MESSINA – La medicina di laboratorio guarda al futuro
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MESSINA – La medicina di laboratorio guarda al futuro

prevenzione, intelligenza artificiale e collaborazione tra pubblico e privato

All’Istituto Cristo Re il convegno promosso dall’Ordine dei Biologi della Sicilia.

Esperti e professionisti a confronto sulle nuove frontiere della diagnostica, sull’importanza degli esami di laboratorio e sulle prospettive di una sanità sempre più vicina ai bisogni dei pazienti. Pietro Miraglia ripercorre l’evoluzione della medicina di laboratorio e richiama il valore della prevenzione.

La medicina di laboratorio come elemento fondamentale della sanità moderna, non soltanto per la diagnosi delle malattie, ma anche per la prevenzione, il monitoraggio delle patologie e la definizione di percorsi terapeutici sempre più personalizzati. È stato questo il filo conduttore del convegno “Sanità pubblica e privata, quale futuro per la medicina di laboratorio in ambito sociale e di sviluppo diagnostico”, che si è svolto venerdì 16 ottobre 2026 nella sala multimediale dell’Istituto Cristo Re di Messina, su iniziativa dell’Ordine dei Biologi della Sicilia.

Una giornata di approfondimento scientifico che ha riunito rappresentanti delle istituzioni sanitarie, del mondo universitario e professionisti del settore, con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni della diagnostica e il ruolo sempre più strategico dei laboratori nei sistemi sanitari pubblici e privati. Dopo i saluti istituzionali della professoressa Nunzia Carla Spanò, direttrice del Dipartimento CHIBIOFARAM dell’Università degli Studi di Messina, della dottoressa Elvira Amata, direttore generale facente funzioni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “G. Martino”, del dottor Giacomo Claudio, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, e di Alessandro Pitrizzella, presidente dell’Ordine dei Biologi della Sicilia, i lavori sono stati introdotti dal dottor Pasquale Spataro, consigliere dell’Ordine dei Biologi della Sicilia e già professore aggregato di Igiene applicata all’Università di Messina. Spataro, anche coordinatore del corso e responsabile scientifico insieme al dottor Pietro Miraglia, ha evidenziato attraverso l’impostazione dell’incontro la necessità di promuovere un confronto interdisciplinare tra professionisti sanitari, istituzioni e realtà pubbliche e private.

Pietro Miraglia: dalla nascita della medicina di laboratorio alla diagnostica moderna

Tra gli interventi, particolare attenzione ha suscitato la relazione del dottor Pietro Miraglia, che ha ripercorso la storia della medicina di laboratorio, dalle sue origini fino alle moderne metodiche diagnostiche. Un’evoluzione che ha trasformato il laboratorio da struttura prevalentemente dedicata all’esecuzione delle analisi a componente essenziale del percorso clinico. Miraglia ha sottolineato come la disponibilità di risultati attendibili e tempestivi consenta ai medici di formulare diagnosi più rapide e accurate, individuare precocemente eventuali patologie e monitorare l’efficacia delle terapie.

Al centro della relazione anche il valore degli esami di laboratorio nella prevenzione, uno degli strumenti più importanti per intercettare condizioni di rischio prima che si manifestino complicanze. Un ruolo che assume particolare rilevanza in una società caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle patologie croniche e dalla crescente necessità di percorsi assistenziali personalizzati. Miraglia ha inoltre richiamato l’importanza della collaborazione tra sanità pubblica e strutture private convenzionate, evidenziando il contributo che un sistema diagnostico integrato può offrire in termini di accessibilità, tempestività delle prestazioni e continuità dell’assistenza. Il laboratorio, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto un servizio tecnico, ma un presidio di salute che accompagna il paziente dalla prevenzione alla diagnosi e al successivo monitoraggio clinico.

Microbiota, diagnostica molecolare e intelligenza artificiale

Il programma scientifico ha affrontato numerosi temi di attualità, confermando quanto rapidamente stia cambiando il settore della medicina di laboratorio. Tra gli argomenti approfonditi, il rapporto tra nutrizione e diagnostica, il ruolo del microbiota intestinale nella salute dell’organismo e le prospettive offerte dalle più recenti metodiche di indagine molecolare. Ampio spazio è stato dedicato anche all’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi diagnostici e nello studio delle malattie genetiche. L’utilizzo di strumenti computazionali avanzati e di nuove tecnologie per l’analisi dei dati apre infatti prospettive importanti per migliorare l’interpretazione degli esami e sostenere le decisioni cliniche.

Altri approfondimenti hanno riguardato le neoplasie, le terapie personalizzate e il contributo del laboratorio alla diagnosi e al monitoraggio delle oncoematopatie. Tematiche che confermano la necessità di un aggiornamento professionale continuo e di una collaborazione sempre più stretta tra biologi, medici, ricercatori e specialisti delle diverse discipline.

Il confronto tra professionisti e mondo universitario

Le sessioni scientifiche sono state moderate dal professor Giovanni Squadrito, dalla dottoressa Monica Mondello, dal dottor Donato Mannina e dal dottor Pasquale Spataro. Si sono susseguite le relazioni di diversi professionisti, tra cui Donato Mannina, Andrea Squeri, Maria Teresa Paparo, Andrea Bonomo, Petronilla, Daniela Romeo e Mhammed Agurnnouz. Gli interventi, caratterizzati da contenuti scientifici specialistici, sono stati seguiti con attenzione da un pubblico partecipe, confermando l’interesse per un settore che si trova oggi al centro di importanti trasformazioni tecnologiche e organizzative. L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione di formazione professionale, con il riconoscimento di quattro crediti ECM.

Il messaggio emerso dal convegno va oltre l’innovazione tecnologica. Il futuro della medicina di laboratorio dipenderà certamente dall’evoluzione delle apparecchiature, dalla diagnostica molecolare e dalle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Ma sarà altrettanto importante garantire che queste innovazioni si traducano in servizi accessibili, diagnosi tempestive e maggiore attenzione alle esigenze dei pazienti. In questo scenario, la collaborazione tra pubblico e privato convenzionato rappresenta uno dei temi centrali del confronto, soprattutto in territori nei quali la disponibilità di servizi diagnostici diffusi può contribuire a ridurre le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie. L’incontro promosso dall’Ordine dei Biologi della Sicilia ha ribadito così il valore scientifico e sociale di una professione chiamata a svolgere un ruolo sempre più importante nella tutela della salute collettiva.

Una prospettiva riassunta efficacemente nel messaggio scelto dagli organizzatori: “La diagnosi di laboratorio al servizio della salute, per una medicina più vicina alle persone”.

17 Ottobre 2026

Autore:

redazione


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