Stasera a Roccalumera gran finale del festival con Eddie Gomez Trio
Itala ha ospitato la seconda e penultima serata dello Ionian Sea Jazz Festival, organizzato dall’associazione AvantGarde con la direzione artistica di Federico Saccà. Ad
esibirsi nel suggestivo spazio dell’abbazia dei Santi Pietro e Paolo, il quartetto Strait Project, composto da Carlo Nicita, Marcello Conti, Tommaso Pugliese e Federico Saccà. Proposti brani tratti da “Water Dance”, magnifico album del gruppo inciso nel 2023, con l’aggiunta di una suite dedicata a Miles Davis e altre novità. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Itala, con l’impegno fattivo dell’assessore Matteo Bello. La soddisfazione del sindaco, Daniele Laudini: “Un evento straordinario in un luogo magico…”
C’è una band dello Stretto che si affaccia tra la Sicilia e la Calabria, due sponde e due mari con infinite risorse, il cui appellativo è perfettamente in linea e con il “sentire” dello Ionian Sea Jazz, festival ideato da Rosalba Lazzarotto e Federico Saccà, che emana note di qualità.
La “danza” delle mitiche correnti dello stretto passa dalle note di un gruppo tanto affiatato e collaudato, quanto promettente: Strait Project, quartetto composto da Carlo Nicita al flauto, Marcello Conti al piano, Tommaso Pugliese al contrabbasso e Federico Saccà alla batteria, esprime sonorità contemporanee e mediterranee, ma anche legate alla tradizione jazz di oltreoceano, aperta alla contaminazione. Un gruppo che studia, trascrive, esplora, riflette e che riporta sugli strumenti storie, visioni e sensazioni uniche e originali, attingendo anche dalla tradizione popolare. Il tutto, accompagnato dalla tecnica sopraffina dei sui componenti, con le prerogative, il background e le tendenze di ciascuno, nonostante la giovane età di tre quarti del gruppo. “Water Dance”, album inciso nel 2023 e pubblicato dall’etichetta giapponese Da Vinci è il loro biglietto da visita. L’album è accompagnato dalla meravigliosa idea del quartetto di ispirarsi a Wayne Shorter, del quale ripropone due brani, ed è stato tenuto a battesimo da
Salvatore Bonafede, grande pianista jazz siciliano famoso nel mondo, che a quattro mani con la compositrice Roberta Giuffrida ha scritto la nota di presentazione del gruppo: “Il loro percorso creativo si snoda in un labirinto metaforico dove le strade si incrociano e si intrecciano, fino a dar vita a uno stile unico ed evocativo”, si legge, tra l’altro, nella seconda di copertina. Le parole che esprimono stima sono spesso il preludio di “amori” artistici: stasera, nella serata finale del festival, Federico Saccà affiancherà Salvatore Bonafede in un trio stellare, capeggiato dal grande contrabbassista Eddie Gomez. L’evento, previsto per le 21,30 al Parco Quasimodo di Roccalumera, sarà anticipato alle 21 da un incontro con gli artisti condotto dal pianista e compositore Luciano Troja. Una serata che si preannuncia imperdibile, ad ingresso gratuito.
Tornando a domenica, il concerto di Itala ha raccolto consensi tra il pubblico accorso numeroso al secondo e penultimo evento dello Ionian Sea Jazz Festival.
L’inizio, inedito, è stato un breve omaggio al luogo, con incedere ritmico, dal taglio vagamente arcaico, legato alla splendida abbazia arabo – normanna, il cui sagrato ospitava l’evento. A seguire, “La Siminzina” è una curata rievocazione del canto popolare siciliano che riconduce all’indimenticata Rosa Balistreri.
“Incanto”, di Carlo Nicita, è un delicato omaggio, tecnicamente e artisticamente raffinato e ottimamente articolato sui quattro strumenti, consegnato al ricordo dell’insegnante di flauto che gli ha cambiato la vita.
“Ron Miller” è invece il brano dedicato da Federico Saccà al songwriter americano. Brano colorato da tanto jazz di qualità su temi e ritmi coinvolgenti.
“Abuela Cigarra” di Carlo Nicita era tanto piaciuta l’anno scorso a Xavier Girotto nell’esibizione al Parco archeologico di Giardini Naxos e al Palacultura Antonello di Messina, con la Creative Orchestra della Filarmonica Laudamo. Anche a Itala, i dialoghi reciproci tra solisti hanno lasciato un gran bel ricordo di questa milonga traboccante di virtù e contaminazioni.
“Rebecca’s Theme” contrassegna il carattere tendenzialmente “billevansiano” di Tommaso Pugliese, eccellente nelle armonie raffinate che offrono terreno fertile ai compagni di esprimersi al meglio. Un brano da ricordare come quel jazz waltz in cui Rebecca richiama un po’ Debby…
Altro super brano: “Ancora piove”, di Marcello Conti, dove il suo piano conduce l’ensemble in maniera entusiasmante. Il pezzo è ancora inedito, ma la sua qualità non lascia dubbi su una prossima incisione.
Stracolmo di energia e creatività, anche il brano a seguire, di Federico Saccà, ricco di ritmi e geografie variegate nel complesso universo del jazz contemporaneo.
“Un segno del nostro repertorio è l’incontro tra culture e pensieri, tra il nostro passato e il nostro presente con un pensiero al futuro…” ha detto Carlo Nicita, introducendo “Guinga Você”, brano che egli ha scritto dedicandolo al chitarrista e compositore brasiliano, fuori dai grandi riflettori ma straordinario protagonista musicale nelle sue latitudini, che ha tanto apprezzato in un concerto.
Il jazz è sempre, comunque, materia per sognatori. Tommaso Pugliese ha composto un brano per intitolarlo in giapponese, la cui traduzione è “Il tuo sogno”. Una “narrazione” articolata e leggera, in cui il contrabbassista calabro è in grande evidenza, al pari dei suoi compagni di viaggio.
“Ciascuno di noi ha messo un po’ di Miles nel proprio percorso…”, ha detto ancora Carlo Nicita, introducendo la prevista suite da dedicare a Miles Davis per il centenario del genio dell’Illinois. “Solar” e “Gian Pierre”, brani distinti per data e tipologia ma uniti dalla mente creativa di Davis, sono stati magnificamente eseguiti dal quartetto, in un passaggio particolarmente intenso e partecipato della serata.
Al rientro per il bis non poteva che essere proposta “Cariddi”, traccia simbolo di “Water Dance”, scritta da Marcello Conti e “cavallo di battaglia” del
gruppo.
Si è conclusa così la seconda serata del festival, con appuntamento collettivo al concerto di stasera, per un eccellente finale ed uno sguardo beneaugurante sul futuro di Ionian Sea Jazz.
di Corrado Speziale









