Duro affondo dei gruppi del centrosinistra (Partito Democratico, Udc, Felice per Messina, Progressisti Democratici, DR e Megafono) contro l’amministrazione comunale e il sindaco Renato Accorinti.
Nella conferenza stampa che si è tenuta nella sala del Consiglio Comunale, i consiglieri comunali con i relativi capigruppo e l’ex candidato sindaco Felice Calabrò, hanno espresso dei commenti profondamente negativi su questi primi cinque mesi d’amministrazione Accorinti, in particolar modo sulla gestione delle politiche di bilancio del Comune di Messina.
Proprio su questo tema l’attuale sindaco aveva tracciato delle linee guida ben precise in campagna elettorale, linee guida a cui però non sono seguiti dei fatti ben specifici “Accorinti, come tutti i candidati del resto, in campagna elettorale aveva parlato di legalità, trasparenza e partecipazione – ha dichiarato Felice Calabrò – si era ripromesso di fare di Palazzo Zanca un palazzo di vetro invece h fatto una campaa opaca.
Ad avvalorare questa mia tesi basta pensare all’ultimo fatto: il regolamento finanziario del consiglio prevede che la giunta trasmetta al civico consesso la proposta di bilancio entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la votazione, ebbene – ha continuato Calabrò – ad oggi i consiglieri non hanno ricevuto nulla.
Questa è un’amministrazione che troppe volte ha mancato di rispetto al consiglio comunale presentando delibere e regolamenti all’ultimo momento, spesso ritirando proposte in quanto viziate e non conformi al regolamento.
Gli attuali componenti dell’amministrazione – ha poi affondato Calabrò – si sono spesso resi protagonisti in passato di critiche gratuite senza rendersi conto della situazione economica dell’ente, adesso stanno capendo, forse, cosa vuol dire amministrare e prendersi la responsabilità di dover scegliere”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo del Pd Paolo David “ancora non si conosce la situazione economico-finanziaria del Comune, troppe volte quest’amministrazione con il consiglio comunale ha fatto un passo in avanti e dieci indietro, non si dimentichino che noi siamo stati scelti dagli elettori invece loro, sindaco escluso ovviamente, sono stati nominati.
Una cosa è certa però, noi non voteremo nessun atto che l’amministrazione presenterà all’ultimo minuto com’è successo per il regolamento TARES”.
Proprio sulla TARES violente critiche sono arrivate dal capogruppo dell’Udc Mario Rizzo “ricordo che all’indomani dell’insediamento del sindaco Accorinti c’era il dubbio, da parte di molti cittadini, se una così vasta opposizione potesse in qualche modo limitare l’azione dell’amministrazione, ebbene io credo che, ed il regolamento TARES lo conferma, stia avvenendo l’esatto opposto.
Quest’aula ha spesso messo da parte diversità politiche per quel famoso bene comune di cui il sindaco parla, il risultato è stato che abbiamo avuto un regolamento TARES presentato all’ultimo istante, con la necessità espressa dagli assessori Signorino e Ialacqua di votarla in quanto presentata come una necessità.
Questi stessi assessori – ha poi continuato Rizzo – non hanno avuto esitazione a parlare di possibilità alternative alla TARES (ben sei!) quando invece sono stati a presentarla all’aula consiliare come unica strada percorribile. Mi chiedo, a questo punti, se questa necessità non corrisponda ad una ben precisa volontà dell’amministrazione di screditare il consiglio”.
Antonio Macauda



