Stasera Gliaca di Piraino si accende di nuovo al ritmo della musica e dei ricordi con la 30ª edizione del Festival Aquarius.
Un traguardo importante per un festival nato nel 1995 grazie all’entusiasmo di un gruppo di giovani locali. Uno spettacolo guidato ancora dal regista e direttore artistico Italo Zeus e da Roberto Raffaele.
Trent’anni sul palco
Tre decenni e non sentirli. Il Festival Aquarius ha trasformato la piazza di Gliaca in un palcoscenico aperto e creativo. Cantanti emergenti, giovani talenti, mix di generi musicali e persino performance tematiche (come l’edizione western degli anni Duemila) sono diventati parte della storia collettiva, promuovendo un modello di cultura “dal basso”, costruito dagli stessi ragazzi del territorio.
Tema 2025: «I ricordi nella cornice»
La serata di oggi è dedicata al potere delle memorie che si intrecciano con il presente. Oltre alla consueta gara canora, questa edizione è pensata per far riaffiorare ricordi, aneddoti e “follie” vissute sul palco: espressioni di autenticità, spontaneità e senso comunitario.
Uno sguardo solidale verso Gaza
Accanto alla musica e al racconto, il Festival riserva spazio anche a un gesto di solidarietà. Verrà aperta una raccolta fondi per la popolazione palestinese di Gaza, un segno concreto di attenzione verso chi vive una tragedia umanitaria, nel nome della cultura che abbraccia valori universali.
Il Festival Aquarius, come evidenzia Italo Zeus, si conferma un simbolo di resistenza e rigenerazione culturale: il suo segreto è la coesione, la passione dei giovani, il legame con il territorio.
Trenta anni dopo, è più vivo che mai e tutti sperano che continuerà così con il suo approccio inclusivo e umano.









