“Mi hanno offerto denaro per cambiare la verità”: la versione della giornalista Teresa Frusteri sul caso Torrenova. E domani tutto in onda su le Iene
Dopo giorni di silenzio e alla vigilia della messa in onda del servizio de Le Iene, previsto per domani, 4 novembre, Teresa Frusteri, autrice del blog indipendente Vox Populi, rompe il silenzio e decide di esercitare il proprio diritto di replica.
Attraverso una lunga nota, Teresa Frusteri offre e ribadisce la sua versione dei fatti in merito alla vicenda che ha coinvolto il sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, e il consigliere comunale e provinciale Alberto Ferraù ed il fantomatico, almeno al momento, “Demetrio”.
L’origine della vicenda
Secondo quanto riferito dalla giornalista, tutto avrebbe avuto inizio lo scorso giugno, dopo la pubblicazione di un articolo critico sull’utilizzo dei fondi pubblici per la manifestazione “Amunì”, evento di punta, sotto il profilo ludico\turistico dell’amministrazione torrenovese.
Pochi giorni dopo l’uscita del pezzo, la Frusteri racconta di essere stata avvicinata da un conoscente — identificato come Demetrio — che le avrebbe proposto di pubblicare un testo di “rettifica” già pronto, in cambio di 500 euro in contanti e di future collaborazioni retribuite.
“Mi hanno offerto denaro contante e promesse allettanti per stravolgere la verità,” dichiara Frusteri. “Non sapevano che io non sono in vendita.”
La denuncia e la collaborazione con “Le Iene”
La giornalista sostiene di aver documentato ogni fase dell’accaduto e di aver anche presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Patti, consegnando registrazioni e prove a supporto della propria versione. In seguito, spiega di aver collaborato con la redazione del programma televisivo Le Iene per approfondire l’intera vicenda.
“Non ho accusato nessuno – precisa Frusteri – ho solo fatto il mio lavoro. Ho documentato tutto e consegnato quanto in mio possesso all’autorità giudiziaria.”
Dopo la conferenza stampa in cui il sindaco Castrovinci ha definito la vicenda “un piano diabolico” ai suoi danni, Frusteri replica sostenendo che la vera vittima non sarebbe la politica, ma “la verità e la libertà di stampa”. Ribadisce di non avere “padrini né padroni” e di voler continuare a svolgere il suo mestiere “con schiena dritta e coscienza pulita”, nonostante le difficoltà e i rischi personali che questo comporta.
Secondo il suo racconto, avrebbe finto di accettare l’offerta, ricevendo prima 300 euro e successivamente altri 200, pubblicando nel frattempo l’articolo “preconfezionato” come parte di un piano di verifica. Poco dopo sarebbe stata convocata al Comune per un incontro con Castrovinci e Ferraù, durante il quale — sostiene — le sarebbe stata prospettata una collaborazione indiretta tramite la Pro Loco. Da qui la convinzione che dietro l’offerta iniziale ci fossero proprio i due amministratori, anche se, precisa, al momento non esistono prove definitive a sostegno di questa ipotesi.
La replica di Frusteri si inserisce in un dibattito acceso sul rapporto tra potere politico e informazione locale, un terreno spesso fragile dove si intrecciano diritto di cronaca, libertà di stampa e interessi istituzionali. Le eventuali indagini della magistratura dovranno ora chiarire i fatti e individuare eventuali responsabilità. Nel frattempo, il confronto mediatico resta aperto, nel rispetto dei diritti di informazione e di replica garantiti dalla legge.
Un intreccio di dichiarazioni, registrazioni, accuse e smentite che rende complesso distinguere i confini tra verità, narrazione e interesse di parte — ma che, al tempo stesso, mette in luce quanto sia ancora vitale e necessario il giornalismo libero e responsabile.
Normativa di riferimento: diritto di replica, rettifica e smentita sulla stampa
Il diritto di replica e rettifica è disciplinato in Italia principalmente da:
Articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Legge sulla stampa):
«Il direttore o, in sua vece, il vice direttore responsabile è tenuto a pubblicare gratuitamente, non oltre due giorni dalla richiesta, le dichiarazioni o le rettifiche di soggetti che si ritengano lesi da articoli o notizie apparse sul periodico, purché le dichiarazioni non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale e non superino la lunghezza dell’articolo cui si riferiscono.»
Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, art. 32-quinquies):
Riconosce a chiunque vi abbia interesse il diritto di chiedere la rettifica di notizie ritenute inesatte o lesive della propria dignità, da esercitare entro 90 giorni dalla diffusione, con obbligo di pubblicazione entro 48 ore.
Codice deontologico dei giornalisti (art. 2 e 8):
Impone ai giornalisti l’obbligo di rettificare con tempestività e visibilità adeguata le informazioni risultate inesatte o errate, garantendo il diritto dei soggetti coinvolti a essere ascoltati.
L’articolo di riferimento
TORRENOVA – Il sindaco Castrovinci: “Sono vittima di un piano diabolico”








