2025 & SCOMUNICANDO –  Visto sui “Social”: un anno raccontato per immagini. Grazie ai nostri lettori
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2025 & SCOMUNICANDO –  Visto sui “Social”: un anno raccontato per immagini. Grazie ai nostri lettori

Ci siamo raccontati e abbiamo raccontato.

A modo nostro.

 

Con leggerezza quando era possibile, con ironia e sarcasmo quando serviva, con il dolore necessario quando i fatti lo imponevano. Così abbiamo attraversato il 2025 che si appresta a chiudere i battenti, seguendo la cronaca e ciò che le ruota intorno, senza mai perdere di vista lo sguardo critico e umano che da sempre contraddistingue Scomunicando.

In questo percorso, la nostra pagina Facebook è diventata molto più di un semplice spazio di condivisione: è stata un luogo narrativo vero e proprio.

Le copertine, cambiate nel corso dei mesi, hanno segnato stati d’animo, riflessioni, prese di posizione. Oggi le riproponiamo, in ordine sparso, come si fa con i ricordi più autentici, per ripercorrere dodici mesi intensi, vissuti insieme a voi, giorno dopo giorno.

A voi, lettori, va il nostro primo e più sincero grazie.

Ci avete regalato soddisfazioni enormi, confermandoci che il modo in cui scegliamo di raccontare il presente trova ascolto, attenzione, dialogo.

Con Narrazioni, una rubrica nata quasi per caso, la grafica ha smesso di essere semplice accompagnamento ed è diventata editoriale. Non più immagini a corredo dei testi, ma immagini capaci di raccontare da sole, di prendere parola, di incidere, di emozionare e interrogare. Anche durante l’estate, Scomunicando non ha interrotto questo percorso: al contrario, ha continuato a tessere il suo racconto attraverso fotografie e grafiche che si sono fatte scrittura autonoma.

In questo progetto la fotografia non segue la parola scritta, non la illustra.

La fotografia – spesso accompagnata da un testo essenziale – diventa racconto, opinione, visione. È un linguaggio che pensa, che prende posizione, che agisce sul lettore con la forza dell’inquadratura, della luce, della composizione.

Le copertine pubblicate in questi mesi incarnano perfettamente questa filosofia editoriale: non semplici immagini di cronaca, ma veri e propri editoriali visivi. Ogni scatto non si limita a mostrare ciò che accade, ma suggerisce, evoca, costruisce un discorso aperto, capace di generare riflessioni e interpretazioni. Un gesto, un dettaglio, una prospettiva diventano materia narrativa.

In questo processo chi guarda non resta spettatore: diventa interprete, talvolta co-autore. Ogni grafica è un’opera aperta che invita a fermarsi, a osservare con attenzione, a leggere ciò che spesso sfugge alle parole.

Lo sintetizza bene la citazione che accompagna il nostro percorso editoriale:

“Si tratta di catturare l’attimo e includere tutto ciò che ha intorno.”

La fotografia, anzi la grafica, diventa così sguardo profondo sul presente, ma anche memoria, intuizione, cronaca e poesia insieme. È denuncia silenziosa e, allo stesso tempo, speranza visiva.

Per questo Scomunicando ha scelto di dare spazio alle immagini: non per decorare, ma per raccontare.

Perché ogni scatto è un frammento di mondo che chiede di essere ascoltato.

E oggi più che mai, il compito di chi narra è proprio questo: far parlare le immagini, dare loro voce, lasciare che siano loro a scrivere il tempo in cui viviamo.

I NOSTRI AUGURI – “Che il 2026 ci trovi disobbedienti, ma felici”

31 Dicembre 2025

Autore:

redazione


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