EURO 2020 – La giovine Italia: Mancini revolution

Quanti talenti, un nome dalla calda Sicilia

 

Un cammino spedito, senza passi falsi e fatto di sole vittorie. Questo ha fatto la nuova Italia, il nuovo corso ideato e tracciato dal ct Mancini: dieci vittorie di fila, tutte nel girone, come nessuno prima nella storia. Certo, avversari non insuperabili, ma quante volte siamo caduti a cospetto di squadre materasso, per poi risvegliarci solo negli appuntamenti importanti e con l’acqua alla gola. Questa inversione di tendenza, questo cambio di mentalità, è una delle grandi novità targate Mancini, insieme a quella senza dubbio più evidente: il progetto giovani.

Ce ne sono tanti, che ruotano attorno alla Nazionale e che più concretamente andranno a comporre i 23 di Euro 2020, la prima rassegna continentale nella sua nuova versione itinerante che vede l’Italia tra le nazioni candidate alla vittoria finale. Ogni reparto pullula di talenti e potenziali fenomeni, incredibile a dirsi visto che appena 2 anni fa non eravamo capaci nemmeno di qualificarci ai Mondiali, uscendo con la Svezia in quella nefasta notte di San Siro, il 17 novembre.

Uno studio interattivo realizzato da Bwin.it ha messo in risalto tutti i nomi emergenti di questa rivoluzione. Oggi, come ti giri, trovi un campioncino: che sia in porta con Plizzari e Donnarumma, in difesa con Bastoni, Pellegrini, Armini o Gabbia. A centrocampo, l’astro nascente di Tonali non cela le gioie recate da Barella, Pessina e Fagioli, talentuoso trequartista della Juventus lusingato e corteggiato da mezza Europa. Fino all’attacco, di Kean e Pinamonti, Esposito e il già consolidato Chiesa: una Nazionale azzurra carica di talento e belle speranze, ma soprattutto di certezze in vista di un Europeo in cui vogliamo essere protagonisti.

 

E belle notizie giungono anche dalla Sicilia, nonostante la regione non veda squadre della calda terra del sole militare nel massimo campionato. C’è però ad esempio un Lo Faso a corto di minutaggio col Lecce, ma fra i classe ‘98 più interessanti del panorama nazionale: potrebbe migrare altrove nel mercato di gennaio per cercar fortuna ed esperienza, lui di proprietà della Fiorentina e nativo di Palermo.

L’Italia torna a sorridere o quanto meno a guardare avanti con rinnovate speranze, fatte di giovani promettenti e campioni affermati: da Bonucci a Insigne fino alla ricerca del centravanti certo, che sia Immobile o Belotti, che attraversano periodi diametralmente opposti pur godendo di egual stima da parte del ct azzurro. Il gioco c’è, una chiara idea di quel che si vuole fare in campo pure: il che, guardandoci un attimo indietro, è una grande novità. Non ci si discosta dal modulo, un 433 fatto da terzini di spinta, un centrocampo altamente qualitativo ed un attacco spinto da ali non solo offensive ma dotate di grande qualità utili ad innescare la punta.

Unire i risultati alla ricerca di un futuro all’altezza della reputazione italiana, fatta di giovani che crescono e ci fanno grandi: come è sempre stato, come per troppo tempo abbiamo colpevolmente dimenticato.

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