APPROFONDIMENTI – San Filippo del Mela: la verità in Parlamento. La convocazione dei vertici della A2A Energiefuture S.p.A.
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APPROFONDIMENTI – San Filippo del Mela: la verità in Parlamento. La convocazione dei vertici della A2A Energiefuture S.p.A.

di Vicky Amendolia (SD Socialdemocrazia) e Letterio Grasso (Azione)

La Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità ha disposto la convocazione dei vertici della A2A Energiefuture S.p.A. per un’audizione sul futuro dello stabilimento di San Filippo del Mela [1][2]. L’iniziativa, promossa dal presidente della Commissione, l’on. Tommaso Antonino Calderone, segna un passaggio decisivo: il caso non è più confinato alla dimensione locale, ma approda in sede nazionale, dove verranno chieste spiegazioni formali su un intreccio di scelte che rischiano di trasformare l’ennesima occasione di sviluppo della Sicilia in una cronaca di dismissione annunciata.

La Commissione, istituita nel 2022 per indagare sugli effetti economici e sociali della condizione d’insularità [3], aveva già affrontato il tema nel febbraio 2024, quando furono ascoltati in audizione il sindaco di San Filippo del Mela, Giovanni Pino, e i rappresentanti di A2A, tra cui il direttore della Business Unit Generazione & Trading, Lorenzo Giussani [4][5]. In quella sede emerse chiaramente come la marginalità insulare, la mancanza di collegamenti adeguati, i costi di trasporto e la lentezza decisionale delle istituzioni regionali fossero fattori che compromettevano la sopravvivenza stessa dell’impianto.
Oggi, a distanza di un anno, la situazione si è aggravata: l’azienda, seguendo il nuovo piano regionale dei termovalorizzatori, ha deciso di spostare il proprio investimento da San Filippo del Mela a Catania, abbandonando un territorio che per decenni ha sostenuto il peso dell’industrializzazione e dell’inquinamento, e che ora viene lasciato solo con i suoi disoccupati e le sue ciminiere spente [6].

La convocazione parlamentare non nasce quindi dal nulla, ma dalla necessità di chiarire le responsabilità di questo fallimento. A2A, azienda con solidità tecnica e infrastrutturale, ha agito dentro un quadro normativo che la Regione Siciliana ha completamente snaturato. L’attuale governo regionale, guidato da Renato Schifani, ha ridefinito il piano dei rifiuti prevedendo la realizzazione di soli due termovalorizzatori, uno a Palermo e uno a Catania [7]. Tale scelta, presentata come razionalizzazione, è stata in realtà un atto di centralizzazione che ha condannato le altre aree industriali dell’isola a un destino di oblio.

San Filippo del Mela, con la sua manodopera esperta, la sua rete elettrica consolidata e le sue infrastrutture esistenti, era il luogo ideale per attuare un modello di transizione energetica moderna, basato sul recupero dei rifiuti non riciclabili e sulla produzione di energia pulita [8]. La Regione avrebbe dovuto difendere questo sito, riconoscendone il valore strategico, e pretendere dall’azienda una riconversione industriale vincolante, magari rimodulata ma non cancellata. Avrebbe dovuto imporre una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) aggiornata, convocare un tavolo tecnico permanente con il Ministero dell’Ambiente e quello delle Imprese, e utilizzare gli strumenti offerti dalla legge regionale 8/2018 sulle aree di crisi complessa, che consente di obbligare le aziende a presentare piani di investimento e riqualificazione in cambio delle autorizzazioni [9]. Nulla di tutto questo è stato fatto.

Il governo regionale si è limitato a spostare il baricentro delle decisioni senza alcuna visione d’insieme. Ha preferito inseguire equilibri politici e spartizioni territoriali piuttosto che costruire una strategia industriale coerente. Persino sul piano ambientale, dove la Valle del Mela avrebbe potuto diventare un laboratorio di bonifica e innovazione, si è preferito l’abbandono: nessun progetto di compensazione, nessun piano di bonifica del suolo, nessuna destinazione alternativa per le strutture esistenti.

In questo deserto di responsabilità, la convocazione della Commissione parlamentare arriva come un richiamo all’ordine: Roma chiede conto a Palermo di anni di immobilismo e di un silenzio che pesa come una colpa politica.

