Bruxismo e stress
Il bruxismo è una condizione che riguarda tante persone e che si contraddistingue per il digrignamento o il serramento involontario dei denti. Secondo una revisione scientifica sistematica spesso citata in letteratura medica e condotta da un team del Dipartimento di Chirurgia Maxillo-facciale dell’Università di Padova, la sua prevalenza tra la popolazione adulta è compresa tra l’8 e il 31,4%.
Si tratta anche di una condizione purtroppo sottovalutata da molte persone. Tra i segnali d’allarme, infatti, sono presenti il mal di testa al risveglio e i dolori al collo e questo è un motivo per cui numerosi pazienti non pensano subito a una problematica che riguarda i denti. Il bruxismo, che può manifestarsi sia di notte sia nelle ore di veglia, può avere alla base diversi meccanismi fisiopatologici.
Bruxismo, una sgradevole conseguenza dello stress
Il bruxismo può portare a evenienze a dir poco fastidiose come il consumo dei denti, una criticità sia a livello estetico, sia per via di problemi come l’aumentata sensibilità dentale. Rivolgersi a uno specialista per risolvere la situazione richiede un approccio che consideri anche lo stile di vita.
Come ci ricorda una revisione scientifica pubblicata sulla rivista Sleep and Breathing nel 2024, lo stress e l’ansia, senza dimenticare la cattiva qualità del sonno, sono fattori fisiopatologici che possono avere un ruolo rilevante. Vista la centralità del tema, abbiamo raggiunto uno dei massimi esperti di odontoiatria in Italia, il Dottor Fabio Cozzolino, noto anche per la divulgazione scientifica di alto livello che porta avanti da anni sul sito studiodentisticocozzolino.it: “I periodi di stress aumentano significativamente sia il bruxismo che avviene durante il sonno sia quello che avviene quando si è svegli. Una mascherina trasparente termoformata sull’impronta dei denti può proteggerli da questa usura. Bisogna fare attenzione che l’usura dei denti però non sia dovuta ad un’erosione acida dello smalto per reflusso, vomito frequente o uso giornaliero di limone e agrumi. In questo caso la mascherina trasparente peggiorerebbe l’erosione acida dello smalto perché contribuirebbe a mantenere le componenti acide a contatto con gli elementi dentari.”
Le dichiarazioni del Dottor Cozzolino ci ricordano che, davanti a segnali come l’erosione dentale, è necessario analizzare con attenzione il quadro clinico del singolo paziente e, come già accennato, considerare l’anamnesi completa e la presenza di condizioni che, come il reflusso gastrico, possono avere un impatto sull’integrità dei denti e dello smalto.
Tornando al rapporto tra bruxismo e stress, è bene sapere che questa risposta psicofisica, quando raggiunge livelli eccessivi, può determinare un aumento del tono dei muscoli scheletrici, compresi quelli della mandibola. Si tratta di una naturale reazione dell’organismo all’attivazione del sistema nervoso simpatico e del meccanismo “attacco o fuga”.
Mascherina termoformata per il bruxismo: come funziona?
La mascherina termoformata (o bite), realizzata a partire dall’impronta dentale, rappresenta ad oggi la miglior soluzione per i pazienti che bruxano. Non risolve il problema alla radice, ma consente di rendere meno gravoso il carico del serraggio anomalo e involontario dei denti.
Consente, inoltre, di diminuire il sovraccarico sull’articolazione temporo-mandibolare, con conseguente riduzione del rischio di evenienze fastidiose come l’anomala rigidità dei muscoli masticatori e i ‘click’ quando si muove la mandibola.
Anche se è possibile trovare in commercio, sul web in particolare, modelli preformati, morbidi e in grado di adattarsi alla conformazione della bocca di diverse persone, è opportuno scegliere un dispositivo personalizzato, rivolgendosi al proprio odontoiatra di fiducia per realizzare una mascherina della giusta forma e durezza.






