il confronto con Notturno d’Autore e la voglia di tornare
Tra le tappe siciliane del viaggio di Massimo Giannini, quella di Ficarra ha avuto un significato particolare.
L’11 settembre il giornalista è stato protagonista della serata conclusiva di Notturno d’Autore, al Convento dei Cento Archi, portando al centro del confronto il suo ultimo libro, La sciamana …, ma soprattutto aprendo, anche nel post di presentazione, una discussione più ampia sulla politica, sul Paese e sulle contraddizioni della Sicilia. Una visita che non si è esaurita sul palco e che oggi rimbalza sui social. Giannini ha avuto modo di conoscere Ficarra, confrontarsi con gli organizzatori e osservare da vicino una realtà nella quale iniziative culturali di questo livello vengono costruite attraverso un lavoro complesso, spesso lontano dai grandi circuiti nazionali.
Nel dialogo con Lucia Franchina, patron di Notturno d’Autore, è emerso proprio questo rapporto con la Sicilia e con il festival.
«Grazie sempre a voi, ho cercato solo di dare una mano alla bellissima Sicilia», ha sottolineato il giornalista parlando con la Franchina e lei di riamando. «Hai colto le contraddizioni della nostra terra con la brillantezza d’ingegno che ti distingue».
Parole alle quali si è aggiunto un invito che guarda già al futuro.
Giannini ha manifestato il desiderio di tornare a Ficarra, chiedendo di essere tenuto in considerazione per il prossimo libro e per una nuova partecipazione a Notturno d’Autore ed Lucia Franchina l’ha subito opzionato. “Un invito condiviso da tutto il gruppo di lavoro di questo Festival – ha detto Lucia Franchina – che ha aggiunto ” E’ un gruppo coeso, dove il confronto è costante come ha sottolineato lo stesso Giannini, Un gruppo coordinato da Mauro Cappotto, con l’importante sostegno del “Marina” di Capo d Orlando – il porto – e del Comune di Sant Agata Militello”.
Giannini ha evidenziato lo sforzo necessario per mantenere in piedi un festival capace di portare in un piccolo centro personalità del giornalismo, della letteratura e del dibattito pubblico nazionale. Congratulandosi con tutti gli operatori culturali che roteano intono a questo che può considerasi un già consolidato Festival Letterario. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti di Notturno d’Autore: non soltanto organizzare serate o presentare libri, ma creare occasioni di confronto per un intero comprensorio e, attraverso la cultura, offrire agli ospiti anche l’opportunità di conoscere direttamente questi territori. Le osservazioni di Giannini sulla Sicilia possono essere discusse nelle loro conclusioni politiche, ma richiamano problemi e contraddizioni che fanno parte da tempo del confronto pubblico nell’Isola. È quella Sicilia nella quale convivono straordinarie risorse culturali e paesaggistiche e difficoltà infrastrutturali e nei servizi.

Una terra nella quale, richiamando una formula che rimanda alla tradizione politica dell’Italia giolittiana, opportunità e opportunismi hanno spesso finito per camminare insieme. Ed è anche per questo che realtà come Notturno d’Autore acquistano un significato ulteriore: dimostrano come dai piccoli centri possa partire un movimento opposto, fatto di cultura, confronto e capacità di costruire relazioni.
Giannini è arrivato a Ficarra per presentare un libro. Ne è ripartito portandosi dietro anche un pezzo di Sicilia. E, a quanto pare, con la volontà di tornarci.












