 10 ottobre, alle ore 18, a Messina, in Piazza Municipio, è prevista una manifestazione indetta dal Coordinamento Messina con la Palestina. Sarà un’assemblea pubblica cui seguirà una “passeggiata rumorosa”.

Corrado Speziale

 

 

10 Ottobre 2025

Autore:

redazione


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