MESSINA – Primo decreto di esdebitazione
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MESSINA – Primo decreto di esdebitazione

l’avvocato Giorgia Pruiti ottiene la cancellazione totale di 300 mila euro di debiti

Un risultato senza precedenti a Messina

 il Tribunale ha emesso il primo decreto di esdebitazione del debitore incapiente, applicando le nuove disposizioni del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il provvedimento, ottenuto grazie al lavoro dell’avvocato Giorgia Pruiti Ciarello del Foro di Messina, segna una tappa significativa per la tutela dei cittadini sovraindebitati e per l’effettiva applicazione di uno strumento di rinascita economica e sociale.

Il caso riguarda un cittadino messinese gravato da debiti per circa 300 mila euro, che — in base ai criteri previsti dall’art. 283 del Codice della crisi — è stato riconosciuto incapiente e, dunque, impossibilitato oggettivamente ad adempiere alle obbligazioni assunte.

L’istanza è stata presentata dall’avvocato Pruiti presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) della Camera di Commercio di Messina, che ha nominato come gestore della procedura l’avvocato Edoardo Bucca. Dopo l’istruttoria, il Tribunale, nella persona della dottoressa D’Angelo, ha accolto integralmente la richiesta, dichiarando inesigibili tutti i debiti del ricorrente.

Una pronuncia che apre nuove prospettive

«Si tratta di un risultato eccezionale — spiega l’avvocato Giorgia Pruiti —. Attraverso questa pronuncia, il Tribunale di Messina ha applicato il nuovo Codice della Crisi, ridando fiducia e speranza a chi, pur trovandosi in gravi difficoltà economiche, sceglie di rivolgersi alla giustizia per ricominciare. È un segnale forte anche dal punto di vista sociale, perché consente — a chi ne ha i requisiti di legge — di poter tornare a vivere e riabilitarsi completamente».

La decisione del Tribunale, oltre al valore giuridico, assume anche un significato umano e sociale: consente a chi è in stato di insolvenza non colpevole di liberarsi dal peso dei debiti e di reinserirsi nella vita civile e lavorativa, superando lo stigma dell’insolvenza.

Nel decreto, il giudice ha ritenuto che fossero pienamente rispettati i criteri di meritevolezza richiesti dalla norma: il debitore non aveva contratto i propri debiti con dolo o colpa grave, ma per cause estranee alla sua volontà, e non disponeva — né al momento della richiesta né per il futuro prossimo — di alcuna capacità economica per adempiere.

Di conseguenza, il Tribunale ha dichiarato inesigibili tutti i crediti vantati dai creditori, estinguendo di fatto ogni obbligazione pregressa.

Un precedente importante per Messina

Il decreto rappresenta un precedente giurisprudenziale rilevante per la città di Messina e per l’intero distretto giudiziario, aprendo la strada ad altre persone e famiglie che si trovano in condizioni analoghe.

L’esdebitazione dell’incapiente, introdotta con il nuovo Codice della Crisi, mira infatti a favorire la riabilitazione economica e sociale dei soggetti in difficoltà, offrendo una seconda possibilità a chi, pur meritevole, non è in grado di onorare i propri debiti.

«Questo provvedimento — conclude l’avvocato Pruiti — è una risposta concreta a chi crede ancora nella giustizia e nella possibilità di un nuovo inizio. Messina, con questa decisione, dimostra di saper applicare strumenti moderni e sensibili al disagio sociale, ponendosi in linea con la più avanzata giurisprudenza italiana».

CHIARIAMO IL CONCETTO

Cos’è l’esdebitazione del debito

L’esdebitazione (dal latino ex debito, cioè “liberazione dal debito”) è una procedura legale che consente a una persona fisica sovraindebitata — cioè con più debiti di quanti possa realisticamente pagare — di essere liberata, in tutto o in parte, dalle proprie obbligazioni economiche.

In parole semplici:
se un soggetto, pur in buona fede, non è più in grado di saldare i propri debiti (per esempio dopo la perdita del lavoro, una malattia, un fallimento, o altri eventi non dipendenti dalla propria volontà), può chiedere al Tribunale di cancellarli definitivamente.

La base normativa

Oggi la materia è regolata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), in particolare dall’art. 283, che disciplina la cosiddetta “esdebitazione dell’incapiente”.

Questa norma consente anche a chi non ha alcun patrimonio o reddito disponibile (cioè “incapiente”) di ottenere la cancellazione totale dei debiti, a condizione che:

  1. sia persona fisica (non un’azienda o società);

  2. abbia contratto i debiti senza dolo o colpa grave;

  3. non sia in grado, né ora né in futuro, di pagarli;

  4. si rivolga a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che valuterà la situazione e presenterà la richiesta al giudice.

Come funziona nella pratica

  1. Il debitore presenta istanza di esdebitazione tramite un avvocato o un OCC (spesso presso la Camera di Commercio).

  2. Il giudice verifica che il richiedente sia meritevole (cioè non abbia contratto i debiti con l’intento di non pagarli).

  3. Se la richiesta viene accolta, viene emesso un decreto di esdebitazione:
    i debiti vengono dichiarati inesigibili (non più dovuti);
    i creditori non possono più pretendere il pagamento;
    il debitore torna “pulito”, anche ai fini sociali e finanziari.

Perché è importante

L’esdebitazione non è solo uno strumento giuridico, ma anche sociale:

  • permette alle persone sovraindebitate di ricominciare da zero, senza il peso economico che impedisce loro di reinserirsi nel mondo del lavoro e nella società;

  • contrasta il fenomeno dell’usura e della marginalizzazione economica;

  • favorisce un comportamento responsabile: chi agisce in buona fede può essere tutelato dallo Stato.

 Esempio pratico

Nel caso citato del Tribunale di Messina, una persona con 300.000 euro di debiti ha ottenuto l’esdebitazione perché:

  • non aveva mezzi per pagare;

  • aveva contratto i debiti per cause indipendenti dalla propria volontà;

  • è stato riconosciuto come meritevole.

Risultato: tutti i debiti sono stati cancellati, e la persona potrà ripartire da zero.

13 Novembre 2025

Autore:

redazione


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