C’è una generazione di professionisti che ha scelto di non limitarsi ad analizzare i problemi del Mezzogiorno, ma di contribuire concretamente alla costruzione di nuove opportunità. Tra queste figure emerge Maristella Ridolfo, amministratore di Quater, realtà che negli ultimi anni si è distinta per la capacità di mettere in rete istituzioni, imprese, enti locali e mondo della progettazione, promuovendo iniziative dedicate allo sviluppo territoriale, all’innovazione e alla valorizzazione delle comunità locali.
Dopo il successo del convegno\forum dello scorso anno che ha portato a Capo d’Orlando rappresentanti istituzionali, amministratori e tecnici provenienti da tutta la Sicilia e dall’Italia, nasce oggi “Agorà Sud”, un nuovo progetto che punta a trasformare il confronto in un laboratorio permanente di idee per il futuro del Mezzogiorno.
In questa intervista la dottoressa Maristella Ridolfo racconta la visione che anima l’iniziativa, le sfide che attendono il Sud tra transizione digitale, sostenibilità e programmazione europea, ma anche il ruolo che giovani, imprese e istituzioni dovranno assumere per costruire una nuova stagione di crescita. Un dialogo che guarda oltre le emergenze e prova a immaginare un Mezzogiorno protagonista del proprio destino.
L’intervista
Agorà Sud, il Mezzogiorno delle idee. Quindici domande a Maristella Ridolfo, amministratore di Quater
di Massimo Scaffidi
Dottoressa Maristella Ridolfo:
C’è moltissima continuità. Il convegno sul PNRR ci ha fatto capire quanto sia forte, nei territori del Sud, il bisogno di confronto vero tra istituzioni, tecnici, imprese e cittadini. Da quella esperienza è nata la consapevolezza che non basti più organizzare singoli eventi: servono luoghi permanenti di dialogo. “Agorà Sud” rappresenta proprio questa evoluzione naturale. Vogliamo trasformare il confronto in un percorso stabile, capace di produrre idee, relazioni e progettualità concrete per il Mezzogiorno.
Assolutamente sì. Dal confronto con sindaci, dirigenti e amministratori è emersa una fotografia molto chiara: i comuni, soprattutto quelli piccoli e medi, hanno enormi difficoltà operative. Mancano personale tecnico, strumenti digitali adeguati e spesso anche il tempo materiale per seguire procedure estremamente complesse. “Agorà Sud” nasce anche per questo: mettere insieme competenze, esperienze e buone pratiche, creando una rete che possa aiutare i territori a non sentirsi soli davanti alle grandi sfide della programmazione europea e dello sviluppo.
L’agorà, nell’antica Grecia, era il luogo dell’incontro, del confronto e della partecipazione pubblica. Abbiamo scelto questo nome perché crediamo che il Sud abbia bisogno di ritrovare spazi di discussione seria e costruttiva. Vogliamo un Mezzogiorno che non subisca le decisioni ma che torni a elaborare idee, strategie e visioni per il proprio futuro. Il nostro obiettivo è proprio questo: creare un luogo aperto dove istituzioni, giovani, imprese e università possano dialogare davvero.
Sì, ed è probabilmente la sfida più importante. Per troppo tempo il Sud è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso le sue difficoltà. Noi vogliamo cambiare narrazione. Il Mezzogiorno possiede energie straordinarie, competenze, università di qualità, giovani preparati, imprese innovative e un patrimonio culturale e ambientale unico. Bisogna però creare le condizioni affinché queste risorse dialoghino tra loro e diventino sistema. “Agorà Sud” vuole essere uno spazio dove si costruiscono proposte, non soltanto analisi dei problemi.
Il filo conduttore sarà il futuro del Mezzogiorno dentro le grandi trasformazioni europee. Oggi il Sud non può restare ai margini della doppia transizione digitale ed ecologica. Dobbiamo capire come trasformare queste sfide in opportunità di crescita reale. Parleremo di infrastrutture, innovazione, competitività delle imprese, formazione, intelligenza artificiale, energie rinnovabili e nuove professionalità. Ma soprattutto parleremo di come costruire una strategia condivisa che metta il Sud al centro del Mediterraneo.
