di Andrea Urzì
Prevenire il disagio, la marginalità e i comportamenti a rischio tra i più giovani non significa semplicemente sottrarli alla strada o offrire loro un modo sano di impiegare il tempo libero.
Significa soprattutto mettere a disposizione strumenti, relazioni e occasioni capaci di incidere sulla loro crescita: adulti credibili con cui confrontarsi, sostegno nello studio, esperienze creative, attività di gruppo e una pratica sportiva nella quale imparare disciplina, rispetto delle regole e controllo di sé.
La psicologia e le scienze sociali insistono da tempo sull’importanza dei modelli educativi che un ragazzo incontra nel proprio percorso. Albert Bandura ha mostrato quanto i comportamenti si apprendano anche attraverso l’osservazione e l’esempio degli altri; gli studi sui programmi di prevenzione della devianza basati sullo sport evidenziano, a loro volta, come non sia la semplice attività fisica a produrre effetti positivi, ma il contesto educativo nel quale viene praticata, la qualità del rapporto con l’allenatore e il sistema di regole e valori che la accompagna. Persino discipline come il pugilato e le arti marziali, che a uno sguardo superficiale potrebbero sembrare lontane da un progetto di prevenzione della violenza, possono diventare strumenti per insegnare esattamente il contrario: disciplina, autocontrollo, rispetto dell’avversario, lealtà, responsabilità e quel senso dell’onore che impone di non abusare mai della propria forza. Perché la forza non consiste nel colpire, ma nel sapere quando fermarsi e nel saperla governare.
Da questa idea nasce la Comunità Educante Orizzonte, presieduta da Giuseppe La Porta e con sede a Nesima, Catania, con l’obiettivo di sostenere, seguire ed educare i minori, offrendo loro un punto di riferimento quotidiano e diverse attività pensate per la loro crescita. All’interno della comunità vengono organizzate attività di doposcuola e laboratori dedicati all’arte e alla creatività. Nel tempo sono state introdotte anche nuove figure e attività: tra queste, un istruttore di pugilato e arti marziali, che insegna ai ragazzi le tecniche di difesa in modo responsabile, trasmettendo al contempo valori come il rispetto, l’etica e la non violenza.
È inoltre presente uno psicologo, a disposizione sia dei minori sia delle loro famiglie attraverso uno sportello di ascolto completamente gratuito. Lo psicologo e l’assistente familiare seguono i ragazzi durante le ore trascorse all’interno della comunità, osservandone il percorso e offrendo supporto quando necessario, comunicando, quando opportuno, con le famiglie stesse.
La Comunità Orizzonte collabora inoltre con diversi altri hub presenti sul territorio e partecipa alla progettazione e alla realizzazione di eventi e iniziative sociali, anche in spazi pubblici. L’obiettivo è creare occasioni in cui i minori possano conoscersi, collaborare, divertirsi e sviluppare relazioni positive, imparando a stare insieme in modo sano e responsabile.
Attraverso queste attività, la comunità vuole offrire ai ragazzi non soltanto un luogo in cui trascorrere il proprio tempo, ma soprattutto uno spazio di crescita, confronto e socialità.









