intervista a tutto tondo al segretario provinciale della DC di Messina Giovanni Frazzica
presentato il nuovo commissario cittadino, Nino Vitale
Questa mattina alla Biblioteca di Capo d’Orlando si è svolto un incontro riservato alla stampa locale, voluto dalla Democrazia Cristiana provinciale per presentare il nuovo commissario cittadino Nino Vitale e fare il punto sulla situazione politica nel Messinese.
Abbiamo intervistato il segretario provinciale della DC, Giovanni Frazzica, che ha affrontato a tutto tondo lo stato di salute della politica, le prospettive della DC e le sfide del territorio.
Perché la scelta di questo incontro, e perché riservarlo alla stampa e ai media locali?
«L’obiettivo è riportare la politica partitica dentro i palazzi, in un contesto in cui la politica sembra essere rimasta solo a livello regionale o nazionale. Noi siamo ben presenti sul territorio provinciale e ci stiamo riorganizzando anche a livello nazionale: un lavoro che richiede di ripartire da zero, con umiltà, per ricostruire dalle fondamenta».
Perché avete scelto Capo d’Orlando come sede dell’incontro e della futura conferenza degli amministratori?
«Capo d’Orlando è un luogo baricentrico per i comuni della fascia tirrenica, che spazia da Tusa a Castell’Umberto, da Milazzo fino a Patti e Brolo, ed è dove si concentra la maggioranza dei nostri amministratori locali. Inoltre, per noi Capo d’Orlando è anche un “luogo dell’anima”, un centro culturale importante: vogliamo partire dalla cultura politica, non dalla vecchia clientela.
La cultura politica è il lievito che fa crescere la società, perché noi non siamo un partito monotematico che cavalca solo bonus e slogan temporanei: la nostra è una visione complessiva della società e vogliamo ricostruirla a partire dalla cultura e dalla capacità di ascolto».
Quali sono, secondo lei, le priorità politiche su cui intervenire nella provincia?
«Prima di tutto bisogna tranquillizzare il territorio e superare la “sindrome dell’abbandono” che affiora ciclicamente, alimentata in modo strumentale da chi fa il Masaniello di turno.
Non c’è nessuna “casta messinese” che domina la provincia: la storia politica di Messina è sempre stata costruita anche dagli uomini dei Nebrodi, delle Eolie, di tutta la provincia. Poi è evidente che Messina, per la sua posizione geografica, sia il centro di servizi essenziali come porto, ospedali, università e tribunale. Ma la provincia è un tutt’uno, e va difesa nella sua interezza. Lo abbiamo fatto già in passato e continueremo a farlo, opponendoci a chi vorrebbe ridurla a un’appendice della città o di altre realtà».
Perché oggi un giovane o un cittadino dovrebbe avvicinarsi alla nuova Democrazia Cristiana?
«C’è un bisogno diffuso di buona politica, di tornare a un approccio serio, come qualcuno che dopo aver ascoltato troppo pop commerciale sente il bisogno di riscoprire Beethoven o Verdi.
La gente si è stancata di tanti cambiamenti vuoti che non hanno prodotto risultati. La prima Repubblica, con tutti i suoi difetti, aveva stabilità e concretezza: ha portato il miracolo economico, le grandi infrastrutture, la nazionalizzazione dell’energia, la riforma agraria. Oggi la nostra sfida è recuperare quella visione positiva, tagliando via ciò che era negativo ma ricostruendo una politica capace di progettare e realizzare per davvero».
Che quadro politico immagina per Messina e provincia nei prossimi mesi?
«Difficile fare previsioni: la politica provinciale è stata destabilizzata dall’anomalia del movimento di De Luca, una bolla che nessuno sa se e come si sgonfierà. Noi abbiamo cominciato a lavorare da marzo, ma le elezioni e il caldo africano hanno rallentato tutto.
Contiamo di ripartire con più slancio da settembre, per dare rappresentanza ai cittadini, senza pretendere percentuali bulgare ma per tessere rapporti e riportare la buona politica in tutta la provincia».
Chi è il nuovo commissario cittadino della DC a Capo d’Orlando?
« Nino Vitale è una persona preziosa, un ottimista di lungo corso, un vero volontario animato da buona volontà, capace di dedicare tempo ed energia alla causa del partito. È sempre presente, cerca occasioni per partecipare, conosce il territorio e la sua storia. Sono qualità rare e indispensabili, soprattutto in una fase come questa in cui le risorse economiche sono limitate e ciò che conta davvero è l’impegno personale».
In sintesi: quale messaggio vuole lanciare oggi ai cittadini del Messinese?
«Abbiamo il dovere di recuperare cultura politica, metodo e visione d’insieme. La nostra provincia non deve sentirsi periferia o abbandonata, ma parte integrante di un progetto più grande. Siamo qui per far crescere un lievito buono che possa restituire dignità e futuro alla nostra terra».
MSM








