CENE ELETTORALI – Salvini a Messina con 130 candidati: «A Messina si può vincere»
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CENE ELETTORALI – Salvini a Messina con 130 candidati: «A Messina si può vincere»

Il vicepremier fa tappa nella città dello Stretto dopo Reggio Calabria. Sul Ponte: «Se nessuno rema contro, il 2026 sarà l’anno della prima pietra»

Una serata che doveva restare riservata e che invece è diventata un evento.

Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e vicepresidente del Consiglio, ha fatto tappa a Messina nella serata di martedì 5 maggio, per una cena elettorale con i 130 candidati della Lega al Consiglio comunale e alle Municipalità della città. La location scelta è stata Palazzo della Seta, uno storico appartamento ottocentesco nel cuore della città, teatro di un incontro descritto dai presenti più come una grande festa che come un freddo briefing di partito.

L’arrivo era stato organizzato in pochi giorni, sull’onda della visita in Calabria per l’inaugurazione del primo lotto della statale 182, la Trasversale delle Serre. Da Reggio Calabria, il passo verso Messina è stato breve — geograficamente e politicamente.

Germanà riunisce lo stato maggiore leghista

Al tavolo non c’erano soltanto i candidati. Messina ha visto riunirsi l’intero vertice siciliano del partito: il senatore Nino Germanà, segretario regionale e messinese doc; il deputato regionale Giuseppe Laccoto; il responsabile regionale Enti Locali Matteo Francilia; il vicepresidente della Regione Siciliana Luca Sammartino; il sottosegretario Durigon. Presente anche il candidato sindaco del centrodestra Marcello Scurria, al quale le liste leghiste sono collegate. Ma insieme a questi c’erano sindaci, amministratori locali, assessori comunali (non solo quelli con la tessera leghista in tasca), sintomo dei grandi movimenti in corso all’interbo e verso il partito del Carroccio.

A rendere ancora più significativa la serata, la scelta dei consiglieri comunali uscenti della Lega di rinunciare alla candidatura per favorire nuove leve — un gesto di «grande spirito di squadra», come l’ha definito Felice Scafidi di Capo d’Orlando, tra i presenti.

Le parole di Salvini: «Mai lo avrei immaginato»

Salvini non ha nascosto una certa sorpresa per il percorso compiuto dal suo partito nell’isola. «Mai avrei immaginato di chiudere una giornata da leader della Lega a Reggio Calabria e poi a Messina» ha detto ai candidati riuniti. «Se la Lega è arrivata in Sicilia, questo si deve al fallimento di chi ha amministrato questa terra per decenni. Pensare che sia la Lega a fare le autostrade, le ferrovie e il Ponte sullo Stretto è la migliore motivazione per chiedere e raccogliere consenso». Sul fronte elettorale, il vicepremier ha tracciato una distinzione netta tra la piazza di Reggio Calabria — dove ha detto di essere certo della vittoria — e quella messinese, più complicata: «A Messina si può vincere. Occorre avere tanta determinazione nel chiedere il voto a chi ha deciso di non recarsi alle urne. Così solamente ci giochiamo la partita».

Il Ponte, tema centrale

Come sempre quando Salvini parla a Messina, il Ponte sullo Stretto ha occupato il centro del discorso. Il ministro ha ricordato che il primo progetto di collegamento stabile risale a oltre un secolo e mezzo fa, e ha rilanciato con ottimismo: «Il progetto c’è, l’impresa c’è, ci sono le candidature di tanti giovani operai, ingegneri, geologi. Il mondo guarda a questa impresa. Se nessuno rema contro, sarebbe bello che il 2026 fosse l’anno della posa della prima pietra». L’attacco all’uscente Federico Basile è arrivato puntuale: «Voglio tornare a Messina e trovare un sindaco, Marcello Scurria, che so che è a favore del Ponte — e non un sindaco come l’uscente, che un giorno è a favore e l’indomani contro».

Il Ponte divide i candidati a sindaco

La posizione di Salvini si inserisce in una campagna elettorale messinese in cui il tema del Ponte continua a fare da spartiacque. Scurria, sostenuto dal centrodestra, inquadra la grande opera come un’opportunità strategica per tutta l’area metropolitana, sottolineando che gli effetti positivi inizieranno «il primo giorno in cui verrà messa la prima pietra». Basile, ricandidato con Sud chiama Nord, continua a chiedere che vengano prioritariamente finanziate le opere complementari — viabilità, acquedotto, infrastrutture urbane — per un valore di 430 milioni. Cateno De Luca spinge invece per una legge speciale a tutela degli espropriandi. Sul fronte opposto, la candidata del centrosinistra Antonella Russo e Gaetano Sciacca di Rinascita Messina hanno entrambi firmato il patto no-ponte a Torre Faro, rivendicando una posizione netta contro la grande opera.

La nomina al Porto

A margine della serata, la Lega messinese ha anche espresso soddisfazione per la nomina di Giusi Marabello a segretaria generale dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto — definita «una scelta di alto profilo» e «una vittoria politica per la città», anche in virtù del fatto che per la prima volta da vent’anni due messinesi si trovano a guidare l’ente portuale.

La serata si è chiusa in clima festoso. Salvini ha lasciato Palazzo della Seta con una promessa: tornare a Messina dopo il voto, e trovare un sindaco del centrodestra ad attenderlo.

6 Maggio 2026

Autore:

redazione


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