Prosegue la staffetta verso Gaza. Contestualmente all’abbordaggio e al sequestro dell’equipaggio e delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dall’Italia sono salpate altre unità.
Tra queste, la Conscience, della Freedom Flotilla Coalition, con decine di operatori a bordo, tra medici, sanitari e giornalisti, partita da Otranto, è ormai prossima alla cosiddetta zona rossa, che conta di percorrere assieme alle imbarcazioni della Thousand Madleens. A bordo, anche l’educatrice Elisabeth Di Luca, originaria di Rocca di Capri Leone, comune nel quale ha risieduto fino a 18 anni. Le sue attività si sono sempre svolte nell’ambito della cooperazione internazionale, dell’emergenza e degli aiuti umanitari. Attualmente risiede in Spagna, a Malaga.
“Non siamo soli: navighiamo dentro la storia, con la forza della coscienza dei popoli che resistono”.
Dunque, di nuovo in mare. Si persiste. Dopo la Global Sumud Flotilla altre imbarcazioni stanno navigando verso Gaza.
Lo scorso 1° ottobre è salpata la Conscience, che segue la partenza di 10 imbarcazioni nei giorni immediatamente precedenti, organizzate congiuntamente dalla Freedom Flotilla Coalition e da Thousand Madleens. A bordo della Conscience, stanno solcando il mare 96 attivisti, tra giornalisti internazionali e operatori sanitari di varie specialità, provenienti da 25 paesi del mondo, tra cui 6 italiani. Nella loro stiva, medicine e generi di prima necessità. Si tratta di una missione dal carattere particolare, poiché la nave era stata già bombardata da Israele lo scorso maggio, al largo delle coste di Malta. Così, è tornata come “atto di resistenza internazionale”, portando con sé quelle attività e professionalità che fino ad oggi sono state bersaglio preferito da Israele. “Raggiungere i colleghi nella Gaza assediata”, si riporta nelle motivazioni della missione, ma è doveroso specificare: reduci. Poiché centinaia di loro colleghi, siano essi operatori della sanità o giornalisti, a Gaza in questi due anni sono stati barbaramente uccisi dall’esercito israeliano con contestuale distruzione di mezzi e strutture fondamentali per la sopravvivenza degli abitanti. Cosicché, rompere l’assedio infernale di Israele, portando con sé tanto carico d’umanità, diviene un’azione intrisa di connotati e contenuti speciali. Questa è la grande sfida: “In questo periodo, le forze israeliane hanno preso di mira i giornalisti palestinesi, uccidendone oltre 270 e incarcerandone innumerevoli altri dall’ottobre 2023. Gli operatori sanitari palestinesi sono stati affamati, rapiti, torturati e uccisi. L’ingresso alle équipe mediche internazionali è sistematicamente impedito, e ai pochi ammessi è proibito portare con sé attrezzature e forniture salvavita”, scrive Freedom Flotilla. Per cui, il significato alimentato dal coraggio dei protagonisti di questa missione è presto spiegato.
A bordo della Conscience, è salpata Elizabeth Di Luca, operatrice umanitaria, educatrice, originaria di Rocca di Capri Leone, in provincia di Messina. Segue, a distanza di due mesi, la missione effettuata da un altro messinese, l’insegnante, giornalista e attivista Antonio Mazzeo, a bordo della Handala.
Elizabeth Di Luca è nata a Patti. Poi con la sua famiglia si è trasferita a Rocca di Capri Leone dove ha abitato fino ai 18 anni e dove tutt’ora vive la madre. Dopo le scuole dell’obbligo, il passaggio al Liceo classico: quattro anni a Sant’Agata Militello e un anno a Patti, dove ha avuto come insegnante Michelangelo Gaglio.
Raggiunta la maturità, si è trasferita all’estero ed è poi è ritornata in Italia, dove ha frequentato l’Università di Pisa, laureandosi in Scienze per la Pace. Elisabeth ha poi conseguito altre lauree a Firenze e a Malaga, in Spagna, dove adesso risiede. Le sue attività si sono sempre svolte nell’ambito della cooperazione internazionale, dell’emergenza e degli aiuti umanitari. Ha collaborato con Un ponte per e Assopace-Palestina sul territorio di Pisa. Mentre in Sicilia ho collaborato con Emmaus e Libera, a Palermo. Come esperienze sul campo, all’estero, da sottolineare il servizio prestato nei campi profughi in Libano e in un villaggio in Uganda, tra bambini orfani ammalati di AIDS, nell’ambito della cooperazione internazionale. In campo universitario ha conseguito un Dottorato di ricerca a Malaga, ma con l’università locale è entrata in “conflitto” a causa proprio del genocidio a Gaza. “Abbiamo occupato l’ateneo, affinché dichiarassero che c’era un genocidio e si interrompessero i rapporti con le università israeliane”, ci ha detto. Evidentemente, allora così non è stato, e la ricercatrice ha sospeso i rapporti con l’università, andando fino in fondo sulla spiegazione dei motivi nelle sedi opportune. L’attualità: “Adesso mi cercano di nuovo, perché ora la Palestina è di moda… Il rettore ha recentemente riconosciuto il genocidio”.
La Conscience, nave umanitaria su cui Elizabeth Di Luca è attualmente imbarcata, sulla rotta della speranza verso Gaza, sta per raggiungere la zona rossa, area in acque internazionali dove finora i militari israeliani hanno intercettato illegalmente le barche della Flotilla. Nelle prossime ore la nave conta di unirsi alle imbarcazioni della Thousand Madleens, per proseguire insieme la navigazione. L’appello dell’equipaggio, in questa fase cruciale, è rivolto agli organi di informazione, affinché, dopo la straordinaria copertura mediatica raggiunta dalla Sumud Flotilla, non vengano abbassati i riflettori su questa delicatissima missione.
Questi i link per seguire la missione:
Conscience Live Stream – https://www.youtube.com/live/kyISIcKg_CI
Freedom Flotilla Coalition – https://freedomflotilla.org/
Corrado Speziale









