A Capo d’Orlando l’amministrazione comunale prova a rispondere in modo concreto alla cronica carenza di organico della Polizia locale. La decisione di impiegare anche gli ausiliari del traffico, fino ad oggi utilizzati solo per le problematiche dei parcheggi sulla strisce blu, a supporto degli agenti – in alcune problematiche legate alla viabilità, ha acceso il dibattito sui social, tra commenti critici e posizioni favorevoli. Ma al di là delle polemiche, il tema centrale resta uno: garantire sicurezza, ordine e vivibilità in città.
Il Corpo di Polizia locale conta attualmente 11 unità, comandante compresa, a fronte delle 24 previste in organico.
Una distanza significativa che incide inevitabilmente sull’organizzazione dei turni, sulla copertura dei servizi e sulla presenza costante sul territorio. Il sindaco Franco Ingrillì ha annunciato di aver avviato l’iter con il Ministero dell’Interno per ottenere l’autorizzazione necessaria a bandire nuovi concorsi e procedere con assunzioni urgenti. Tuttavia, il Comune è sottoposto al controllo della Corte dei conti nell’ambito del Piano di riequilibrio finanziario: una condizione che ha evitato il dissesto ma che impone stringenti vincoli di spesa, limitando le possibilità di nuove assunzioni.
In questo contesto si inserisce la scelta di “far pesare” il ruolo degli ausiliari del traffico.
Il ruolo della Polizia locale: non solo multe
Spesso percepita come mero organo sanzionatorio, la Polizia locale rappresenta oggi un pilastro fondamentale della sicurezza integrata e della qualità della vita urbana.
Sicurezza urbana e prossimità
La presenza costante sul territorio, il pattugliamento e il contatto diretto con i cittadini svolgono una funzione di rassicurazione e prevenzione. La Polizia locale interviene nella micro-conflittualità quotidiana, nel degrado urbano e nei comportamenti incivili che incidono sulla percezione di sicurezza.
Polizia stradale ed educazione civica
La regolazione del traffico, il rilievo degli incidenti e il contrasto alle condotte pericolose sono tra le funzioni più visibili. Ma accanto alla repressione c’è una funzione educativa fondamentale: far comprendere che il rispetto del Codice della strada non è un obbligo formale, bensì uno strumento di tutela collettiva.
A Capo d’Orlando, in pieno centro, le auto parcheggiate a ridosso degli incroci – spesso a pochi centimetri – compromettono la visibilità e aumentano il rischio di collisioni. In via Lucio Piccolo, la sosta su entrambi i lati di una carreggiata a doppio senso crea difficoltà di transito e situazioni potenzialmente pericolose. In questi casi la sanzione non è solo repressione, ma deterrenza e prevenzione.
Polizia amministrativa, edilizia e ambientale
Il Corpo vigila sul rispetto dei regolamenti comunali, delle norme edilizie e ambientali, tutela il commercio regolare e contrasta l’abusivismo. È un presidio quotidiano dello spazio pubblico.
Protezione civile e funzioni giudiziarie
Gli operatori intervengono nelle emergenze e svolgono, quando necessario, funzioni di polizia giudiziaria delegate dall’autorità giudiziaria.
Questo solo per fare un succinto esempio dell’utilizzo del Corpo.
Agli ausiliari del traffico, si possono delegare le multe?
Si tratta di personale incaricato con funzioni limitate, generalmente circoscritte alle violazioni in materia di sosta.
Gli ausiliari possono accertare infrazioni relative:
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alla sosta vietata;
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al mancato pagamento del parcheggio nelle aree a pagamento;
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alle violazioni nelle aree loro espressamente affidate.
Non sostituiscono la Polizia locale e non esercitano poteri generali di polizia stradale, ma operano in un ambito specifico e delimitato dalla legge e dagli atti di nomina del Comune. La loro attività, se ben organizzata e coordinata, consente agli agenti di Polizia locale di dedicarsi ad altre funzioni più complesse: sicurezza urbana, controlli ambientali, rilievi di incidenti, attività investigativa.
Tra i commenti “acidi” sui social emerge l’accusa che l’impiego degli ausiliari possa servire esclusivamente a “fare cassa”. È innegabile che le sanzioni rappresentino un’entrata per l’ente, ma ridurre il tema a una questione economica significa ignorare l’aspetto principale: la funzione educativa e deterrente.
Una città dove: gli incroci restano liberi, i marciapiedi non sono occupati, le strade a doppio senso restano realmente percorribili, è una città più sicura, più ordinata e più vivibile per tutti, automobilisti e pedoni.
La sanzione, in questo senso, diventa uno strumento di regolazione della convivenza civile.
Negli ultimi anni si è affermato un modello evolutivo della Polizia locale, orientato alla “polizia di comunità”: collaborazione con i cittadini, prevenzione dei problemi, trasparenza e presenza attiva nei quartieri. Non si tratta di creare un’altra forza di sicurezza, ma di rafforzare un presidio territoriale che conosce il contesto urbano, le dinamiche sociali e le criticità quotidiane. Una polizia che informa, educa, regola e, quando necessario, sanziona.
La decisione dell’amministrazione di Capo d’Orlando appare come una misura pragmatica in una fase di evidente difficoltà organizzativa. In attesa di nuove assunzioni, l’impiego degli ausiliari del traffico rappresenta un supporto operativo che può contribuire a ristabilire ordine e sicurezza, soprattutto nelle zone più critiche.
Dare a Cesare quel che è di Cesare significa riconoscere che:
il rispetto delle regole è un dovere civico;
la sicurezza stradale è un bene collettivo;
la Polizia locale non è solo repressione, ma presidio di legalità e convivenza.
Se l’obiettivo è una città più ordinata, sicura e vivibile, allora sì agli ausiliari del traffico — purché inseriti in una strategia chiara, coordinata e orientata non solo alla sanzione – ma soprattutto all’educazione e alla responsabilità condivisa.
Poi le polemiche si facciano pure.









