TRE CURIOSITA’ SU MICHELANGELO BUONARROTI
Cultura

TRE CURIOSITA’ SU MICHELANGELO BUONARROTI

In principio era il marmo…
Carte come questa testimoniano una particolare modalità di lavoro del Maestro. Possiamo infatti scoprire che Michelangelo inviava ai suoi scalpellini degli schizzi riguardanti i blocchi di marmo; disegni veloci ma provvisti di indicazioni molto precise riguardo alle misure.

men_michelangelo_-3_252_x_368Da questi fogli dovevano essere dedotte le dimensioni e la forma dei blocchi. In questo caso, Michelangelo cita anche i singoli cavatori che avevano consegnato la pietra. Questi ultimi vengono nominati, sul recto e sul verso, con le iniziali (B per Bello, Ch per Cagione, L per Leone, M per Mancino), inserite all’interno del “segno” dell’artista: tre cerchi intrecciati, simbolo delle tre arti.

L’uso del “modano”
Il foglio è un progetto per le basi delle colonne destinate alla tomba, mai eseguita, di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze. Insieme al profilo della base, questa carta reca un’iscrizione: “el modano delle colonne della sepultura doppia di sagrestia”. “Modano” è un antico termine che indica il profilo a grandezza naturale di un elemento architettonico, pensato per guidare il lavoro degli scalpellini. Michelangelo, che stava per partire per Roma (siamo nel 1534), lasciava le sue precise indicazioni in fogli come questo, in modo che il lavoro potesse essere svolto in sua assenza.

I menù del Maestro
Questo elenco di alimenti, che prescrive un pasto per due, quattro e sei persone, corrisponde a uno scrupoloso proposito di registrare le spese e gli eventi della vita quotidiana. Michelangelo tracciò questi tre menu per tre pasti di diverso impegno, accompagnandoli con piccole illustrazioni, mentre si trovava a Pietrasanta, sul verso di una lettera inviatagli il 18 marzo 1518 da Bernardo Nicolini. Il “bocha di tondo” dell’ultima riga sembra riferirisi ad un bicchiere di vino locale, proveniente dal Colle Tondo, presso Seravezza e non lontano da Pietrasanta. L’appunto era probabilmente destinato allo scultore Pietro Urbano, collaboratore dell’artista.

Immagini e testi a cura di marilenaferrari-fmr.it

29 Giugno 2009

Autore:

admin


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