CONSIDERAZIONI – Sull’Etna – Crateri Silvestri – ora serve un ticket per entrare: la mercificazione del paesaggio
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CONSIDERAZIONI – Sull’Etna – Crateri Silvestri – ora serve un ticket per entrare: la mercificazione del paesaggio

Le considerazioni di Marco Corrao

Si può mettere un prezzo all’emozione di camminare su un vulcano vivo, di osservare da vicino i segni della sua forza millenaria? Con l’introduzione di un ticket di 5 euro per accedere ai Crateri Silvestri, l’Etna sembra varcare una soglia simbolica: da paesaggio condiviso, patrimonio dell’umanità e identità collettiva, a bene da mercificare. Una scelta che apre un dibattito profondo, non sul costo in sé, ma sul valore che attribuiamo alla natura e al diritto di viverla liberamente.

E Marco Corrao scrive:

Cinque euro per accedere ai Crateri Silvestri dell’Etna.
Una decisione che ha suscitato perplessità e discussioni, e che segna il passaggio da un’idea di fruizione libera della montagna a una logica di sfruttamento economico del paesaggio.

L’Etna è patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2013, tutelato dal Parco dell’Etna e sotto la vigilanza della Regione Siciliana e dei Comuni etnei. È, dunque, un bene collettivo, simbolo di identità e di equilibrio tra uomo e natura.
Trasformare l’accesso a uno dei suoi luoghi più iconici in un servizio a pagamento, anche se formalmente giustificato da esigenze di gestione o sicurezza, rischia di snaturarne la funzione pubblica e culturale.

Non è solo una questione di cinque euro, ma del principio che rappresentano: l’idea che ogni esperienza, anche quella del contatto diretto con la natura, debba essere filtrata da un tornaconto economico.
In questo modo, si perde la dimensione educativa e comunitaria del paesaggio, riducendo l’Etna a una semplice fonte di reddito.

Sarebbe auspicabile che le istituzioni pubbliche Regione, Parco e Comuni intervenissero per chiarire le motivazioni e garantire che eventuali introiti siano reinvestiti nella tutela e nella valorizzazione reale del vulcano, non nella mera monetizzazione della sua bellezza.

L’Etna non è un prodotto. È un’eredità naturale e culturale che appartiene a tutti.

5 Ottobre 2025

Autore:

redazione


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