Ma le colpe non si fermano alla Regione. Anche i sindaci dei comuni coinvolti — Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Lucia del Mela — hanno mostrato una latitanza inaccettabile. Sono i primi rappresentanti delle comunità locali, eppure, quando i lavoratori dell’A2A e dell’indotto hanno tenuto assemblee e manifestazioni, molti amministratori hanno preferito tacere o limitarsi a dichiarazioni di circostanza [10]. Nessuna iniziativa unitaria, nessuna richiesta formale di incontro con il Governo nazionale, nessuna pressione concreta sulla Regione. Avrebbero dovuto costituire un fronte comune, convocare i consigli comunali in seduta straordinaria, deliberare mozioni congiunte, chiedere interventi immediati sui tavoli ministeriali. Invece, si sono rifugiati dietro la prudenza delle parole e la comodità dell’attesa.

La verità è che la Valle del Mela non è mai stata difesa come avrebbe meritato. Questo territorio, già classificato come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) [11], avrebbe dovuto essere al centro di una programmazione speciale, capace di coniugare lavoro e rigenerazione ambientale. Invece, è stato trattato come un capitolo chiuso, un problema da archiviare. Eppure, qui si poteva creare un modello di economia circolare, con impianti di trattamento integrato, monitoraggio ambientale trasparente e sviluppo di competenze locali.

La Commissione parlamentare, che ora chiama A2A e la Regione a rispondere, non potrà imporre decisioni, ma potrà registrare le responsabilità e trasmetterle all’opinione pubblica. Le audizioni sono pubbliche, trasmesse in streaming, verbalizzate [4]. Ogni parola rimarrà agli atti. Sarà dunque l’occasione per capire se l’azienda intende mantenere un ruolo attivo sul territorio o se, dietro le formule della “transizione”, si nasconde la volontà di disimpegno. Sarà anche la prova per la Regione, chiamata a spiegare perché abbia preferito penalizzare un’area dotata di competenze industriali e manodopera specializzata per concentrare tutto su due poli che non garantiscono né equità territoriale né efficienza operativa.

Oggi più che mai, la Sicilia si trova davanti a un bivio: continuare sulla strada del compromesso o pretendere una politica industriale vera. Perché non basta parlare di transizione ecologica se la transizione serve solo a spostare investimenti da una provincia all’altra. Non basta invocare il PNRR o i fondi FSC se poi si lasciano i territori in attesa di decisioni che non arrivano. E non basta vantarsi di autonomia se la Regione rinuncia a esercitarla proprio quando servirebbe di più.

San Filippo del Mela non è un caso isolato, ma il simbolo di una Sicilia che non riesce a difendere se stessa. La convocazione di A2A in Parlamento è un segnale di attenzione, ma anche un atto d’accusa verso chi, pur avendo il potere di decidere, ha scelto di non farlo. E se la politica regionale continuerà a tacere, dovrà essere la politica nazionale a ricordarle che non si governa un’isola voltandole le spalle.

Perché un territorio non muore quando si spegne un impianto: muore quando le sue istituzioni decidono che non vale più la pena difenderlo.

E la Valle del Mela, oggi, chiede solo questo: di essere difesa, non compatita.
Un Sud che non chiede elemosine ma pretende diritti, lavoro e rispetto: da qui deve ripartire la vera politica.

 

Bibliografia

[1] Giornale di Lipari, “Futuro incerto per la centrale A2A di San Filippo del Mela: vertici convocati in Parlamento per chiarimenti”, 24 ottobre 2025.
[2] Radio Amica, “San Filippo del Mela, la Commissione parlamentare convoca A2A: focus su lavoro e comunità”, 24 ottobre 2025.
[3] Parlamento Italiano, L. 197/2022, istituzione della Commissione bicamerale per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità.
[4] Camera dei Deputati, Atti e convocazioni della Commissione Insularità, Seduta del 15 febbraio 2024 – audizione del Sindaco Giovanni Pino e rappresentanti A2A.
[5] Senato della Repubblica, archivio Commissione Insularità – Scheda audizione A2A (15 febbraio 2024).
[6] MessinaToday, “A2A sposta a Catania l’investimento previsto per San Filippo del Mela: le reazioni”, 2025.
[7] Assessorato Energia Regione Siciliana, Piano regionale gestione rifiuti e termovalorizzatori (2024).
[8] FIOM-CGIL Messina, Relazione sindacale su San Filippo del Mela, 2024.
[9] Regione Siciliana, Legge regionale 8/2018, “Interventi per aree di crisi industriale complessa”.
[10] FIOM-FIM-UILM, Dichiarazione congiunta, Assemblea lavoratori A2A, 22 ottobre 2025.
[11] D.M. 30 marzo 1998 – Classificazione AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale).

 

27 Ottobre 2025

Autore:

redazione


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