anche se un ultimo post sembra smorzare tutto
A Piraino l’estate non si è chiusa con l’eco dei fuochi, ma con quello – ben più rumoroso – delle polemiche.
Tutto nasce da un post del capogruppo di opposizione Diego Cusmano, che scrive qualche giorno fa: «Mah, io pensavo che dopo ben 13 MINUTI DI GIOCHI D’ARTIFICIO la nostra comunità, le nostre famiglie, i nostri figli e i nostri anziani si fossero risvegliati migliori».
Un pensiero che si agganciava alla recente lettera pastorale del vescovo di Patti, mons. Guglielmo Giombanco, in cui invitava le comunità a ridurre spese eccessive in fuochi e luminarie per favorire gesti concreti di solidarietà: «Meno bombe, meno luminarie e più carità evangelica» ma che a Piraino ha avuto, almeno nell’immediato, tutt’altra lettura, diventando sarcastico e accusatorio in un ambito locale, che a nessuno è sfuggito.
Il dire di Cusmano ha scatenato le tifoserie, anche se è difficile schierarsi con il parroco e certamente non è stato accolto con sorrisi.
Don Antonio Mancuso, parroco di Gliaca, noto per la sua franchezza, sentendosi chiamato in causa, ha immediatamente replicato, postando il suo pensiero direttamente nella pagina del capogruppo d’opposizione: «Infatti, potrebbe cominciare lei. La invito pubblicamente a venire per un anno nella Parrocchia di Gliaca e a donare lei i soldi che il sottoscritto personalmente e con la parrocchia mette a disposizione delle persone bisognose. Noi non aspettiamo la festa della Madonna per fare la carità: noi aiutiamo tutti i giorni».
Apriti cielo.
La polemica è esplosa dentro e fuori dai social, con l’amministrazione comunale che ha espresso solidarietà al parroco, mentre le bacheche si infiammavano come i fuochi in questione.
A quel punto Cusmano ha, oggi, tentato di “raffreddare” il clima, puntualizzando e chiarendo il suo pensiero:
«Negli ultimi giorni ho voluto condividere un pensiero semplice, raccogliendo l’invito del Vescovo. Non era un attacco né alla Parrocchia di Gliaca né a don Mancuso, il cui impegno rispetto. Era solo una riflessione sul buon senso nell’utilizzo delle risorse».
Insomma, una necessaria riflessione su quei botti che è diventavano botti di polemica.
Cusmano ha comune – se da un lato smorzato la polemica con la Chiesa, dall’altro alza l’asticella quando ribadisce di non sentirsi intimidito «né dal rumore dei fuochi, né da quello delle polemiche», denuncia che il tutto si è “trasformato in un attacco personale, con toni che sorprendono ancora di più se si considera da chi provengono”.








