LE VOCI DELLO STRETTO – Tra mito e modernità, il ponte diventa… “Opera”
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LE VOCI DELLO STRETTO – Tra mito e modernità, il ponte diventa… “Opera”

Lo spettacolo in prima mondiale alla New York University

L’opera, eseguita in italiano da un cast internazionale, con musiche di Roberto Scarcella Perino e libretto di Eugenio Refini, è ispirata agli argomenti intorno al Ponte sullo Stretto di Messina. Il debutto avverrà nel contesto della Conferenza Internazionale su Opera, Istruzione e Nuove tecnologie. La musica sarà eseguita da un trio con violino, violoncello e pianoforte.

L’evento, in prima mondiale, si terrà il 27 marzo alle ore 20, presso Casa Italiana Zerilli-Marimò alla New York University.   

Il ponte sullo Stretto, tra corsi e ricorsi, dibattiti e polemiche, enunciazioni e contestazioni, finalmente diventa un’Opera…infrastrutturale? No. Opera musicale! Tra mito e umorismo, accompagnati da una narrazione musicale e poetica contemporanea, giocosa e fantasiosa, la mega opera altro non è che un’illusione, un’entità di luci e miraggi: un insieme tra attualità e mitologia.

Le Voci dello Stretto”, nuova opera, inedita, in un atto, con musiche di Roberto Scarcella Perino e libretto di Eugenio Refini, il prossimo 27 marzo vedrà il palcoscenico presso Casa Italiana Zerilli-Marimò alla New York University.

L’esecuzione si svolgerà nel contesto del Simposio Internazionale “Ricerca Artistica, Istruzione Superiore e Innovazione Tecnologica nell’Opera”, che fa parte dell’iniziativa di ricerca Teatro Musicale e Nuove Tecnologie. L’opera è stata commissionata dal Conservatorio G. Puccini di La Spezia.

Presentato in anteprima durante una conferenza dedicata in parte all’opera per bambini, alla ricerca artistica e al futuro del teatro musicale, Le Voci dello Stretto si pone come un potente promemoria del fatto che l’opera è ben lungi dall’essere una reliquia del passato. Negli ultimi mesi, i dibattiti pubblici sui media hanno nuovamente sollevato interrogativi sulla rilevanza dell’opera nella cultura contemporanea. Opere come Le Voci dello Stretto offrono una risposta convincente: l’opera continua a reinventarsi, confrontandosi direttamente con il presente e attingendo al contempo a tradizioni secolari di narrazione, musica e mito. In effetti, la nuova opera di Scarcella Perino e Refini trae ispirazione da una delle questioni culturali e infrastrutturali più dibattute in Italia oggi: il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, l’ambizioso progetto che dovrebbe collegare la Sicilia all’Italia continentale. Il ponte, a lungo oggetto di dibattito per le sue implicazioni politiche, ambientali e culturali, è diventato un simbolo del complesso rapporto dell’Italia con la modernizzazione, il paesaggio e l’identità.

“Lo Stretto di Messina è sempre stato una soglia: tra mito e storia, tra la Sicilia e la terraferma, tra mostri antichi e controversie moderne. Scrivere il libretto per Le Voci dello Stretto ha significato affidarsi alla capacità unica dell’opera di racchiudere tutto questo in un unico insieme. Il mio modo di pensare e di rapportarmi all’antichità nasce dalla convinzione che le storie antiche sappiano ancora porre domande attuali”, afferma il librettista dell’opera, Eugenio Refini.

In Le Voci dello Stretto, questo dibattito contemporaneo diventa il punto di partenza per una narrazione operistica giocosa e fantasiosa che fonde l’attualità con l’antica mitologia del Mediterraneo.

“L’opera ha sempre risposto al mondo che la circonda”, spiega il compositore dell’opera, Roberto Scarcella Perino, ricercato musicista e compositore originario di Messina, dal 2001 Clinical Associate Professor presso la NYU, con due “vite”, tra Italia e USA. “Le Voci dello Stretto trasforma un dibattito contemporaneo in mito, musica e narrazione, ricordandoci che l’opera rimane una forma d’arte viva e in continua evoluzione”. Stefano Albertini, direttore di Casa Italiana Zerilli-Marimò, presso la New York University, offre una motivazione in linea con le peculiarità della cultura italiana nel mondo: “Presentare la prima mondiale di Le Voci dello Stretto a New York riflette la missione di Casa Italiana Zerilli-Marimò di portare la creatività italiana contemporanea in dialogo con il pubblico internazionale. Quest’opera – prosegue il direttore – dimostra come una forma d’arte secolare possa interagire direttamente con i dibattiti culturali del nostro tempo”.

