di Francesco Marando
L’approfondimento dei meccanismi che regolano la gestione e la destinazione dei beni confiscati alla mafia, è stato il tema del seminario svoltosi il 19 maggio nella facoltàdi Scienze Politiche di Palermo. Gli argomenti trattati, di estrema attualitàe di importante interesse sociale, hanno coinvolto illustri personaggi del mondo politico, delle istituzioni, docenti universitari ed esponenti della magistratura.
A puntare per primi in modo forte e con grande determinazione il dito contro una piaga che ha “devastato†per anni la terra di Sicilia, sono stati degli studenti. Promotori ed organizzatori, infatti, sono Placido Salamone, membro del consiglio di facoltàdi Scienze politiche, Alberto di Benedetto presidente dell’associazione “Studenti Liberiâ€Â, Fabio Punzi dell’associazione “La Felucaâ€Â, Raffaele D’Anna e Gianluca Ferrari. E proprio dalla collaborazione di queste associazioni culturali studentesche da tempo impegnate nello studio del fenomeno mafioso, è scaturito il successo dell’evento, confermato dall’eccezionale partecipazione di pubblico presente in sala.
Ad introdurre la convention il professor Giuseppe Di Chiara, docente dell’Universitàdi Palermo ed il professor Costantino Visconti, che in poche ma significative battute hanno manifestato positivi apprezzamenti sull’iniziativa portata avanti dai giovani organizzatori.
Ha partecipato all’evento, con un apprezzabilissimo contributo la professoressa Maugeri dell’Universitàdi Catania, che in maniera sintetica ha illustrato la sostanziale differenza tra confisca penale e confisca preventiva dovuta a collusioni mafiose. A seguire il magistrato Guglielmo Nicastro del tribunale di Palermo e l’avvocato Andrea Aiello del Foro di Palermo, che hanno illustrato in maniera tecnica, entrando nel vivo i procedimenti riguardanti l’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati o confiscati, mettendone in evidenza gli elementi di efficienza e le relative garanzie.
Nella seconda parte del seminario sono intervenuti il professor Nicola Gullo, dell’Universitàdi Palermo, Livio Marrocco e Calogero Speziale, membri della commissione antimafia regionale, che hanno esposto il tema della destinazione dei beni confiscati, con particolare riferimento agli attori e alle procedure di sequestro.
Le conclusioni sono state affidate al professor Giovanni Fiandaca, eminente giurista di fama internazionale.
foto da www.a.marsala.it



