di Giuliana Scaffidi
Le vicende che spinsero i gioiosani a scendere da Gioiosa Guardia a Ciappe di Tono hanno delle sequenze veramente teatrali: una scomunica vescovile, un terremoto, un invasione di cavallette fanno pensare ad una messa in scena surrealistica.
Certo questi avvenimenti che si sono susseguiti non hanno lasciato indifferenti i gioiosani, che poi, se li sono tramandati ampliandoli con coloriture a volte drammatiche, a volte in forma di commedia dell’arte.
Questo a dimostrare l’amore innato per qualsiasi forma di teatro.
Intorno agli anni 20 del secolo scorso, era da poco finita la prima guerra mondiale, si videro per le strade di Gioiosa orde di saltimbanchi e artisti di strada ancora sotto l’effetto della miseria che aveva lasciato l’ultimo conflitto, la gente presa da entusiasmo vi accorreva e applaudiva.
Alcuni anni dopo, funzionava giàl’illuminazione elettrica, Gioiosa dava la possibilitàa compagnie di teatranti girovaghi di esibirsi in sale reperite in fondaci, in larghi androni o in qualche spazioso sotterraneo, dove il freddo la faceva da padrone. Malgrado ciò gli abitanti di questo ridente paese vi accorrevano in massa.
Finita la seconda guerra mondiale, si inaugurò un piccolo cinema di appena 200 posti, che all’occorrenza si poteva dotare di un piccolo palcoscenico per serate teatrali.
Molte furono le compagnie che si esibirono e tanti di nome che la ribalta teatrale siciliana aveva messo in risalto: Libassi, Rosina Anselmi, Turi Pandolfini e molti altri .
Intanto l’Azione Cattolica apriva le sue porte a tanti giovani che potevano svolgere attivitàdiverse, da quelle sportive a quelle teatrali; così sorsero squadre giovanili di atletica e di calcio. Accanto a queste anche una compagnia teatrale che presentava dei lavori semplici e non di grande impegno e farse simpatiche ed esilaranti che il pubblico nostrano apprezzava ed applaudiva con sincero entusiasmo.
Negli anni 70 nasce l’Assotea, un’Associazione Teatrale che mette in scena commedie dialettali di tutti gli autori più significativi: Martoglio, Russo Giusti, Marchesi, Romualdi, Macrì e tanti altri che nel tempo hanno dato a tutti i cittadini la possibilitàdi educarsi al teatro con sempre più competenza di discernimento, di tutti i lavori teatrali delle compagnie che dal 1960 in poi si sono esibite a Gioiosa durante le feste di Ferragosto e delle Estati-Mare che si sono realizzate nella nostra cittadina.
Gioiosa orami è matura per avere un teatro vero, un teatro comunale. Dopo alterne vicissitudini ed un periodo lungo di oltre 20 anni, nel febbraio del 2009 questo sogno è una realtà. Ha una capienza di 300 posti e non è solo teatro, ma un contenitore culturale polifunzionale dove cinema, congressi, raduni di ogni genere hanno la loro sede naturale. L’apertura di questo teatro, come abbiamo detto, era un sogno, un sogno che si è avverato e tutta la cittadinanza ha dato segni di gioia incontenibile.
Siamo certi che la conduzione di questa struttura, se affidata a gente esperta, potràcambiare il volto della nostra Gioiosa.
Noi siamo fiduciosi che quest’opera potràessere la prima pietra per la rifondazione del paese, perché la nostra cittadina possa riacquistare il prestigio che non molto tempo fa l’aveva contraddistinta.

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Foto: www.museiciviciveneziani.it; magazine.libero.it; www.ecodisicilia.com;