L’evento, nei dettagli:

Le Voci dello Stretto è un’opera – concerto che andrà in scena in prima mondiale venerdì 27 marzo 2026, alle ore 20 presso Casa Italiana Zerilli-Marimò, 24 West 12th Street, New York, NY 10011. L’ingresso è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione.

Il simposio “Ricerca artistica, istruzione superiore e innovazione tecnologica nell’opera” si terrà dal 26 al 28 marzo 2026 presso la stessa sede.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web di Casa Italiana Zerilli-Marimò.

La sinossi dell’opera:

In una luminosa mattina di primavera, un falco di nome Pellegrino vola felice sopra lo Stretto di Messina all’alba e vede uno spettacolare ponte che collega le coste della Sicilia e della Calabria.

Pochi istanti dopo, il ponte scompare misteriosamente. Determinato a scoprire la verità, Pellegrino si rivolge alle sirene, che gli consigliano di consultare gli abitanti dello Stretto.

Il suo viaggio lo porta faccia a faccia con le figure leggendarie che infestano queste acque

da millenni: la terrificante Scilla, la vorticosa Cariddi e l’amato eroe popolare siciliano Colapesce, il guardiano metà uomo e metà pesce che sorregge sulla spalla la colonna che sorregge Capo Peloro.

Al tramonto, il ponte riappare improvvisamente, lasciando Pellegrino e le sirene senza parole, finché l’incantatrice Fata Morgana non emerge dal mare e rivela la verità. Il ponte era un’illusione: un elaborato scherzo del primo aprile fatto di luci e miraggi, creato per divertire gli abitanti della Sicilia e della Calabria. Ridendo dello spettacolo, Pellegrino vola via cantando beatamente tra Scilla e Cariddi, accolto dalle sirene, da Colapesce e da Fata Morgana.

Mescolando mito, umorismo e riflessione contemporanea, Le Voci dello Stretto trasforma un tema di attualità in una narrazione musicale poetica, dimostrando come l’opera possa interpretare gli eventi attuali con immaginazione, profondità e giocosità.

L’opera sarà eseguita in italiano da un cast internazionale.

Pellegrino: Suchan Kim, baritono; Scilla e Morgana, voce 1: Emma Marhefka, soprano; Cariddi e Morgana, voce 2: Anna Maria Vacca, mezzosoprano; Colapesce e Morgana, voce 3: Bernard Holcomb, tenore.

Il Coro di voci bianche è della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi. Maestro del coro: Lauren Marie Gismondi.

Invece di un’orchestra, la musica sarà eseguita da un Trio con pianoforte:

Anthony Bracewell, violino; Oliver Weston, violoncello; Matthieu Cognet, pianoforte.

Ginevra Petrucci ha coprodotto l’opera insieme alla Casa Italiana Zerilli-Marimò.

L’opera sarà diretta dal compositore Roberto Scarcella Perino.

La partecipazione del Coro di voci bianche della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi riflette anche lo spirito più ampio del simposio che ospita la prima: esplorare nuove forme d’opera che coinvolgano giovani interpreti e pubblico, collegando il teatro musicale all’innovazione tecnologica e alla ricerca artistica contemporanea.

Con Le Voci dello Stretto, Casa Italiana Zerilli-Marimò continua il suo impegno a promuovere la creatività italiana contemporanea e a dimostrare come l’opera rimanga una forma d’arte viva e in continua evoluzione, capace di parlare direttamente al pubblico di oggi pur rimanendo profondamente radicata nella tradizione culturale.

Casa Italiana Zerilli-Marimò, alla New York University, è il principale centro accademico e culturale degli Stati Uniti dedicato alla promozione degli studi e della cultura italiana. Attraverso un ricco programma di conferenze, concerti, proiezioni cinematografiche, mostre e spettacoli, Casa Italiana promuove il dialogo tra Italia e Stati Uniti, sostenendo la ricerca, la creatività e lo scambio culturale. I suoi programmi riuniscono studiosi, scrittori, registi, musicisti e artisti di fama internazionale, rendendo la Casa un centro dinamico per l’esplorazione del passato, presente e futuro dell’Italia.

I contati con i media di Casa italiana Zerilli-Marimò, presso la NYU, sono curati da Chiara Basso.

22 Marzo 2026

Autore:

redazione


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