FICARRA – Premiate a Messina due studentesse al concorso Nicholas Green
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FICARRA – Premiate a Messina due studentesse al concorso Nicholas Green

“Dal dolore può nascere la speranza”: Rachele Russo e Serena Emanuele, entrambe frequentanti le scuole di Ficarra, dell’Istituto Comprensivo di Brolo, tra le premiate nel concorso Nicholas Green

Due giovani studentesse, due lavori carichi di sensibilità e un messaggio che arriva direttamente al cuore: anche dalla tragedia più grande può nascere una speranza di vita.

Rachele Russo e Serena Emanuele, entrambe frequentanti le scuole di Ficarra, si distinguono con due elaborati dedicati alla donazione degli organi.

La cerimonia al Salone delle Bandiere, alla presenza della dirigente Maria Pina Da Campo, del provveditore Leon Zingales e dell’assessore Stello Vadalà, dove le studentesse con i loro lavori diventano protagonisti di una bella pagina di scuola e di educazione civica.

Le due alunne sono state premiate ieri, in occasione della cerimonia conclusiva del concorso dedicato a Nicholas Green, il bambino americano ucciso nel 1994 durante un tentativo di rapina in Calabria, la cui storia è diventata un simbolo universale della donazione degli organi. Una vicenda dolorosa, trasformata dai suoi genitori in uno straordinario gesto di generosità, che continua a parlare alle nuove generazioni e a ricordare come una scelta d’amore possa offrire ad altre persone la possibilità di vivere. Ed è proprio questo il significato che Rachele e Serena hanno saputo interpretare attraverso il linguaggio dell’arte, accompagnando i propri elaborati con riflessioni capaci di emozionare il pubblico presente.

Rachele Russo: «Se io sono qui è perché qualcuno ha detto sì»

È questo il messaggio scelto da Rachele Russo per raccontare il valore della donazione. Nel suo elaborato pittorico, ispirato alla storia di Nicholas Green e alla scelta dei suoi genitori, la studentessa ha posto al centro un cuore, simbolo della vita ma anche dell’amore. Attorno a esso si sviluppa una rappresentazione ricca di significati: uno scheletro richiama la morte, una figura umana invita a riflettere sulla vita e sulla donazione, mentre le farfalle diventano simbolo di rinascita, trasformazione e gioia di vivere. «La loro storia ispira a non arrendersi mai, ricordandoci che anche gli ostacoli più insormontabili possono essere superati con la forza», scrive Rachele, riferendosi al coraggio dei genitori di Nicholas. Nella parte superiore dell’opera compare anche un occhio, immagine della consapevolezza e della capacità di guardare oltre il dolore.

Il messaggio conclusivo è particolarmente intenso: la donazione volontaria e gratuita degli organi rappresenta un gesto dal profondo valore etico e sociale, capace di salvare altre vite e trasformare «una tragedia in speranza».

Serena Emanuele: «Il giardino della speranza, un dono che fiorisce»

Altrettanto delicata è l’opera di Serena Emanuele, alunna della scuola primaria del plesso di Ficarra, che ha scelto di rappresentare gli organi attraverso l’immagine di un giardino. Un giardino speciale, nel quale ogni elemento racconta la possibilità di una nuova vita. «Ho voluto trasformare il gesto della donazione degli organi in un’immagine piena di vita e colori», spiega Serena nella presentazione del suo lavoro. Il cuore diventa un prato di rose, simbolo dell’amore; i polmoni sono foglie verdi che respirano aria pulita; il fegato e i reni si trasformano in fiori variopinti, mentre gli occhi sono rappresentati come margherite con piccoli fiorellini al loro interno. I fiordalisi, infine, sono sparsi nel giardino come semi di solidarietà che possono germogliare ovunque. «Grazie alla donazione, la vita fiorisce ancora», conclude la giovane studentessa. Una frase semplice, ma capace di racchiudere il significato dell’intera manifestazione.

La soddisfazione della dirigente Maria Pina Da Campo

Alla cerimonia ha partecipato anche la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Brolo, Maria Pina Da Campo, che ha espresso, a nome dell’intera comunità scolastica, la più viva soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dalle due alunne. Complimenti rivolti a Rachele e Serena, ma anche ai docenti che le hanno accompagnate nel percorso educativo, valorizzando un tema complesso e delicato attraverso la creatività, la riflessione e la sensibilità personale. Un risultato che conferma il valore di una scuola capace di andare oltre l’apprendimento delle singole discipline, aiutando i ragazzi a comprendere il significato della solidarietà, della responsabilità e del rispetto della vita.

Leon Zingales: «Dal dolore può rinascere la speranza»

Alla premiazione erano presenti anche il provveditore agli Studi di Messina, Leon Zingales, e l’assessore comunale alla Pubblica istruzione e alla Formazione, Stello Vadalà, che si sono complimentati con le studentesse, con i docenti e con l’Istituto per il valore educativo e sociale dei lavori presentati. Particolarmente sentite le parole di Leon Zingales, che ha affidato a una riflessione il significato della giornata.

«Guardare i lavori dei nostri ragazzi ci ricorda che anche dalle ferite più profonde e dal dolore più grande può germogliare qualcosa di meraviglioso. La storia di Nicholas continua a parlarci di amore, altruismo e vita».

Il provveditore ha quindi sottolineato il valore della donazione come gesto di umanità e di speranza. «Donare è un atto di pura umanità: un gesto capace di trasformare la sofferenza in nuova speranza per chi soffre. Trasmettere la cultura della donazione alle giovani generazioni significa coltivare un futuro più gentile, solido e ricco di luce». Zingales ha infine ringraziato studenti, insegnanti e famiglie per aver contribuito a rendere la cerimonia un momento di autentica partecipazione emotiva e civile.

Una lezione che va oltre il concorso hanno detto all’unisono i docenti del plesso di Ficarra. Per loro il riconoscimento ottenuto da Rachele Russo e Serena Emanuele rappresenta un motivo d’orgoglio per Ficarra, per Brolo e per l’intera comunità scolastica.

Ma il significato più importante di questa esperienza va oltre i premi. Nei loro disegni e nelle parole che li accompagnano, due giovanissime studentesse hanno saputo raccontare una delle scelte più difficili e generose che una famiglia possa compiere.

La storia di Nicholas Green, a oltre trent’anni dalla tragedia, continua così a vivere nella sensibilità delle nuove generazioni. E forse è proprio questa la lezione più bella arrivata dal Salone delle Bandiere di Messina: quando l’educazione incontra la solidarietà, anche i più piccoli possono insegnare ai grandi quanto sia preziosa la vita.

13 Ottobre 2026

Autore:

redazione


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