Per celebrare il coraggio di chi non si piega
Venerdì 16 ottobre, al Palacentenario, la XIV edizione del Premio dedicato al sindacalista socialista ucciso dalla mafia.
Al centro dell’incontro la memoria, il lavoro, i diritti e l’impegno civile. Protagonisti anche gli studenti degli istituti superiori orlandini.
«Non mi piego». Tre parole che racchiudono il coraggio di Salvatore Carnevale, il giovane sindacalista socialista assassinato dalla mafia a Sciara il 16 maggio 1955, a soli 31 anni, per il suo impegno a difesa dei lavoratori e dei diritti dei contadini. A questa testimonianza di libertà e giustizia sociale è dedicata la XIV edizione del Premio antimafia “Salvatore Carnevale”, in programma venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 10, al Palacentenario – Teatro allo Scalo di Capo d’Orlando, in piazza IV Luglio 1299.
L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia” e dal Centro Studi del GAL Nebrodi Plus, in collaborazione con il Centro Studi “Pio La Torre”, riunirà rappresentanti delle istituzioni, studiosi, giornalisti e protagonisti dell’impegno antimafia, con la partecipazione degli studenti degli istituti superiori orlandini. Un appuntamento che assume un significato particolare nell’anniversario della nascita di Carnevale, avvenuta il 23 settembre 1923 a Galati Mamertino, nel cuore dei Nebrodi. Un legame territoriale che unisce idealmente Galati, luogo delle sue origini, Sciara, dove condusse le sue battaglie sindacali e trovò la morte, e Capo d’Orlando, sede di questa nuova giornata dedicata alla memoria.
Il Premio prosegue un percorso culturale e civile che, attraverso quattordici edizioni, ha contribuito a mantenere viva la figura del sindacalista e a valorizzare il ruolo della tradizione socialista democratica nella lotta alla mafia, coinvolgendo personalità di rilievo nazionale.
A moderare l’incontro sarà l’onorevole Francesco Calanna, presidente del GAL Nebrodi Plus.
Previsti gli indirizzi di saluto dei sindaci Franco Ingrillì di Capo d’Orlando, Vincenzo Amadore di Galati Mamertino e Concetta Di Liberto di Sciara. Tra gli interventi, in videocollegamento, quelli dell’onorevole Salvo Andò, già ministro della Difesa e rettore emerito dell’Università Kore di Enna, e del giornalista Marcello Sorgi, già direttore e attuale editorialista de La Stampa, entrambi insigniti del Premio.
Prenderanno inoltre la parola Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi “Pio La Torre”; Franco Blandi, scrittore e autore del volume La madre, dedicato a Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale; Carmine Pinto, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Salerno; Antonio Matasso, presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia” e docente universitario; e Antonello Cracolici, presidente della Commissione parlamentare antimafia dell’Assemblea regionale siciliana. Un’attenzione particolare sarà riservata alla figura di Francesca Serio, la madre che, dopo l’assassinio del figlio, rifiutò il silenzio e trasformò il proprio dolore in una coraggiosa battaglia per la verità e la giustizia.
Il suo esempio, raccontato anche nel libro di Franco Blandi, offrirà lo spunto per una riflessione sul ruolo delle donne e delle madri nei processi di emancipazione, nella difesa dei diritti e nel riscatto sociale. La partecipazione degli studenti rappresenta uno degli aspetti più significativi della manifestazione. La memoria di Carnevale diventa così uno strumento di educazione civica, un’occasione per interrogarsi sul significato della legalità e sulla necessità di difendere quotidianamente la libertà, la dignità del lavoro e la giustizia sociale.
Perché ricordare Salvatore Carnevale non significa soltanto ricostruire una pagina dolorosa della storia siciliana. Significa riconoscere il valore di chi, in un tempo segnato dalla violenza mafiosa e dai rapporti di potere nelle campagne, scelse di non arretrare. A oltre settant’anni dal suo assassinio, la sua vicenda continua a parlare alle nuove generazioni e a interrogare le coscienze.
Noi da che parte stiamo?
Il messaggio scelto per questa edizione, #NONMIPIEGO, sintetizza il senso dell’iniziativa, accompagnata da un’altra domanda, altrettanto significativa: «Noi da che parte stiamo?» Un interrogativo che supera il momento commemorativo e chiama ciascuno a una responsabilità personale e collettiva. Il Premio si svolge con il patrocinio della Fondazione Pietro Nenni, della Fondazione Bruno Buozzi e dei Comuni di Capo d’Orlando, Galati Mamertino e Sciara.
Venerdì 16 ottobre, dunque, Capo d’Orlando diventerà luogo d’incontro tra memoria e presente, nel nome di un giovane dei Nebrodi che pagò con la vita la scelta di non piegarsi alla mafia