Si supera investendo sulle competenze e sulla capacità di programmazione. Le risorse economiche, da sole, non bastano. Occorre una visione. Bisogna aiutare i territori a costruire progettualità di lungo periodo, capaci di generare occupazione, innovazione e servizi. E serve anche una nuova cultura amministrativa basata su collaborazione, formazione continua e capacità di fare rete. Il rischio più grande sarebbe spendere fondi senza lasciare un cambiamento strutturale. Noi vogliamo ragionare esattamente sul contrario.
È fondamentale. Uno dei limiti storici del Mezzogiorno è stato proprio quello di avere mondi che procedono parallelamente senza incontrarsi davvero. L’università spesso non dialoga con le imprese, le istituzioni faticano a coinvolgere i giovani, la cultura rimane scollegata dalla programmazione economica. Noi vogliamo rompere questi compartimenti stagni. Le grandi trasformazioni si affrontano soltanto mettendo insieme competenze diverse.
L’evento di settembre sarà soltanto il punto di partenza. L’idea è creare una piattaforma permanente di confronto, con incontri periodici, tavoli tematici, attività formative e momenti di networking che continuino anche dopo la convention. Vogliamo che “Agorà Sud” diventi nel tempo un laboratorio stabile di idee per il Mezzogiorno.
Non sarà un semplice documento conclusivo. L’“Agenda Agorà Sud” vuole raccogliere proposte operative, priorità strategiche e linee guida emerse durante il confronto tra istituzioni, esperti, imprese e università. Sarà uno strumento di lavoro concreto che potrà accompagnare il dibattito sul futuro del Sud nei prossimi anni.
I giovani saranno centrali. Non vogliamo che partecipino soltanto come spettatori. Vogliamo che siano protagonisti del dibattito. Per questo ci saranno spazi dedicati alle startup, al mondo universitario, all’innovazione e alle nuove professioni. Se il Sud vuole costruire il proprio futuro deve partire dal capitale umano e dalla valorizzazione delle nuove generazioni.
Quella esperienza ci ha fatto crescere tantissimo. Organizzare un confronto di livello nazionale con ministri, dirigenti ministeriali, sindaci ed esperti ci ha permesso di consolidare competenze organizzative, relazioni istituzionali e capacità di coordinamento. Oggi Quater affronta “Agorà Sud” con maggiore maturità e con una squadra ancora più strutturata.
Conta tantissimo. Oggi i territori devono imparare a raccontarsi meglio. La comunicazione non è più un elemento accessorio ma uno strumento strategico di sviluppo. Un evento, una manifestazione o un progetto territoriale funzionano davvero quando riescono a costruire identità, coinvolgimento e narrazione positiva. È questo il percorso che abbiamo cercato di costruire negli ultimi anni.
Moltissimo. Abbiamo scelto luoghi simbolici, capaci di raccontare il rapporto tra cultura, paesaggio e innovazione. Villa Piccolo rappresenta memoria e identità culturale, mentre la marina di Capo d’Orlando richiama apertura, connessioni e sviluppo mediterraneo. Anche i luoghi parlano e raccontano una visione del Sud.
Stiamo lavorando a un programma molto importante. L’obiettivo è coinvolgere rappresentanti istituzionali, esperti di programmazione europea, imprenditori, docenti universitari e figure autorevoli del mondo economico e culturale. Vogliamo costruire un confronto di alto livello ma allo stesso tempo concreto e utile per i territori.
Ed inifine l’ultima domanda alla dottoressa Maristella Ridolfo
Vorrei che passasse un messaggio molto semplice: il Sud non deve più sentirsi periferia. Ha tutte le potenzialità per diventare protagonista del futuro europeo e mediterraneo. Ma questo può avvenire soltanto se impariamo a fare rete, a costruire visioni condivise e a credere davvero nelle nostre capacità.
Una prospettiva condivisa anche da ANCE Messina, che sostiene l’iniziativa (altro…)
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