Il dirigente dell’Ambito territoriale di Messina traccia il senso dell’incontro al Palacultura: non una semplice inaugurazione dell’anno scolastico, ma il rinnovo di un patto tra scuola, famiglie, istituzioni e territorio.
Dal confronto arrivano anche le prime risposte della Regione: 16 milioni per la climatizzazione e sportelli d’ascolto in 150 scuole.
«La scuola non è solo un luogo di formazione, è il tempio civile della speranza e della bellezza». Nelle parole di Leon Zingales, dirigente dell’Ambito territoriale di Messina, c’è forse la sintesi più efficace della giornata vissuta al Palacultura di Brolo. A ventiquattr’ore dall’incontro che ha riunito dirigenti scolastici, sindaci e rappresentanti delle istituzioni, resta soprattutto il valore di un confronto che ha messo la scuola al centro. Non soltanto i suoi problemi, ma anche le persone che ogni giorno la fanno funzionare.
Zingales parla di un incontro «straordinario», nel quale le istituzioni si sono strette «attorno al cuore pulsante della nostra comunità: la Scuola». E rivendica con orgoglio il lavoro svolto da dirigenti, docenti e personale, «donne e uomini di straordinaria professionalità» che accompagnano quotidianamente la crescita dei ragazzi. Un riconoscimento che acquista ancora più significato perché il vertice di Brolo ha chiuso il viaggio attraverso le province siciliane promosso dall’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano insieme all’Ufficio scolastico regionale. Un percorso nato per ascoltare direttamente chi vive la scuola e portare problemi e proposte agli Stati generali dell’istruzione, in programma a Palermo il 14 e 15 ottobre.
«Un patto educativo da rinnovare»
Per Zingales l’avvio dell’anno scolastico non può essere ridotto a una scadenza amministrativa. «Rappresenta per tutti noi il rinnovo di un patto educativo solido e condiviso», ha spiegato. La presenza a Brolo della Regione, dell’Ufficio scolastico e delle istituzioni provinciali diventa quindi il segnale di una vicinanza che deve tradursi in collaborazione concreta con scuole e territori. Il messaggio è chiaro: nessuno può affrontare da solo le nuove difficoltà che riguardano i ragazzi.
Scuola, famiglie, amministrazioni, servizi e istituzioni devono riuscire a parlarsi. È quel “fare rete” sul quale Zingales insiste da tempo e che, in una provincia complessa come quella di Messina, assume un significato ancora maggiore. «Affrontiamo questa nuova sfida con la consapevolezza del grande lavoro svolto e con la certezza che, facendo rete, sapremo offrire a ogni studente le migliori opportunità di crescita umana e culturale». Poi una frase che suona anche come riconoscimento al lavoro delle scuole della provincia: «La scuola a Messina è viva, dinamica e pronta, come sempre, a fare la sua parte per il futuro dei nostri giovani».
Il confronto di Brolo ha avuto però anche una parte molto concreta.
Dagli incontri con i dirigenti siciliani è emersa con forza la preoccupazione per il disagio giovanile, insieme alla richiesta di strutture scolastiche più adeguate e vivibili. La Regione ha annunciato due primi interventi: 16 milioni di euro per la climatizzazione degli edifici scolastici, già previsti nel disegno di legge di variazione di bilancio, e un piano contro dipendenze e disagio giovanile che prevede sportelli d’ascolto in 150 scuole entro ottobre. Turano ha spiegato che il tema del benessere emotivo degli studenti è stato sollevato con particolare insistenza dai presidi incontrati durante il tour regionale. La scelta degli sportelli d’ascolto nasce proprio da questa richiesta e dalla necessità di intervenire prima che le situazioni di fragilità diventino emergenze. È un passaggio che si lega bene al pensiero espresso da Zingales: la qualità della scuola non si misura soltanto nei programmi, nelle strutture o nei risultati scolastici, ma anche nella capacità di ascoltare i ragazzi e accompagnarli nella crescita.
A Brolo una presenza istituzionale significativa
Zingales ha voluto ringraziare quanti hanno partecipato alla giornata: il direttore generale dell’Usr Sicilia Filippo Serra, il prefetto Cosima Di Stani, la rettrice dell’Università di Messina Giovanna Spatari, l’assessore Mimmo Turano, il questore Salvatore La Rosa, insieme alle altre autorità civili e militari. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al sindaco Giuseppe Laccoto e alla dirigente scolastica Maria Ricciardello, che ha fatto gli onori di casa.
Anche Filippo Serra ha definito quella di Brolo la conclusione di un percorso prezioso di ascolto, indicando nella collaborazione istituzionale il metodo attraverso il quale trasformare esigenze ed esperienze provenienti dai territori in una visione comune.
La giornata del Palacultura lascia quindi una fotografia della scuola messinese fatta di problemi, ma anche di professionalità e capacità di risposta. Edifici da migliorare, trasporti e collegamenti difficili soprattutto nelle aree interne, nuove fragilità tra gli adolescenti e necessità di sostenere maggiormente l’inclusione restano questioni aperte. Ma da Brolo arriva anche la richiesta di affrontarle senza lasciare sola la scuola. È questo, in fondo, il significato del «patto educativo» richiamato da Zingales. Non un’espressione formale, ma una responsabilità condivisa.
Perché se la scuola, come dice il Provveditore, è davvero «il tempio civile della speranza e della bellezza», il compito delle istituzioni è fare in modo che quella speranza trovi luoghi adeguati, ascolto, risorse e opportunità.
da leggere












